Tutti i videogiochi di Dune, aspettando il nuovo MMO Awakening

I giocatori hanno visitato numerose volte Arrakis grazie a videogiochi che hanno cercato di sfruttare al massimo il fascino dell'universo di Frank Herbert.

Tutti i videogiochi di Dune
Speciale: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Oltre alla penna di Frank Herbert, alla cinepresa di Denis Villeneuve (qui la nostra recensione di Dune Parte Due), passando per la fascinazione del Dune mai distribuito di Jodorowsky e lo sfortunato adattamento di David Lynch, anche i videogiochi hanno esplorato questo universo narrativo cercando di bilanciare le numerose componenti presenti in esso.

    Aspettando di conoscere la data di uscita dell'MMO sviluppato da Funcom (qui trovate l'ultimo trailer di Dune Awakening), abbiamo deciso di ripercorrere l'altalenante storia delle opere videoludiche ispirate a questo pilastro della fantascienza.

    Dune - 1992

    Il primo grande progetto dedicato a Dune porta la firma di Cryo Interactive, lo studio ingaggiato da Virgin Games per trasportare su Amiga e PC la storia di Paul Atreides.

    Dopo aver acquisito i diritti per la trasposizione dalla Universal Pictures (diventata detentrice dopo il fallimento della società di Dino De Laurentiis), e consapevole che al mondo c'erano milioni di fan desiderosi di ritornare sul deserto di Arrakis, la società diede il via ai lavori per un videogioco che coniugasse gli elementi militari alle macchinazioni politiche della storia.

    Il risultato fu un'interessante commistione tra avventura e strategia in tempo reale, con il giocatore chiamato a gestire gli avanzamenti in campo militare, essenziali per respingere gli assalti degli Harkonnen, ma anche l'estrazione di Spezia desiderata dall'Imperatore. L'opera conteneva scene provenienti dal Dune di Lynch ed era infatti modellata sulla pellicola, divenne un grande successo commerciale e invogliò numerosi altri studi a gettarsi tra le sabbie di Arrakis.

    Dune II

    L'opera di Cryo Interactive appena descritta non ebbe affatto uno sviluppo privo di intoppi, tanto che arrivò ad un passo dalla cancellazione totale prima di un rocambolesco salvataggio dell'ultimo minuto. Per tutelare l'investimento fatto sui diritti da poco acquisiti, Virgin Interactive finanziò dunque un altro progetto dedicato a Dune, affidandolo questa volta ai ragazzi di Westwood Studios e di fatto scrivendo una pagina importante di storia dei videogiochi.

    Dune II, distribuito come il precedente nel 1992, diventò immediatamente una hit grazie alla rivoluzione operata nel campo degli strategici in tempo reale, ed è ancora oggi considerato tra i fondatori dell'intero genere dato che molte opere successive come Command & Conquer e Warcraft si ispirarono al capolavoro di Westwood.

    L'RTS dello studio americano permetteva al giocatore di assumere il ruolo di comandante per una delle tre casate interplanetarie (Atreides, Harkonnen e Ordos, quest'ultima non presente nel romanzo di Herbert), ciascuna caratterizzata da soldati e armamenti unici. Bisognava quindi muovere guerra contro le altre due per ottenere il controllo totale sull'estrazione di Spezia. L'elemento principe di Arrakis veniva poi trasformato in crediti attraverso le raffinerie, e finiva quindi per finanziare lo sviluppo di unità militari utili a surclassare i nemici, o di nuove tecnologie atte a migliorare la grande catena di raccolta di Spezia.

    Dune 2000

    Passarono ben sei anni prima che Westwood decidesse di trasportare il suo capolavoro su Microsoft Windows, mentre la versione PlayStation venne distribuita l'anno ancora successivo, nel 1999. Dune 2000 è una sorta di remake di Dune II curato da Intelligent Games, quasi del tutto identico all'originale sotto alcuni aspetti di gameplay e narrazione, ma migliorato grazie alle introduzioni al genere operate dalla serie di Command & Conquer.

    Il giocatore può adesso controllare più unità contemporaneamente, e gli edifici che sorgono su fondamenta di cemento non si degradano col tempo. A questi piccoli accorgimenti il "remake" univa una grafica migliorata e sequenze in live action che prendevano vita negli istanti prima di ogni missione.

    Emperor Battle for Dune

    La rivisitazione del capolavoro datato 1992 non era che l'antipasto di un vero e proprio sequel sviluppato da Westwood, arrivato nel 2001 soltanto per Microsoft Windows. Le meccaniche di Emperor: Battle for Dune erano sostanzialmente uguali a quelle viste in Dune 2000, ma questa volta l'attenzione al versante narrativo permetteva di modellare una serie di sottotrame che cambiavano in base alla casata scelta.

    Gli Atreides per esempio, oltre a combattere contro i nemici per il controllo di Arrakis, devono riconquistare la fiducia dei Fremen, mentre gli Harkonnen sono chiamati a risolvere le dispute per il trono causate dagli screzi tra i figli del morente Barone: come da tradizione per i titoli di Westwood, sia la trama principale che le sue deviazioni secondarie sono raccontate attraverso filmati con attori in carne e ossa. L'idea di inserire un comparto multiplayer online fu certamente coraggiosa, ma la mancanza di vere innovazioni rispetto ai capitoli precedenti causò una risposta alquanto tiepida da parte del pubblico.

    Frank Herbert's Dune

    Nello stesso anno in cui Westwood tornava ad esplorare il mondo fantascientifico che gli aveva donato la gloria negli RTS, Cryo Interactive - team del primissimo videogioco basato sul franchise - pubblicava il problematico Frank Herbert's Dune, un gioco di avventura in 3D basato sull'omonima miniserie televisiva andata in onda su Syfy.

    Bastava dare uno sguardo veloce al titolo per capire come il suo sviluppo fosse stato travagliato: il comparto grafico risultava arretrato anche per i tempi, le animazioni erano legnose e in generale si trattava di un'esperienza con diversi spigoli. In altre parole, la produzione sottolineava le difficoltà economiche di uno studio che infatti avrebbe dichiarato bancarotta l'anno successivo. I giocatori che avevano acquistato il titolo venivano accolti da una schermata iniziale che addirittura conteneva un errore di ortografia all'interno del nome dell'autore Frank Herbert... un segno premonitore per un videogioco da dimenticare in fretta.

    Dune Spice Wars

    I primi decenni del nuovo millennio hanno assistito al calare progressivo della popolarità del brand, ma la prima parte della trilogia di Villeneuve ha di nuovo fatto esplodere il fenomeno Dune e gli annunci dei videogiochi non si sono fatti attendere. Pensiamo ad esempio a Spice Wars, un altro strategico in tempo reale in cui si è chiamati a comandare una delle sei fazioni disponibili per ottenere il controllo del pianeta.

    Oltre all'approvvigionamento di Spezia e alla gestione delle forze militari, l'opera di Shiro Games dona grande importanza ai fattori diplomatici di un impero in ascesa: sorretto da un ottimo impianto audiovisivo e rifinito negli aspetti principali dell'esperienza, il gioco scricchiola però per una mancanza di profondità che è quasi imperdonabile per chi conosce il materiale originale, come vi dicevamo nella recensione di Dune Spice Wars. Ad ogni modo si tratta di un'esperienza solida e speriamo di poter dire lo stesso anche di Dune Awakening, a cui le ambizioni sembrano non mancare affatto.

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