Tornano i giochi portatili Tiger: sull'onda della nostalgia anni '90

Hasbro lancia sul mercato la prima serie di giochi portatili Tiger, riedizione degli omonimi videogiochi tascabili tanto in voga negli anni '90.

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Il successo del Nintendo NES Mini ha stravolto il mercato delle mini console, piccoli oggetti votati alla nostalgia e dedicati a chi vuole rivivere le emozioni di tempi ormai perduti. La stessa Nintendo ha proseguito con successo su questo sentiero lanciando l'anno successivo il Super Nintendo Mini e annunciando recentemente Game & Watch Super Mario Bros, disponibile dal 13 novembre come parte dei festeggiamenti per il trentacinquesimo anniversario del celebre personaggio. Negli anni abbiamo assistito al ritorno nei negozi del Commodore 64, del SEGA Mega Drive (prodotto da SEGA e non da terzi su licenza, come accaduto in passato) e del PC Engine, e inoltre si parla di un possibile debutto di Amiga Mini nel 2021. Nel frattempo Hasbro ha tirato fuori dalla cassaforte dei ricordi i videogiochi portatili Tiger.

Ne abbiamo provati due (i modelli disponibili sono quattro), e proprio questo tuffo nel passato ci ha offerto l'ispirazione per tornare a parlare di questi prodotti, molto in voga nei primi anni '90. Non vogliamo proporvi una recensione vera e propria, ma parlarvi delle sensazioni che abbiamo provato stringendo tra le mani (è proprio il caso di dirlo) i Tiger di Sonic 3 e Transformers Generation 2. Siete pronti per un tuffo nella nostalgia?

GIG Tiger, la sala giochi nelle tue mani

Proprio questo era l'accattivante slogan usato dal gruppo GIG (distributore fiorentino di giocattoli operante a livello nazionale, inglobato poi da Giochi Preziosi alla fine degli anni '90) per promuovere i portatili Tiger, al centro di una martellante campagna pubblicitaria che al tempo invase programmi per ragazzi, fumetti (immancabili le due pagina pubblicitarie in quasi ogni numero di Topolino) e periodici per teenager.

La promessa era proprio quella di permettere ai giovanissimi di godere di una vera e propria "sala giochi tascabile" e la pubblicità effettivamente funzionò molto bene, tanto che i GIG Tiger divennero rapidamente un regalo immancabile ad ogni compleanno, insieme ai giocattoli delle Tartarughe Ninja, ai G.I. Joe e ai Cavalieri dello Zodiaco. Difficile spiegarne il successo ad oggi (il prezzo non era neanche troppo economico, si partiva dalle 45.000 lire fino a salire alle 70.000 per i modelli più ambiti e ricercati), ma è chiaro che Tiger fu molto brava ad acquisire licenze di grido dal mondo del cinema, della TV, dello sport e sopratutto dei videogiochi.

Sta di fatto che all'epoca non esisteva franchise che non avesse una sua trasposizione portatile in formato "GIG Tiger". Qualche nome in ordine rigorosamente sparso? NBA Jam, il wrestling della WWF, Mega Man, Altered Beast, Golden Axe, Sonic, Paper Boy, Double Dragon, Shinobi, Ninja Gaiden, gli X-Men, Terminator, i Power Rangers, Castlevania II Simon's Quest, Street Fighter 2 e Mortal Kombat. Tiger è andata avanti con la produzione fino alla fine degli anni '90, tanto che esistono persino le versioni LCD di giochi come Nights, Castlevania Symphony of the Night e Crash Bandicoot, mai arrivati in Italia in quanto il boom commerciale si era già esaurito da tempo nel nostro paese.

Contestualizziamo anche il periodo storico: siamo nella prima metà degli anni '90, i videogiochi portatili sono una realtà grazie al Game Boy, al SEGA Game Gear e all'Atari Lynx, i giochi portatili di questo tipo però continuano a vendere bene tanto che anche Konami si lancerà nella produzioni di questi dispositivi, riscuotendo un discreto successo con i videogiochi portatili delle Tartarughe Ninja. E che dire dei videogiochi da polso, sempre prodotti da Tiger (riprendendo l'idea degli orologi Casio con videogiochi incorporati degli anni '70 e '80) e capaci anche questi di diventare un vero e proprio culto?

I giochi GIG Tiger erano estremamente essenziali: su uno schermo prestampato si "illuminavano" a turno delle figure molto basilari nel design, il tutto accompagnato da gracchianti effetti sonori che raramente andavano oltre una manciata di metallici "bip bip".

Di rado capitava di divertirsi per più una manciata di minuti, considerando anche che i controlli cambiavano da gioco a gioco ed erano spesso poco intuitivi, e non si poteva giocare al buio dato che il minuscolo schermo non era retroilluminato. Eppure chi vi scrive, proprio come tanti altri, ha subito il fascino di questi prodotti: artwork accattivanti, design semplice, colori sgargianti e nomi di enorme richiamo, ecco spiegato il poche parole il motivo alla base dell'enorme popolarità dei giochi Tiger.

Passano gli anni, le tecnologie cambiano e i giochi Tiger, già primitivi all'epoca, diventano obsoleti tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000. L'azienda però non demorde e sfrutta le sue competenze nel campo dei giochi elettronici per dare vita a nuovi prodotti come i Giga Pets (la risposta americana al Tamagotchi della Bandai), il Pokedex (sull'onda del successo della prima serie animata dei Pokemon), diari elettronici e soprattutto Furby, il giocattolo più venduto in America durante le stagioni natalizie del 1998 e 1999. Tiger resta così sulla breccia fino all'acquisizione da parte del gigante dei giocattoli Hasbro, e ancora oggi continua nella produzione di giocattoli elettronici per i più giovani.

Videogiochi Tiger, il ritorno

Nel febbraio del 2020, alla Toy Fair di New York, Hasbro annuncia il ritorno dei videogiochi Tiger, con una prima ondata di quattro titoli: La Sirenetta, Sonic 3, X-Men e Transformers Generation 2, ognuno dei quali venduto singolarmente al prezzo di 14.99 dollari negli USA (24.99 euro in Europa), con la promessa di pubblicare ulteriori giochi se questo primo esperimento riscuoterà il successo sperato. I "nuovi" Tiger portatili arrivano ad agosto in Nord America e a ottobre nel nostro continente, reperibili anche nei negozi di giocattoli e negli ipermercati più forniti.

Chi vi scrive non ha resistito al richiamo e ne ha comprati due sull'onda della nostalgia (Sonic The Hedgehog 3 e Transformers Generation 2), ed ha passato qualche ora a ricordare i bei tempi andati, maturando l'idea alla base di questo pezzo.

Ovviamente le sensazioni del tempo sono ben difficili da replicare, e oggi i videogiochi Tiger appaiono più anacronistici che mai, sopratutto considerando che la compagnia di fatto non ha attuato alcuna modifica sostanziale, mantenendo inalterati i controlli e lo schermo (non a colori e non retroilluminato), così come il chip sonoro. La qualità costruttiva è purtroppo lontana dagli originali: le plastiche appaiono leggere e di scarsa qualità mentre i pulsanti risultano fin troppo duri da premere. Un plauso va invece agli artwork utilizzati sulle confezioni e sui giochi stessi, identici alle versioni degli anni '90.

L'esperienza è stata interessante ma non troppo gratificante, con Transformers 2 che si è rivelato il gioco più divertente tra i due acquistati mentre Sonic 3 risulta molto confusionario, con una sensazione di velocità ovviamente del tutto assente e un gameplay troppo sacrificato: il protagonista si limita infatti a camminare (correre sarebbe infatti un termine utilizzato a sproposito, in questo caso), raccogliere anelli e saltare per colpire nemici e boss.

Non che il gioco dei Transformers sia troppo diverso, ma l'idea di poter passare in ogni momento dalla forma robot a quella motorizzata di Optimus Prime è certamente ben sfruttata, così come la possibilità di chiamare un alleato per sconfiggere Starscream e gli altri due/tre Decepticon presenti su schermo.

Chiaramente parliamo di prodotti pensati principalmente per nostalgici e collezionisti, e nessuno si aspetta che questi semplici passatempi possano andare in competizione con i videogiochi per smartphone, PC e console. Eppure, il revival messo in atto da Hasbro sembra aver conquistato una piccola nicchia di consumatori e l'azienda dovrebbe presto annunciare una seconda linea di prodotti. Tante le possibili idee, e la prima ondata testimonia come i proprietari delle licenze siano ben disposti a cederle: pensiamo a Disney con La Sirenetta e X-Men, ma anche a SEGA (mentre con i Transformers si gioca in casa, trattandosi di una IP Hasbro in Occidente), mentre è più difficile pensare al ritorno di licenze sportive come NBA, NFL e WWF (WWE dal 2002), dato il ginepraio che si cela dietro ai diritti di atleti, squadre e loghi delle federazioni.

E voi cosa ne pensate del ritorno dei giochi Tiger? Avete ceduto al fascino di questo ritorno di fiamma dei retrogame portatili? Fatecelo sapere nei commenti, insieme alle vostre sensazioni e ai ricordi sull'onda della nostalgia anni '90.