The Lost Frontier: il Jak and Daxter dimenticato è su PlayStation Plus

Questo gioco è stato pubblicato nel 2009 su PSP e PS2 ma non ha fatto breccia nei cuori del grande pubblico. Oggi potete finalmente riscoprirlo.

The Lost Frontier: il Jak and Daxter dimenticato è su PlayStation Plus
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Come ogni mese, anche a marzo 2024 gli abbonati a PlayStation Plus Extra e Premium hanno visto ampliarsi il catalogo dei giochi, che questa volta ha accolto produzioni di rilievo come Marvel's Midnight Suns e la versione PS5 di Dragon Ball Z Kakarot (qui la recensione del DLC Fine di Z di Dragon Ball Z Kakarot). Le novità non mancano nemmeno per gli utenti che dispongono di un abbonamento al tier più esclusivo, che garantisce l'accesso anche ad una libreria di titoli classici che da poche ore ospita Jak and Daxter The Lost Frontier. Approfittando dell'inaspettato ritorno del vecchio gioco PSP/PS2, scopriamo perché bisognerebbe dargli una possibilità.

Lo zampino di Neil Druckmann

Non ci sarebbe nulla di sorprendente se, pur essendo fan della serie Naughty Dog, non aveste mai sentito nominare Jak and Daxter The Lost Frontier, conosciuto da noi in Italia con il sottotitolo Una sfida senza confini.

Il motivo per cui potrebbe essere sfuggito ai vostri radar è semplice: non stiamo parlando di un capitolo della serie principale, ma di uno spin-off per la gloriosa PlayStation Portable (approdato anche su PlayStation 2).

PSP fu ampiamente supportata dalle terze parti, ma anche Sony decise di realizzare numerosi titoli per la sua piccola console sfruttando le sue proprietà intellettuali più forti come Killzone, God of War e, appunto, Jak & Dexter. Come buona parte di questi spin-off, che talvolta proponevano uno stile di gioco completamente diverso rispetto alla serie d'appartenenza (basti pensare a Liberation, che trasformava Killzone in uno sparatutto isometrico), a realizzarli non erano le software house che si occupavano dei capitoli principali, ma studi minori.

Il primo fu Daxter nel 2006, realizzato dai creatori di The Order 1886, ossia Ready At Dawn. Nel caso di The Lost Frontier, invece, si trattava di High Impact Games, che prese le redini del progetto solo in un secondo momento: in molti non sanno che il nome in codice del gioco era Jak PSP e lo sviluppo stava avvenendo proprio in Naughty Dog grazie ad un piccolo team guidato da Neil Druckmann, che si era guadagnato la fiducia dei suoi superiori con Jak X. In fase di sviluppo, però, il gruppo di lavoro fu trasferito sul primo Uncharted e l'iterazione portatile di Jak venne quindi affidata al collettivo californiano. In altre parole, si parla sempre di una produzione con radici in Naughty Dog e inizialmente seguita da Druckmann in persona.

Proprio per questa ragione, non bisognerebbe sottovalutare l'intreccio narrativo alla base di Jak and Daxter: The Lost Frontier. Dopotutto si tratta dell'ultimo gioco in ordine cronologico ad aver raggiunto gli scaffali, che permette di scoprire ulteriori dettagli sull'universo creato dalla premiata software house di Sony. Da una parte abbiamo l'esplorazione di una porzione del mondo mai vista prima, che include anche la peculiare città di Aeropa.

Dall'altra, invece, possiamo approfondire il rapporto che c'è tra l'eroe dalla chioma verde e il suo interesse amoroso, che è nel bel mezzo del percorso per diventare un Saggio di Eco. A dirla tutta, nel gioco c'è anche un importante colpo di scena che spiazza l'utente, mandando all'aria tutte le sue certezze. Ma non vi diremo altro per non rovinarvi la sorpresa.

C'è anche Dark Daxter!

Sul fronte prettamente ludico, Jak and Daxter: The Lost Frontier si configura come un prodotto distante dai capitoli che l'hanno preceduto. Rispetto agli episodi per PlayStation 2, quella di Una sfida senza confini è un'avventura più lineare e priva degli scenari più ampi e liberamente perlustrabili che caratterizzavano The Precursor Legacy, Renegade e X.

Tale cambio di rotta comporta anche una differenza nel ritmo di gioco, visto che l'azione scorre più veloce e vi sono meno tempi morti dovuti all'esplorazione. Per il resto, invece, il gioco non si allontana molto da quelli che sono gli stilemi della serie, con il protagonista che si ritrova ad affrontare fasi platform e combattimenti tramite l'ausilio delle sue movenze classiche, inclusi l'immancabile doppio salto e l'attacco rotante che è una specie di buffa imitazione di quello visto in Crash Bandicoot (altra IP creata da Naughty Dog e poi passata ad Activision). Parlando di armi, questa volta Jak scende in campo imbracciando lo Scettro Armato, un'invenzione di Keira che ricorda la Morph Gun, poiché nel corso dell'avventura sarà possibile montare diversi upgrade che ne altereranno sia l'aspetto che le modalità di fuoco. Non dimentichiamo poi che, grazie alla sua forma, lo Scettro Armato può essere utilizzato anche nel corpo a corpo.

Fin qui tutto segue la tradizione, ma in Jak and Daxter: The Lost Frontier non manca di certo l'innovazione. La prima novità coinvolge solo poche sequenze di gioco e riguarda Dark Daxter, trasformazione che rimpiazza quelle di Jak (per motivi di trama non può assumere le sue forme alternative). In questi momenti, la telecamera inquadra l'azione dall'alto e si prende il controllo di una mostruosa versione del buffo e irriverente esserino arancione, che si ritrova a dover combattere ferocemente e a risolvere piccoli enigmi.

Ad avere maggiore spazio nel corso dell'avventura sono invece le sezioni a bordo del velivolo di Jak. Si tratta di momenti in cui bisogna utilizzare i cannoni montati sulla navicella per tenere a bada gruppi di nemici oppure sbizzarrirsi in gare contro altri mezzi volanti. In maniera simile a quanto visto con Dark Daxter, anche queste fasi aggiungono varietà all'azione e fanno sì che non si trascorra tutto il tempo a saltare e combattere.

Un ritorno in alta definizione

Altra ragione per cui potrebbe valere la pena recuperare (o rigiocare) Jak and Daxter: The Lost Frontier grazie alla sua riedizione per le ultime console Sony, è da ricercarsi nell'aumento della qualità visiva. Come per la maggior parte dei classici arrivati nel catalogo di PlayStation Plus Premium, anche il titolo High Moon Impact vanta alcune migliorie dal punto di vista tecnico.

Oltre ad essere più fluido rispetto alla versione originale, su PS4 e PS5 il titolo propone anche una risoluzione più elevata, per godersi l'avventura anche sui pannelli 4K senza farla sfigurare troppo. Non sottovalutiamo poi il valore aggiunto dei Trofei: siamo sicuri che saranno in tantissimi a ritenere che la possibilità di sbloccare un Platino sia un motivo più che valido per rivestire i panni di Jak.