Witchfire: un nuovo sguardo al promettente gioco di The Astronauts

Dopo The Vanishing of Ethan Carter, i ragazzi di The Astronauts hanno annunciato un promettente sparatutto dark fantasy.

speciale Witchfire: un nuovo sguardo al promettente gioco di The Astronauts
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Dopo aver riscosso un grande successo di pubblico e critica con lo splendido The Vanishing of Ethan Carter, i ragazzi di The Astronauts hanno annunciato un promettente sparatutto dark fantasy ai Game Awards 2017: stiamo parlando di Witchfire, una produzione nata da un mix tanto improbabile quanto esplosivo. Gli stessi sviluppatori erano ben consci di quanto fosse atipico il matrimonio creativo con gli ex producer di Painkiller e Bulletstorm, che di fatto costituiva il tema centrale del reveal trailer. Nella prima parte del filmato la telecamera indugiava su ambienti tetri e ricchi di mistero, quasi a voler preannunciare la connessione con le atmosfere dell'avventura di Paul Prospero. Dopo alcuni secondi però il protagonista imbracciava il fucile per sgominare masnade di mostri, lasciando trasparire l'incontro col Bulletstorm di People Can Fly. A seguito di un debutto tanto scoppiettante però, lo studio ha smesso di inseguire il clamore mediatico, adottando l'ormai nota filosofia del "when it's ready" (quando è pronto), che peraltro ha contraddistinto lo sviluppo di alcuni dei titoli migliori del decennio. Positivamente sorpresi dai brevi scampoli di gameplay di Witchfire pubblicati di recente, abbiamo passato in rassegna le informazioni divulgate negli ultimi mesi, in modo da farci un'idea più chiara sull'identità del prodotto e sullo stato dei lavori.

    Il "Dark Souls" degli sparatutto?

    Come dicevamo Witchfire è un titolo atipico e rappresenta forse l'essenza stessa di The Astronauts. Attualmente composto da nove persone, il team polacco ha deciso di chiamarsi così per sottolineare la propria visione creativa, volta a esplorare nuove strade e non quelle già battute. Agli inizi del 2016 gli sviluppatori stavano lavorando a un'esperienza post-apocalittica di stampo sci-fi, che al tempo hanno ribattezzato "Astro Project 2". Si trattava di un survival sim che avrebbe visto il giocatore sopravvivere a orde di alieni meccanici, ovviamente in scenari evocativi e mossi dal potente Unreal Engine 4.

    Dopo qualche tempo però, gli addetti ai lavori hanno capito di star realizzando un "prodotto" e non un'opera nel vero senso del termine. Ogni elemento del prototipo sapeva di "calcolato", di freddo, e mancava di quella personalità che ha permesso a The Vanishing of Ethan Carter di distinguersi dalla massa. Da qui l'ardua decisione di rinunciare a un anno di lavoro per dedicarsi a un qualcosa di più esaltante: quel qualcosa sarebbe diventato Witchfire.

    Come i post del direttore Adrian Chmielarz ben sottintendono, prim'ancora di essere dei creatori i membri di The Astronauts sono degli appassionati videogiocatori e non hanno problemi a trarre ispirazione da quelle produzioni che hanno segnato il medium.

    Sin dal primo trailer, ad esempio, in molti hanno accostato le atmosfere di Witchfire a quelle dei soulslike, un paragone che in realtà ha fatto molto piacere a Chmielarz e i suoi. In primo luogo, al pari della fortunata serie di Miyazaki, lo sparatutto farà a meno delle cutscene - la cui realizzazione avrebbe richiesto uno sforzo economico non indifferente - e punterà a irretire i giocatori grazie a uno storytelling basato sulla lore del contesto ludico.

    In altri termini, pur non focalizzandosi sulla narrazione "cinematografica", l'esperienza dark fantasy soddisferà anche chi avrà la voglia di scoprirne i segreti più oscuri. Sul fronte visivo, inoltre, i punti di contatto tra i due mondi sono più che palesi ma stavolta per un semplice motivo: i Souls e Witchfire attingono dallo stesso pool di archetipi e idee, si pensi all'utilizzo di elmi e armature del tardo Medioevo o all'orrore Lovecraftiano tipico di Bloodborne. Pur apprezzando i toni bluastri del capolavoro in esclusiva PS4, Adrian ha deciso di muoversi in un'altra direzione con Witchfire, complice la necessità di mantenere sempre alta la leggibilità dell'azione. Per intenderci, grazie alla palette cromatica più accesa sarà sempre possibile vedere i proiettili in arrivo e utilizzare al meglio l'elemento magico.

    L'ammazza-streghe non è un lavoro semplice

    Sul fronte del combat system parliamo logicamente di due esperienze agli antipodi, ma che condividono alcuni elementi delle rispettive filosofie ludiche. Padroneggiare le meccaniche di combattimento e sfruttare le debolezze dei nemici a proprio vantaggio sarà di vitale importanza per non soccombere alle creature abiette ma - stando ad alcune dichiarazioni degli sviluppatori - bisognerà prestare attenzione anche ad altri elementi: a quanto sembra il nostro cacciatore non disporrà di una ruota delle armi e dovrà scegliere di volta in volta gli strumenti di morte da portare con sé.

    Benché ci siano diversi aspetti da chiarire sull'effettivo scheletro del gameplay, sappiamo che la progressione includerà alcuni piccoli puzzle e segreti ma, come specificato da Chmielarz, siamo ben lontani dalla "formula ibrida" alla God of War. Citiamo anche una misteriosa componente non legata alle mattanze di mostri, ma al momento non abbiamo idea di cosa possa essere. Oltre a una discreta sequela di dettagli interessanti, di Witchfire sono stati mostrati alcuni brevi spezzoni di gioco, sfortunatamente davvero troppo fugaci per farsi un'idea più circostanziata sull'esperienza.

    In ogni caso è possibile fare qualche considerazione utile a partire dall'apparente solidità delle fasi di shooting. Rifacendosi allo splendido operato di Bungie con il gunplay di Destiny, di cui Adrian ha lodato il dinamismo e il feeling delle bocche da fuoco, Witchfire vanta degli armamenti decisamente ispirati, che già sembrano costituire una delle punte di diamante della produzione.

    Pieni d'intarsi e decorazioni, i grossi revolver serviranno sia per eseguire melodiose sviolinate di proiettili alla Arthur Morgan, sia per piazzare dei piccoli esplosivi da far esplodere (apparentemente) a piacimento. Dello shotgun non s'è visto praticamente nulla dopo il reveal trailer di Witchfire, in compenso la risposta del fucile bolt action - una sorta di connubio tra un Kar98 e un'arma alla The Order - ci è sembrata ottima. Il design delle poche creature mostrate, dall'avanguardia armata di spade fiammeggianti, passando per i cecchini, fino ai giganteschi "boss", è assolutamente promettente: sebbene i Souls ci abbiano già meravigliato con dei simili mostri, vedere un boia demoniaco o un'imponente aberrazione che avanza sulle proprie braccia in uno sparatutto moderno fa un certo effetto.
    Al pacchetto dobbiamo aggiungere una presentazione visiva a dir poco evocativa, che tutto sembra fuorché il risultato del lavoro di una manciata di individui.

    Col meraviglioso The Vanishing of Ethan Carter, che ancora oggi è un indiscutibile bel vedere, il team di Varsavia ha già dimostrato di tenere molto alla "personalità" dell'immagine e in Witchfire ciò non è cambiato. Gli splendidi tramonti che illuminano di una luce calda le complesse strutture rocciose, le fitte foreste che lasciano intravedere rovine appartenenti a un passato sconosciuto e alcuni effetti particellari di contorno, sottolineano ancora una volta la potenza del connubio tra Unreal Engine 4 e fotogrammetria.

    Witchfire Con la “Demo Interna 2”, di cui purtroppo ci sono stati mostrati solo brevi frammenti, i ragazzi di The Astronauts stanno creando le tipologie di nemici, affinando le sezioni di shooting, l’uso delle magie e la progressione stessa, che in altre parole rappresentano il cuore pulsante di Witchfire. I progressi sono incoraggianti ma molto altro c’è da vedere prima esprimerci più consapevolmente. Allo stato attuale delle cose non possiamo che ribadire il nostro interesse nei confronti di una produzione atipica e coraggiosa, che speriamo possa ottenere lo stesso successo della splendida avventura di Paul Prospero. In attesa di saperne di più nel 2020, che tra l’altro dovrebbe vedere il debutto del gioco almeno su PC, non possiamo che fare un sentito in bocca al lupo a questi “magnifici nove”, sperando che ci consegnino - quando sarà pronta - un’altra esperienza memorabile.

    Quanto attendi: Witchfire

    Hype
    Hype totali: 39
    81%
    nd