GamesCom

Tom Clancy's The Division 2: alla scoperta della creazione del mondo di gioco

Alla Gamescom, Ubisoft e Massive hanno tenuto un panel interamente dedicato a The Division 2 e incentrato sulla creazione del mondo di gioco.

speciale Tom Clancy's The Division 2: alla scoperta della creazione del mondo di gioco
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Manca ancora un po' di tempo all'uscita di The Division 2, sempre fissata per il prossimo 15 marzo, ma con l'arrivo della Gamescom 2018 Ubisoft ha colto l'occasione per divulgare qualche informazione in più: oltre alle versioni stardard, ultimate e gold, sono saltate fuori ben due collector's edition (Dark Zone e Phoenix Edition), è stato diffuso un nuovo trailer e sono stati aperti i preorder con garanzia d'accesso alla closed beta. Il titolo targato Massive Entertainment, dopo un'attenta analisi dei feedback della sua (non certo piccola) community, promette di seguire le orme del predecessore, migliorandosi però sotto ogni aspetto, e puntando a fornire un supporto post-lancio più che mai solido. Lo abbiamo già provato più volte, e vi abbiamo anche abbondantemente raccontato le nostre impressioni, perciò, quello che mancava era un bell'approfondimento, magari proprio sulla nuova location. Per fortuna, sempre qui a Colonia, ci è capitata l'occasione che cercavamo: un panel interamente dedicato alla creazione del mondo di gioco, alle sue singole componenti e a tutto il processo creativo. Ad accompagnarci nel nostro giro turistico di Washington DC è stato niente meno che il Level Design Director in persona, ovvero Manny Diaz, già autore dei magnifici scenari del primo capitolo. Inutile dire che anche questa volta Ubisoft ha fatto centro, riuscendo a dare vita ad un ambiente visivamente eccezionale e straripante di dettagli, nonché fedelissimo alla realtà. Insomma, vestitevi leggeri, perché in estate da quelle parti fa piuttosto caldo...

    Post Washington DC

    La presentazione si apre con una serie di artwork inediti dedicati ad altre potenziali ambientazioni, ovviamente poi scartate in favore della capitale americana. C'era Seattle, addirittura una magnifica New Orleans dallo stile esotico e selvaggio, e alla vista di queste location quasi volevamo rimpiangerle, ma poi ci viene mostrato uno scorcio che ci lascia di stucco, tanto semplice quanto potente: un enorme cimitero fatto di migliaia di croci scintillanti, d'un bianco più bianco del sale, adagiate dolcemente su due colline vicinissime fra loro; e poi la sagoma di un agente che si muove fra le lapidi, in religioso silenzio.

    Ci viene spiegato quanto impegno è stato profuso dal team di sviluppo per creare questa ambientazione, e in pochi minuti eravamo già convinti.
    La palette cromatica è completamente diversa rispetto a quella del primo capitolo: sono passati sette mesi e siamo in piena estate, perciò scordatevi il bianco della neve, perché il colore dominante questa volta è un verde potente e sgargiante, che piano piano avanza invadendo tutta la città, sostituendosi alla pietra e ai marmi. Diaz ci fa notare subito che, con il passare del tempo, a cambiare la città non è stata soltanto la vegetazione. Nel primo The Division la popolazione era stata "presa di sorpresa" dall'epidemia e dal gelo; era confusa e disorganizzata, unicamente devota al culto della sopravvivenza. Ora i cittadini sono riusciti a raggrupparsi, e stanno già creando un nuovo abbozzo di società. Sono nate delle nuove gerarchie, un nuovo ordine, e ciò non vale soltanto per i civili, ma anche e soprattutto per i nemici, e questo impatterà moltissimo sul comportamento delle persone, e di conseguenza sul gameplay.

    Ubisoft, come da statuto, ha investito molto nella fedeltà della rappresentazione, e per farlo ha costituito una vera e propria squadra che lavorava attivamente sul territorio di Washington DC, studiando i costumi, le tendenze, l'estetica originale e non per ultimo anche l'aspetto sonoro, catturato e campionato per mesi fino al raggiungimento della perfezione. La città è stata ricostruita in scala 1:1, ed è impressionante osservare boulevard, strade e vicoli interamente duplicati in digitale, eppure allo stesso tempo completamente stravolti secondo l'immaginario apocalittico tratteggiato da Tom Clancy. I tratti distintivi ci sono tutti, ma sono sfigurati dal tempo e dalla guerra civile, e ogni singola modifica è pensata in modo realistico. Il team di sviluppo ha addirittura intervistato numerosi rappresentanti della legge, come ad esempio poliziotti e vigili del fuoco, chiedendogli di immaginare quali potessero essere le debolezze strutturali della città in caso di attacco, per poi realizzare una proiezione veritiera e complessa.

    Il risultato è una mappa grandissima e variegata, divisa in sei maxi-aree tutte diverse fra loro, al punto che sembrerà di vivere all'interno di svariati ecosistemi. Ad esempio, proprio accanto al confine sinistro troviamo la natura selvaggia già anticipata nel trailer di lancio, che a ben guardare sembra molto di più un giardino botanico, bensì una vera e propria giungla infiltrata da corsi d'acqua irregolari. Poco più in basso ci sono i sobborghi, ovvero i quartieri "antichi", che durante la crisi sono stati evacuati a forza, ed ora assomigliano soltanto ad una ad un agglomerato decadente. Scendendo ancora più in basso troviamo i grandi quartieri residenziali, ovvero quelli dove abitavano i ricchi, caratterizzati da case grandi e lussuose, che immerse nel silenzio assumo un'aria decisamente spettrale. C'è anche il quartiere commerciale, cuore pulsante della capitale, pieno di centri commerciali, magazzini e negozi di vario tipo, ed anche qui tutto è stato razziato.

    Più a sud c'è il quartiere "governativo", dove risiedono i palazzi del potere come il parlamento e il tribunale, e dove l'imponenza dell'architettura neoclassica è decisamente predominante. Infine c'è anche la zona classica, ovvero quella parte storica della città dove albergano i monumenti e i simboli della storia americana. Forse è proprio questa la parte più suggestiva, poiché invasa dalla vegetazione fino al punto di assomigliare ad una palude: c'è il Lincoln Memorial, la casa bianca, Rooselvelt Island (trasformata per l'evento in una zona di quarantena), il magnifico museo aerospaziale ed anche tutta un'altra serie di strutture così famose da essere riconoscibili anche a chi non è familiare con gli Stati Uniti.

    Tom Clancy's The Division 2 In termini di caratterizzazione e varietà, dunque, il lavoro svolto in The Division 2 è encomiabile, e come sempre è supportato da un comparto tecnico di altissimo livello, se vogliamo perfino imbattibile rispetto al genere di appartenenza. Washington DC però è una scelta strategica, e non si limita soltanto ad una funzione prettamente estetica, ne possiede anche una simbolica: è l’emblema del potere americano, della patria stelle e strisce e della sicurezza nazionale, ma è soprattutto la sede della divisione, e per questo significa molto di più: proprio come recita il trailer, Washington è l’ultima difesa della civiltà, e deve essere tenuta in piedi a tutti i costi. New York ci mancherà, questo è certo, ma siamo usciti dalla presentazione con il sorriso stampato in faccia, rassicurati e sempre più convinti che il prodotto Ubisoft bisserà il successo del suo predecessore, e che la capitale americana sia la scelta giusta per proseguire il percorso della serie...

    Quanto attendi: Tom Clancy's The Division 2

    Hype
    Hype totali: 93
    79%
    nd