Speciale U-Turn: Dead or Alive 3

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  • Xbox
  • Dead Or Alive 3 è stato
    uno dei titoli presenti nella line-up del lancio di Xbox in Italia, si è sempre
    distinto fin dall'inizio per l'impressionante motore grafico, e ciò che ancora
    fa riflettere è il valore ancora molto alto di quest'ultimo, quando paragonato
    a produzioni ben più recenti. Ciò che è successo attorno a questo titolo ha
    portato a strani comportamenti da parte sia del pubblico che della critica.
    Forse per paura di farsi prendere troppo la mano dall'esaltazione generata
    dall'uscita di una nuova console che prometteva scintille sul lato tecnico,
    forse per paura di basarsi troppo sull'aspetto grafico, forse per pregiudizi o
    chissà cos'altro, Dead Or Alive 3 ha spesso ricevuto valutazioni che lo
    giudicavano un “ottimo titolo” ma non un qualcosa di veramente incisivo nel
    panorama videoludico del periodo. Si perchè troppo spesso si sente associare
    Dead Or Alive al concetto di “gioco piatto”, vuoto, senza spessore, che deve il
    suo successo esclusivamente alle generose doti delle protagoniste femminili,
    senza che si scenda minimamente nel dettaglio del gameplay. Tutti questi fattori
    hanno portato la critica ad accoglierlo non con freddezza forse, ma decisamente
    con un tentativo di rimanere con i piedi per terra che invece non viene fatto
    per altri titoli sui quali ci si lascia andare a giudizi iperbolici senza troppi
    ripensamenti. Nel frattempo il mercato ha visto passare titoli qualitativamente
    molto differenti come Mortal Kombat Deadly Alliance, Tao Feng, Tekken 4, Virtua
    Fighter 4 Evolution, Kakuto Chojin e Soul Calibur 2. Dunque come si pone Dead Or
    Alive 3 adesso, dopo l'uscita di tutti questi validi concorrenti e nell'attesa
    del prossimo Dead Or Alive Online? Il senno di poi e la tangibile presenza degli
    altri titoli sul mercato ha fatto rinsavire (e se ancora non è successo,
    dovrebbe) su quanto si sia stati fin troppo critici nell'accogliere e giudicare
    un titolo come Dead Or Alive 3 che, pur con i suoi limiti e difetti, mostra
    ancora una larga serie di punti d'eccellenza che non devono invidiare
    assolutamente nulla agli altri, anzi. Innanzitutto il comparto grafico: questo
    può essere un aspetto positivo o negativo a seconda di come lo si voglia
    interpretare, ma indubbiamente Dead Or Alive 3 rimane uno dei titoli più
    impressionanti, graficamente, nella line-up di Xbox. Questo dovrebbe far
    riflettere su quanto si sia stati ciechi e troppo “duri” nell'accorglierlo quel
    14 marzo di quasi due anni fa. E' lampante che se tutt'ora Dead Or Alive 3
    colpisce per la sua cosmesi, lo faceva sicuramente di più alla sua uscita.
    Secondariamente il gameplay: Dead Or Alive 3 ha un gameplay molto ampio che
    permette un livello di profondità e tecnicismo che non si è soliti aspettarci da
    questa saga; una tecnicità talmente ampia che in molti aspetti supera quella del
    “leader” (in questo aspetto) Virtua Fighter 4 Evolution. Purtroppo i tantissimi
    elementi presenti nel gameplay non sono ben bilanciati fra di loro, alcuni sono
    quasi inutili mentre si finisce quasi sempre ad utilizzare i soliti che hanno
    una rilevanza tutt'altro che marginale ai fini dell'efficacia e del
    divertimento. Questo è un punto decisamente a suo sfavore, ma l'incredibile
    immediatezza, intuitività e particolarità del gioco fa fronte a questo grande
    limite presentando comunque un gameplay decisamente unico e interessantissimo.
    Ad oggi, ancora più di quanto il gioco è uscito, si sente la pesantezza di una
    specie di “velocità” con la quale sono stati curati alcuni aspetti collaterali
    del gioco, ad esempio i menu, le impostazioni, le possibilità, le modalità.
    Decisamente altri titoli hanno superato, in questi aspetti, Dead Or Alive 3.
    Nonostante tutto dopo questi due anni rimane un picchiaduro originale,
    particolare, con un gameplay molto più profondo di quanto pregiudizi e luoghi
    comuni vogliano suggerire, con un comparto grafico ancora strabiliante ed una
    giocabilità decisamente affascinante; un titolo di grande valore che a suo tempo
    è stato castrato più del necessario a causa di pregiudizi e del timore di una
    eccessiva generosità nei suoi confronti. Un titolo che si pone ancora ai vertici
    del genere, assieme agli altri esponenti, dopo due anni dalla sua uscita: una
    cosa decisamente molto rara, titoli del genere non capitano tutti i
    giorni.

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