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E3 2016

Ubisoft - Conferenza E3 2016

Ubisoft si presenta all'E3 con una line-up ricchissima che include titoli come Ghost Recon Wildlands, Watch Dogs 2, South Park e For Honor.

E3 2016 - Analisi Conferenza Ubisoft
Videospeciale
Articolo a cura di
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Per un vecchio giocatore, Ubisoft è quel lido sicuro che riporta all'infanzia, quella spiaggia in cui hai trascorso tante estati della tua giovinezza. Oggi il colosso francese viene sovente preso di mira dai giocatori, talvolta a ragione, talvolta a torto. Vuoi per le promesse non mantenute, vuoi per i downgrade, vuoi per l'eccessiva commercializzazione dei suoi brand. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. La verità è che i grandi colossi tendono a risultare antipatici. Ubisoft, tuttavia, non è il solito grande colosso. La sua è una storia lunga, che parte esattamente trent'anni fa. A Ubisoft un po' di bene lo vuoi a prescindere, perché ti riporta alla mente Prince of Persia, oppure quel primo Rayman in 2D che all'epoca era veramente tanta roba. Pure oggi, di fronte a brand ipersfruttati o al solito sparatutto, scorgi tanta passione. I titoli Ubisoft, per quanto mainstream, nascono da ricostruzioni storiche e scenografiche notevoli, sono blockbuster che nascondono quasi sempre qualcosa di più: una cura certosina per il contesto, le tematiche, per i mondi virtuali messi in scena. Ubisoft è le stessa casa che ti tira fuori un delizioso Child of Light o un toccante Valiant Hearts. Sono pensieri sparsi di un vecchio giocatore che alla conferenza Ubisoft dell'E3 2016 scopre che sono passati trent'anni dalla nascita della software house francese. Per prima cosa ti senti anziano, poi ti rendi conto di essere stato parte di quel percorso. Subito dopo vieni travolto dalle musiche di Just Dance, ma questa volta un po' di casual gaming ci sta, bisogna pur festeggiare.

Il ritmo, questo sconosciuto

L'E3 di Ubisoft si apre e si chiude nel segno della celebrazione. Yves Guillemot ispira tenerezza con quel suo timido accento francese. La sua è una grande famiglia, quella dei videogiochi l'industria migliore dove lavorare. Sembra ci creda e anche noi vogliamo crederci. Purtroppo, sul fronte del ritmo, la conferenza di quest'anno non è stata all'altezza di quella dell'anno scorso. La carne al fuoco non è mancata, ma due ore di conferenza sono francamente troppe. Per funzionare, le conferenze E3 hanno bisogno di ritmi veloci e di annunci ben cadenzati. Ubisoft, al contrario, si è concessa troppo tempo, troppi i momenti morti. Le interviste sul palco in stile talk show non sono adatte a una conferenza E3, per quanto possano essere interessanti. Al limite, può funzionare il siparietto con gli autori di South Park, perché loro i tempi comici un filino li conoscono. Il nuovo South Park: The Fractured but Whole è un titolo folle quanto e forse più del predecessore. Si prende gioco dei supereroi che affollano i blockbuster hollywoodiani ma anche delle consuetudini videoludiche, rompendo spesso la quarta parete. La sua è una comicità non adatta a tutti, ma siamo certi che dopo The Stick of Truth anche questo nuovo episodio saprà farsi apprezzare.

VR e l'indie che non c'è

Non ci siamo proprio sul fronte VR. Eagle Flight non convince, anzi. Un simulatore d'aquila sui cieli di Parigi che ha l'aria del minigioco fine a se stesso. La VR si merita esperienze ben più profonde. Da capire poi in che cosa consista esattamente Star Trek: Bridge Crew. Se il tutto dovesse ridursi a esperire in prima persona il ponte di comando dell'Enterprise sarebbe davvero un'occasione sprecata. L'impressione (la certezza?) è che la VR debba ancora ingranare e che i publisher stiano provando a sperimentare con risultati altalenanti. Bisogna vedere quale sarà la ricezione del pubblico sul lungo periodo, perché non è detto che la realtà virtuale sia davvero la nuova frontiera. Dovesse invece rivelarsi l'ennesimo buco nell'acqua?

Lidi sicuri

Ghost Recon Wildlands e Watch Dogs 2 riportano Ubisoft su territori a lei più congeniali. Sono i tipici blockbuster a cui la casa francese ci ha abituati negli ultimi anni e, a giudicare da quanto mostrato, i giocatori dovrebbero poter dormire sonni tranquilli.

L'anteprima di Watch Dogs 2 è già online sulle pagine di Everyeye: il secondo capitolo cambia rotta e sembra porre rimedio a molti dei problemi del predecessore. L'hands-on di Wildlands, che Everyeye ha potuto giocare in anteprima, sarà invece pubblicato a brevissimo su queste pagine. For Honor, nuova IP annunciata all'E3 2015, si muove pericolosamente dalle parti di Ryse, sebbene le aspettative siano tutte per il multiplayer. Staremo a vedere.

Ubisoft Al di là del ritmo blando, dispiace vedere il poco spazio riservato agli indie (se si esclude la parentesi Grow Up). Ubisoft ha dimostrato negli ultimi anni una notevole sensibilità nei confronti di prodotti più piccoli e sperimentali, vedi i due Child of Light e Valiant Hearts di cui si parlava in apertura. Ci aspettavamo di più, in questo senso, dalla conferenza. Sul finire la software house francese tenta una mossa coraggiosa. Niente giocone o annuncio da boato, ma Steep. Un ibrido sportivo-esplorativo che indubbiamente incuriosisce, e che di sicuro faremmo bene a tenere d'occhio, ma la domanda sorge spontanea: tutto qui? Ubisoft porta a casa la pagnotta ma sbaglia ritmo e dopo un inizio discreto finisce per annoiare. I titoli non mancano, ma la conferenza poteva essere gestita decisamente meglio.