Tre videogiochi per GameCube che vorremmo rivedere su Nintendo Switch

Nintendo sta pescando a piene mani dalla softeca Wii U per arricchire il catalogo Switch: perchè non spingersi oltre, recuperando i classici GameCube?

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"A volte ritornano", recitava il titolo di una vecchia raccolta di racconti di Stephen King. Libri, CD musicali, film: per ogni prodotto di intrattenimento vige una solida regola non scritta per cui, se ha avuto successo, allora è probabile che prima o poi verrà ripubblicato per essere fruito da un nuovo pubblico. I videogiochi non fanno certo eccezione, come hanno di recente dimostrato sia Sony, con Shadow of The Colossus su PS4, sia Nintendo, annunciando nel corso dell'ultimo Direct i remake di Luigi's Mansion e Mario & Luigi: Viaggio al Centro di Bowser per 3DS.
Seppur cadenzate e numerose, le riedizioni non ripropongono di certo ogni titolo uscito in precedenza, essendo più spesso il frutto di selezioni mirate in funzione soprattutto delle indagini di mercato: per questo e per altri motivi, in special modo per l'ambito videoludico, si riscontrano ancora ostacoli legati alla reperibilità di un determinato prodotto del passato e, quindi, alla sua conservazione nel tempo. A causa della natura strettamente dipendente dal supporto hardware propria del videogioco, da un punto di vista pratico, può accadere di essere privati della possibilità di provare un titolo perché magari non si dispone dell'unico sistema - quello originale - per cui è disponibile: ad esempio, chi non ha posseduto un Dreamcast non ha potuto giocare al primo Shenmue, e così è stato per 18 anni fino all'annuncio della riedizione di pochi giorni fa.
È nel tentativo di ovviare a tali problematiche che nel 2006 Nintendo lanciò il servizio Virtual Console, permettendo a tutti i possessori di Wii di riscoprire le ludoteche delle console passate della casa di Kyoto e non solo. Se è vero che il passato più remoto della storia di Nintendo è stato "salvaguardato" grazie al servizio Virtual Console e le riedizioni Classic Mini di NES e SNES, e che il catalogo di Wii U sta godendo di una seconda vita su Switch, la lacuna più grande si colloca di fatto a metà: alcuni titoli per GameCube - nel tempo diventati di culto - non sono stati infatti più ripubblicati dalla loro prima uscita. Nella vivissima speranza che la Virtual Console venga introdotta anche sull'ibrida di Kyoto, annoverando fin da subito le opere del Cubo, facciamo un salto indietro nel passato color indaco di Nintendo riscoprendo alcuni giochi di cui vorremmo una riedizione o un remake su Switch o su 3DS, e che, in ogni caso, sono meritevoli di essere ricordati.

1) Paper Mario: Il portale millenario

Dal suo debutto per Nintendo 64, Paper Mario ebbe subito un notevole pregio: coniugare con originalità il vivace immaginario e il divertimento immediato, tipici dei titoli dell'idraulico, al grande respiro narrativo dei giochi di ruolo, fatto di storie avvincenti, ricerche a non finire e compagni di viaggio memorabili. Pur non distanziandosi eccessivamente dallo straordinario capostipite, nel 2004 anche la seconda avventura tutta cartacea di Mario venne acclamata dalla critica e dal pubblico sia per l'estrema cura riposta da Intelligent Systems nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi, come i partner Goombella, Koopaldo e Madame Spirù (in alcune sequenze è possibile controllare anche Peach e Bowser), sia per la forte coesione tra stile visivo e gameplay (all'occorrenza, Mario può ripiegarsi per diventare una barchetta o un aeroplano), sia per la novità legata all'audience (i combattimenti avvengono sul palco di un teatro e il pubblico può premiare o punire gli sfidanti), venendo ancora oggi ricordato con affetto come un'autentica gemma dai fan della prima ora.

Paper Mario: Il Portale Millenario fu anche l'ultimo a seguire la classica formula ruolistica a turni, eredità prontamente poi raccolta da Mario & Luigi: Superstar Saga. In seguito, la serie sì aprirà alle sperimentazioni più varie, contaminandosi con il platform e smarrendo la sua identità. Oggi sono molti quelli che, giocati i capitoli più recenti, vorrebbero riscoprire le radici della saga: noi saremmo entusiasti al pensiero di una riedizione per Switch, che ne esalti le incredibili qualità visive in alta definizione.

2) Eternal Darkness: Sanity's Requiem

Fatta eccezione per la serie Project Zero (dal 2008 approdata stabilmente prima su Wii e poi anche su Nintendo 3DS e Wii U), raramente il nome di Nintendo è associato al genere horror, sebbene sia presente in piccolissime tracce all'interno di Metroid.
Senza rilasciare altre informazioni, però, Nintendo non ha mai smesso di rinnovare i diritti su un certo gioco: frutto della collaborazione d'oltreoceano tra i canadesi di Silicon Knights e il colosso di Kyoto, nel 2002 vide la luce Eternal Darkness: Sanity's Requiem, un survival horror originale e innovativo come oggi non ne esistono più. Dipanandoci tra diverse epoche e luoghi, nei panni di molteplici personaggi tra cui la studentessa Alexandra Roivas, occorre far luce su un mistero che solo in seguito, gradualmente, si rivelerà sempre più grande e insondabile.

Fortemente ispirato alle opere dei maestri dell'orrore letterario Howard Phillips Lovecraft (per la mitologia degli Antichi) ed Edgar Allan Poe (la tematica della follia) e d'importanza seminale per aver introdotto la barra della sanità mentale (concetto ripreso svariati anni più tardi da Amnesia: The Dark Descent) come elemento centrale del gioco, Eternal Darkness trae la sua forza dalle nostre debolezze, destabilizzando le certezze dei suoi personaggi e di conseguenza quelle del giocatore, servendosi di allucinazioni e inganni per annichilirlo con la forza primigenia del puro terrore psicologico, senza preoccuparsi di oltrepassare le barriere imposte dal videogioco.
A lungo è stata avanzata l'idea, più volte accantonata da Nintendo perché troppo rischiosa, di un seguito (anche solo spirituale, con il disastroso progetto Shadow of the Eternals), ma per adesso ci accontenteremmo di rivivere l'esperienza originale su Switch augurandoci che la Grande N possa tornare a osare nel realizzare produzioni più mature.

3) F-Zero GX

È incredibile - e anche un po' ingiusto, se vogliamo - quanto poco sia ricordato F-Zero nell'attualità di un'epoca in cui i racing futuristici sono tornati in auge grazie a veri e propri tributi alla serie come Fast Racing Neo o la recente Wipeout Omega Collection, il principale concorrente di casa Sony.
È stata infatti proprio la saga di corse iperveloci ideata da Shigeru Miyamoto ad aver coniato il genere spingendo oltre ogni misura, fin dagli esordi su Super Nintendo, i limiti intrinseci degli hardware su cui è apparsa: percorrere un giro sugli elaborati tracciati a velocità prossime ad infrangere la barriere del suono racchiudeva un'esperienza arcade altamente impegnativa, adrenalinica e dall'impatto sensoriale quasi stordente.

F-Zero GX fu il risultato dell'allora - era solo il 2003- impensabile unione tra SEGA (il team Amusement Vision ne fece le veci) e Nintendo, indiscusso vertice qualitativo della serie e anche, tristemente, l'ultimo capitolo sviluppato per console casalinga. Dopo quasi 15 anni di desolante assenza dalle scene di Captain Falcon e soci, basterebbe una riedizione di F-Zero GX su Switch per lenire l'attesa di un eventuale nuovo capitolo, anche se le uniche aggiunte si limitassero a una grafica in HD e a una modalità online che stimoli la vena competitiva dei giocatori. Cara Nintendo, dopo aver rilanciato Metroid, il prossimo a tornare deve essere F-Zero!

A voi la parola, amanti dei ritorni in grande stile: ci sono altri remake (o comunque riedizioni migliorate) di casa Nintendo che desiderate da tempo?