Speciale U-Turn: Panzer Dragoon Orta

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Dragoniana

Panzer
Dragoon Orta è un gioco che, con le voci di una probabile uscita, ha risvegliato
la passione di migliaia di fan SEGA e della saga in questione, eppure PDO è
anche un titolo che ha venduto pochissimo; a quasi 2 anni dalla sua uscita
(dicembre 2002) il titolo è rimasto sulle circa 200.000 copie vendute a livello
mondiale. Certo cifre così basse non se le sarebbe immaginate nessun fan, e
sicuramente nemmeno i responsabili di marketing di SEGA e Microsoft. Viene
spontaneo chiedersi perché PDO abbia venduto così poco. Forse l'hype di
contorno al titolo, prima e dopo la sua uscita, non è stato sufficiente?
Difficile dirlo; certamente non è stato esagerato come quello di altri titoli,
ma era molto elevato. Dopotutto erano tantissime le persone che chiedevano
imperterrite un sequel di Panzer Dragoon. E allora qual'è il motivo? Appurata
la qualità oggettiva del titolo le variabili che rimangono sono poche, e devono
essere ricercate in tutta una serie di fenomeni fra loro collegati. Da una parte
abbiamo una sorta di delusione che sicuramente molte persone hanno provato non
appena si è potuto vedere qualcosa di pratico del titolo. Per chi non lo sapesse
Panzer Dragoon è uno sparatutto tridimensionale per Saturn dove si cavalca un
drago e, con un gameplay simile a Space Harrier, si procede lungo i vari livelli
uccidendo mostri e raccogliendo bonus. Il titolo successivo, Panzer Dragoon 2, è
in realtà un prequel ed è stato sviluppato anch'esso su Saturn. Il terzo
capitolo della saga, Azel: Panzer Dragoon (o Panzer Dragoon Saga) è sempre per
Saturn, ma stavolta il genere è un po' diverso. Infatti non è più uno
sparatutto come i precedenti, ma un RPG dove i combattimenti sono appunto
rappresentati da sezioni simili al gameplay degli altri 2 capitoli. Attorno a
questo gioco si è creato un alone di misticismo e sacralità che, grazie al suo
impatto grafico, al momento critico (per la sorte del Saturn) in cui uscì sul
mercato e alla sua scarsa disponibilità nei negozi, è diventato famoso,
consacrato come una delle tante icone del mondo dei videogiochi dell'ultimo
decennio. Per molti il passaggio allo schema di gioco RPG rappresentava un salto
di qualità, un aumento di profondità della saga e quindi un segnale della sua
crescita. Proprio per queste stesse persone (e molte altre) c'è stata la
“delusione” nell'apprendere dello schema di gioco di Panzer Dragoon Orta.
Infatti PDO ha un gameplay come i primi due titoli; certamente il tutto è
“cresciuto” ed è ben più profondo, ma questo non ha permesso, nonostante il
motore grafico assolutamente strabiliante, di lenire la sensazione di delusione
dovuta ad una sorta di “passo indietro” che i fan hanno vissuto, rispetto
all'evoluzione che Panzer Dragoon Saga aveva portato. A mente fredda e con il
senno di poi è facile capire quanto questo meccanismo sia poco sensato, tuttavia
è proprio così che sono andate le cose. A fare da sfondo a tutto questo c'è
stato il fenomeno dello scetticismo che ha accompagnato le prime fasi della
console di Microsoft. E' importante capire che c'era scetticismo non solo nel
pubblico ma anche fra gli sviluppatori, soprattutto quelli giapponesi che sono i
principali artefici della crescita del mercato videoludico negli ultimi anni.
E' facile comprendere, dunque, che l'atmosfera non fosse delle migliori, e che
moltissime persone non erano assolutamente pronte ad accogliere con tranquillità
un titolo di valore come PDO, gioco carico di moltissime responsabilità. Oltre
alle problematiche già citate non dimentichiamoci della questione SEGA su Xbox,
che con le esclusive del primo periodo sembrava quasi promettere ai suoi
possessori un panorama quasi da “Dreamcast 2”. Un titolo sottovalutato: questo
si può e si deve dire di PDO. E' chiaro come questo sia successo, basta vedere
quante copie ha venduto, basta vedere quante persone siano a conoscenza della
sua esistenza, e basta giocare un po' con il titolo per capire che tutto questo
è assolutamente ingiustificato.

Dragoon in Fabula

PDO è, come gli altri 2 precedenti titoli, uno
sparatutto tridimensionale, il suo genere viene chiamato dai fan “su rotaie”,
questo perchè il proprio personaggio, e quindi lo schermo, scorre
indipendentemente dalle nostre azioni. Possiamo rallentarne o accelerarne lo
scorrimento, ma esso avverrà sempre. Questa è una delle critiche principali che
vengono mosse a PDO ma, se ci pensiamo bene, la stessa identica cosa accade
negli sparatutto 2D, eppure non si vedono altrettante critiche riferite a questo
genere... E' ovvio che un certo genere videoludico abbia le sue
caratteristiche, e che esse possano essere viste come vantaggi o svantaggi a
seconda dei gusti personali, ma criticare un videogioco per una delle
caratteristiche fondamentali del suo genere, è ovviamente sbagliato. Sarebbe
come criticare un FPS per l'avere una visuale in prima persona, o un gioco di
Formula 1 perchè non si possono fare gare su strade cittadine. Oltretutto lo
schema di gioco di PDO è riuscito a variare interessantemente quella che da
qualcuno potrebbe essere definita la “monotonia” di uno sparatutto su rotaie. I
livelli hanno percorsi diversi per arrivare dall'inizio alla fine, strade
segrete, bonus segreti, si può accelerare, si può decelerare e come se questo
non bastasse la visuale e lo schema di gioco sono a 360°, ossia dovremo stare
attenti non solo a ciò che scorre davanti al corpo del drago, ma anche a quello
che gli scorre ai lati e dietro, il tutto facilmente gestito da una telecamera
dinamicamente posizionabile a seconda dei desideri del giocatore. A questo
dobbiamo aggiungere un motore grafico a 60fps solidissimi, il pieno supporto per
il progressive scan e per i 16:9, una quantità assolutamente notevole di
poligoni, bump mapping (uno dei pochi giochi giapponesi a farne uso) e textures
di tutto rispetto per capire, come se già le foto e i filmati non bastassero,
che Panzer Dragoon Orta dispone di un motore 3D che riesce a stupire ancora
oggi. E non fermiamoci sulla cosmesi estetica; aggiungiamo pure un gameplay
strepitoso nel suo genere, un fattore replay molto alto con segreti da
sbloccare, enciclopedie di fatti, avvenimenti e mostri del mondo di Panzer
Dragoon e una trama quantomai interessante e poetica, soprattutto per i fan
della serie. Chiudiamo il tutto con lo stile, proprio quello stile incredibile e
quelle atmosfere a cavallo fra il sogno e la realtà di cui tutto il gioco è
magicamente permeato. Un vero capolavoro uscito su Xbox nel lontano 2002, e ad
oggi ancora sottovalutato e quasi sconosciuto alla maggior parte dei
videogiocatori. E' incredibile come questo gioco mantenga sempre altissima la
sua validità sotto ogni aspetto anche nel presente, ed è ancora più incredibile
vedere come continui a rimanere totalmente estraneo a quel posto di importanza
che decisamente si meriterebbe all'interno della scala di valore delle
produzioni videoludiche degli ultimi
anni.

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