Da Turok a Resistance: quali FPS vorremmo rivedere su PS5 e Xbox Series X?

Wolfenstein e DOOM ci hanno fatto godere e hanno fatto scuola. Quali altre serie potrebbero tornare con la stessa attitudine?

Da Turok a Resistance: quali FPS vorremmo rivedere su PS5 e Xbox Series X?
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È successo tutto prima nel 2014 e poi di nuovo nel 2016, rispettivamente con Wolfenstein: the New Order e con il fortunato reboot di DOOM (per approfondire, eccovi la nostra recensione di DOOM). Due titoli dall'indiscusso valore assoluto, che al di là della qualità intrinseca - legata soprattutto a un gunplay di razza e un'appagante sete per i massacri - sono stati in grado di dare un nuovo smalto a franchise sì senza dubbio gloriosi eppure anche un po' appannati, che col tempo avevano finito per lasciare per strada qualcosa.

Una doppia operazione di recupero e di valorizzazione dei propri asset strategici svolta in maniera impeccabile da Bethesda, che in un colpo solo è riuscita a soddisfare sia i fan di lungo corso che un pubblico completamente nuovo, rilanciando con prepotenza IP storiche. Il tutto senza contare la contemporanea affermazione di studi come MachineGames e id Software, con i primi (composti da ex fondatori di Starbreeze) entrati di prepotenza nel novero dei creatori di FPS di razza e i secondi pronti a riconfermarsi ancora una volta fra i massimi esponenti del settore.

Sulla scia di un trend che ha saputo coniugare in maniera trionfale passato e presente - entrambi i titoli hanno venduto milioni di copie e ricevuto almeno un seguito e vari spin-off - ci siamo divertiti a immaginare quali altri vecchi sparatutto in prima persona potessero meritare un trattamento sul modello di DOOM. Insomma, un ritorno sulle scene in grandissimo stile, per un connubio di grafica, gameplay e indole old school capace di sfornare nuovi vecchi blockbuster. In rigoroso ordine di pubblicazione, ecco le nostre scelte.

Un FPS dark fantasy? Eresia!

Nel 1994 arriva sul mercato Heretic, un clone di Doom sviluppato da Raven Software e pubblicato dalla stessa id Software. A prescindere dalla facoltà di guardare in alto e in basso, a distinguere in modo evidente il titolo è soprattutto la sua potente ed evocativa ambientazione fantasy, ulteriormente approfondita attraverso una serie di seguiti di successo. L'idea di un FPS sempre e comunque profondamente incentrato sull'azione, ma anche intriso di magie, di armi particolari e di mostri appartenenti a un certo tipo di immaginario è francamente suggestiva. A maggior ragione se ci si immagina la possibilità di impersonare protagonisti magari molto diversi tra loro - una trovata introdotta con Hexen, il seguito di Heretic pubblicato nel 1995 - e un'inevitabile impostazione da leggero gioco di ruolo.

Un nuovo Heretic potrebbe ripartire dal furore incessante di DOOM 2016, inserire qualche enigma e magari delle fasi platform per spezzare il ritmo (del resto, proprio in Hexen si poteva saltare...) e offrire una versione alternativa della fantascienza demoniaca che fa da sfondo alle sparatorie dello Slayer. Ispirandosi a livello artistico alle suggestioni dark fantasy che tanto hanno fatto la fortuna della serie Dark Souls, per un'estetica leggermente meno classicamente tolkeniana e più deviata. Un'operazione concettualmente non lontanissima da Hellraid, DLC di Dying Light pubblicato la scorsa estate, seppur con mezzi produttivi e ambizioni decisamente più roboanti.

A caccia di tirannosauri

Fatta qualche rara e per questo ancor più mirabile eccezione, i dinosauri sono una categoria vergognosamente poco rappresentata nei videogiochi: creature meravigliose e possenti, mostri effettivamente esistiti che non hanno certo bisogno di aggiunte di fantasia per lasciare a bocca aperta. Ecco perché accoglieremmo a braccia aperte un ritorno sulle scene di Turok: vedere a distanza ravvicinata dei dinosauri riprodotti con la grafica di oggi sarebbe già di per sé meraviglioso, eppure sarebbe l'essenza stessa della serie a rendere ulteriormente esaltante la questione.

Dall'indimenticabile Turok: Dinosaur Hunter per Nintendo 64 al reboot di Propaganda Games pubblicato nel 2008, Turok è sempre stato sinonimo di scontri all'ultimo sangue con creature gigantesche, memorabili kill con l'arco, armi aliene non convenzionali e un'IA dei nemici mai banale. Il tutto senza dimenticare la grande enfasi sull'esplorazione presente nei primi episodi, che insieme alle venature stealth degli ultimi potrebbe diventare la chiave di volta per un FPS diverso da tutti gli altri.

Black is the new black

Nel 2006 Criterion Games, software house inglese specializzata in giochi di guida e particolarmente acclamata per la serie Burnout, dimostra tutto il suo talento e la sua poliedricità inventandosi quasi dal nulla uno sparatutto in prima persona chiamato Black. Fracassone, esagerato, tecnicamente ineccepibile e con la stessa identica scarica di adrenalina di Burnout, il debutto - rimasto ad oggi un unicum - di Criterion Games nell'ambito degli FPS è un titolo spettacolare e divertentissimo, che tanti ricordano con piacere.

Certo, la sua impostazione se non del tutto realistica per lo meno credibile è stata nel tempo più volte riproposta da un gigante come Call of Duty, eppure sarebbe bellissimo vivere un fragoroso ritorno fatto di proiettili in quantità insensate, enorme interazione ambientale e sinistre cospirazioni interne alla CIA. A maggior ragione considerando il finale a dir poco in sospeso dell'originale.

Vive la Resistance!

Tra i titoli di lancio di PlayStation 3, nel novembre 2016, figura uno sparatutto in prima persona chiamato Resistance Fall of Man. Si tratta del primo capitolo di quella che sarà destinata a diventare a tutti gli effetti una vera e propria saga a marchio Insomniac Games, pubblicata in esclusiva sulle piattaforme Sony: il gioco segue un affascinante corso alternativo della storia in cui, negli anni '50, il mondo ha subito le disastrose ripercussioni di un'invasione aliena. I Chimera, spietati esseri dalle fattezze vagamente umanoidi, occupano il nostro pianeta e si servono degli umani catturati per trasformarli in mostruosi soldati al loro servizio, mentre quel che resta della civiltà prova per quanto possibile a respingere la minaccia extraterrestre.

Come da tradizione Insomniac, il fulcro di Resistance sono senza dubbio le armi incredibilmente sopra le righe: strumenti di morte a metà strada tra realismo vintage e folle sperimentazione fantascientifica, che vanno a impreziosire un contesto intrigante per scenario e narrazione. L'ultimo episodio della saga principale, Resistance 3, è datato 2011, e a dispetto dell'intenzione dello studio californiano di abbandonare il franchise per dedicarsi ad altro (per approfondire, qui c'è la nostra recensione di Ratchet & Clank Rift Apart) accoglieremmo con piacere un ritorno alle origini, con perché no un reboot della serie. Del resto, Resistance è sempre stato un FPS più espressamente narrativo e cinematografico, che si accorderebbe piuttosto bene con il corso intrapreso nel tempo da Sony.

Ora la parola spetta però a voi: siete soddisfatti delle nostre scelte? C'è qualche FPS del passato più o meno recente che vorreste vedere riproposto con prepotenza? Fatecelo sapere nello spazio riservato ai commenti.