The Sandbox: il Metaverso è già qui

Abbiamo parlato con Sebastien Borget, una delle menti dietro un Metaverso basato sui principi del web 3.0, che permetterà di guadagnare giocando.

The Sandbox: il Metaverso è qui
Speciale: PC
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  • Ben prima di Facebook - anzi: prima di Meta - c'era già chi lavorava alla costruzione di un Metaverso. Tant'è che mentre Zuckerberg presenta un'idea lontana, sfumata e ancora poco consistente, c'è un altro ecosistema che scalpita, pronto ad accogliere i suoi primi abitanti. Stiamo parlando di The Sandbox, che proprio oggi apre i suoi cancelli ai fortunati possessori di un accesso per la versione Alpha di The Sandbox.

    Si tratta di un primo passo verso il lancio ufficiale nel 2022, ma che già testimonia l'estrema concretezza del progetto. In quella che potremmo definire una nuova corsa all'oro, dove la frontiera non è il selvaggio west ma le Land virtuali di questo mondo fantastico, su The Sandbox hanno già messo piede molti colossi: Atari, per restare in ambito videoludico, Skybound Entertainment con The Walking Dead, Adidas (per approfondire ecco tutti i dettagli sulla collaborazione tra Adidas e The Sandbox) e persino il rapper Snoop Dogg, tutti interessati a costruire le proprie esperienze all'interno di un universo digitale.

    L'aspetto affascinante di The Sandbox è che all'idea di Metaverso, quella cioè di un luogo in cui vivere una vita completamente simulata, unisce i valori del web 3.0, ovvero quelli di una rete completamente decentralizzata, in cui gli utenti tengono le redini del sistema economico e contribuiscono attivamente agli aspetti decisionali e produttivi. Insomma, The Sandbox non è soltanto un'opportunità economica per giocatori e aziende, ma anche una prima occhiata a come sarà l'internet del futuro. Per farci raccontare meglio questa visione abbiamo intervistato in esclusiva Sebastien Borget, co-fondatore e COO della software house che sta costruendo The Sandbox.

    Anticipare il domani (nel 2018...)

    "Possiamo davvero definirci pionieri in questo settore, dal momento che ci lavoriamo dal 2018, ben prima che il concetto di Metaverso fosse così chiacchierato e che il gaming basato su Blockchain avesse un impiego concreto". Sebastien rivendica

    immediatamente la priorità di un'idea in sviluppo da ormai tre anni, una scommessa piazzata in tempi non sospetti, e con intenti ammirevoli. "All'epoca abbiamo deciso di recuperare il franchise di The Sandbox, popolarissimo su Mobile, e trasformarlo in un mondo virtuale e decentralizzato. L'impulso per questa decisione arrivò proprio dal desiderio di tutelare i giocatori e la loro creatività. Nella sua versione originale, su smartphone, the Sandbox è stato scaricato da oltre 40 milioni di persone e 17 milioni di giocatori hanno utilizzato gli strumenti di gioco per creare modelli e oggetti. Di fatto parte del successo del prodotto dipendeva anche da queste creazioni, ma sono sempre mancati gli strumenti per riconoscere il giusto valore ai talenti che le hanno costruite. Creando un Metaverso basato su Blockchain avremo la possibilità di ricompensare chi contribuirà a scolpire e allargare il nostro mondo; il fatto che possa formarsi un mercato dove gli utenti potranno vendere le proprie creazioni sarà un incentivo ancora più grande a scoprire The Sandbox e partecipare attivamente".

    Per chi non ha una conoscenza specifica di informatica o di strumenti finanziari non è facile capire con esattezza le implicazioni di un videogame che si basa su Blockchain. Semplificando al massimo basti sapere che si tratta di un sistema con cui gestire la circolazione di una valuta virtuale, in questo caso i SAND: sono monete digitali che esistono indipendentemente dal gioco, hanno un valore che oscilla a seconda del mercato, ma che troveranno un utilizzo pratico proprio in The Sandbox. Una sorta di evoluzione finanziaria del concetto di valuta in-game.

    "All'interno dell'ecosistema il nostro Token SAND funziona in primo luogo come una moneta di scambio", racconta Sebastien: "permette di acquistare oggetti, equipaggiamenti, NFT e LAND, ovvero i territori in cui costruire esperienze di gioco. Alcuni creatori potrebbero richiedere un pagamento in SAND per concedere l'accesso alle esperienze che avranno preparato. Come tutti i giochi su Blockchain ci sarà un aspetto legato alla DeFi, la Finanza Decentralizzata, che permetterà di "bloccare" i SAND per un certo periodo di tempo in modo da accumulare interessi. Nel corso del prossimo anno aggiungeremo anche una funzione di Governance e gli utenti potranno quindi votare, proporzionalmente al numero di SAND che possiedono, proposte e risoluzioni per la gestione del mondo, avendo quindi un'influenza diretta sullo sviluppo e sugli equilibri del Metaverso. The Sandbox diventerà in pratica una nazione digitale".

    Costruire una nuova frontiera

    Uno dei principi del web 3.0 è proprio quello di creare una rete più democratica, in cui la gestione della ricchezza e il potere decisionale non siano più esclusivo appannaggio di organizzazioni chiuse e controllate, bensì dell'insieme degli utenti. È affascinante che una delle prime applicazioni a testare estensivamente questo concetto, parlando ad una platea meno specializzata rispetto agli appassionati di Bitcoin e Crypto, lo faccia utilizzando il linguaggio, l'estetica e la struttura di un videogame. Ma come funziona esattamente The Sandbox, cosa si fa una volta entrati in questo mondo?

    "Il mondo di The Sandbox è composto da una serie di LAND, appezzamenti di terreno che possono essere acquistati, o affittati. All'interno delle LAND i proprietari potranno creare esperienze di ogni tipo, grazie a tool di sviluppo semplificati e editor per la costruzione di modelli 3D. Con il Game Maker si potranno aggiungere obiettivi, condizioni di vittoria, nemici e missioni, e realizzare di fatto il proprio videogioco. Oppure sarà possibile usare le LAND per costruire spazi sociali dove incontrare altri giocatori, organizzare concerti, gallerie d'arte per esporre i propri NFT". The Sandbox, insomma, non vuole darsi limiti, perché "il Metaverso non può prescindere dalla varietà, dal coinvolgimento, dall'interazione. In fondo si tratta di un universo parallelo digitale, grazie al quale si amplificano le potenzialità sociali, le relazioni, si fanno esperienze nuove, inedite, sperimentali".

    C'è da chiedersi se la presenza di un sistema finanziario e una libertà creativa praticamente integrale non possano rappresentare uno scoglio per la diffusione del Metaverso, spaventando i genitori e i giocatori più giovani. Anche su questo

    Sebastien ha le idee chiare: "I brand che hanno deciso di investire in The Sandbox sono per la maggior parte attenti alle esigenze delle famiglie - basti pensare alla presenza de I Puffi. Eppure il nostro prodotto non vuole presentarsi come un'esperienza per i giovanissimi. Anzi, cerchiamo di incuriosire anche un pubblico adulto, e del resto esperienze come quella dedicata a The Walking Dead lo dimostrano. Anche se gli utenti saranno liberi di proporre le proprie creazioni e le proprie esperienze, i termini di utilizzo di The Sandbox escludono in maniera categorica i contenuti offensivi o pericolosi. Inoltre, verrà progressivamente introdotto un sistema simile al rating per i videogiochi, che renderà alcune LAND inaccessibili agli utenti al di sotto di una certa età".

    Quando si guarda agli strumenti concessi agli utenti, tuttavia, l'aspetto più interessante è quello legato alla creatività e - perché no? - persino alla didattica. I tool di The Sandbox permetteranno ad una giovane generazione di creativi di metabolizzare concetti di game design, di sviluppo e programmazione, di estetica, e insomma di sviluppare competenze estremamente importanti in un'epoca così digitale, virtualizzata e interconnessa. "Chissà che l'avvento dei Metaversi non crei anche nuove opportunità lavorative.

    I numeri di The SandboxL'Alpha sarà disponibile dal 29 novembre fino al 20 dicembre. Inizialmente The Sandbox sarà accessibile su PC, ma il gioco approderà anche su altre piattaforme, ad esempio su mobile, nel 2022. Gli account creati in questa fase, ancora prima della partenza, sono già 800mila e la crescita è inarrestabile: il team punta a raggiungere un milione di utenti entro la fine dell'anno e 10 milioni nel corso del 2022.

    La presenza di un sistema economico sottostante può trasformare in un lavoro l'impegno quotidiano in The Sandbox: per creare il mondo ci sarà bisogno di architetti che abbiano una conoscenza specializzata degli ambienti 3D, per scolpire le esperienze di gioco serviranno i Game Designer. Nelle LAND più famose e frequentate un community manager potrebbe gestire il pubblico, e un artista che vuole far conoscere i propri NFT potrebbe aver bisogno di un agente o di un esperto d'arte digitale". Per Sebastien le potenzialità del Metaverso sono davvero infinite. Ci sono ancora tanti elementi da verificare prima di poter dare un giudizio concreto su The Sandbox e sulla qualità delle esperienze che proporrà al pubblico. L'estetica "alla Minecraft", abbondantemente metabolizzata dalla platea di videogiocatori, può sicuramente aiutare la diffusione del Metaverso di The Sandbox, che dovrà comunque vedersela con un'agguerrita concorrenza. Da Decentraland a Star Atlas molti ecosistemi stano nascendo o si stanno strutturando proprio in questo periodo.

    Sebastien è sicuro della visione del team: "Ci sono tante altre piattaforme che rivendicano il titolo di Metaverso, come Facebook, Roblox, Fortnite. Quasi mai si tratta di Metaversi realmente aperti e decentralizzati. Il loro modello di business si focalizza sull'acquisizione e sul controllo dei dati relativi agli utenti, alle volte senza il loro consenso. Queste piattaforme non rispecchiano i valori del web 3.0, votato appunto a decentralizzare il potere, a ridarlo agli utenti, a valorizzarli e non invece a sfruttarli. The Sandbox è impegnato a creare un altro tipo di Metaverso, in cui i giocatori abbiano pieno possesso dei propri asset, e vere opportunità decisionali ed economiche".

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