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World of Warships: il simulatore navale di Wargaming.net cresce e si evolve

Andiamo alla scoperta di World of Warships, il popolare simulatore di Wargaming.net disponibile per il download gratis free to play.

World of Warships: evoluzione e sviluppo
Speciale: Multi
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  • iPhone
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • World of Warships è uscito da oramai quattro anni, e insieme a World of Tanks e World of Warplanes riveste un ruolo di primo piano nell'offerta dell'azienda belorussa Wargaming.net. È a partire dal 2012, l'anno in cui World of Tanks è stato ufficialmente pubblicato, che lo studio di sviluppo si dedica espressamente a giochi multiplayer competitivi ad ambientazione storica, focalizzandosi nello specifico su macchine da guerra come carri armati, aeroplani e navi. Con la pubblicazione di prodotti così specifici e perlopiù pensati per offrire esperienze "hardcore", Wargaming si è inserita interamente in una nicchia di mercato non immensa, ma popolata da numerosi appassionati di tutto il globo. La forza dei giochi di Wargaming non è comunque legata esclusivamente alla natura più simulativa e complessa delle meccaniche di gameplay, ma anche alla precisa ricerca storica alla base dei "modellini", che appaiono piuttosto fedeli rispetto alle reali controparti storiche.

    Per ricreare alcune celebri navi da battaglia in World of Warships, il team bielorusso si è basato su immagini storiche, documenti, ricostruzioni museali: i dati così ottenuti sono stati usati per pennellare i dettagli - anche i più minuziosi - , oltre che per determinare le statistiche e le caratteristiche prettamente ludiche. Giochi come World of Warships, insomma, uniscono l'interesse per le battaglie storiche e quello per il modellismo, usando come collante un'esperienza ludica sì punitiva e aspra nei primi momenti, ma proprio per questo esaltante e appagante quando se ne interiorizzano i funzionamenti. Il costante aggiornamento e le modifiche a cui è stato sottoposto il gioco in questi anni ha però portato a diversi cambiamenti rispetto ai momenti iniziali: i giocatori di vecchia data che hanno abbandonato gli oceani da qualche tempo potrebbero dunque trovarsi un po' spaesati, mentre i neofiti potrebbero sbattere contro un muro di dettagli difficili da digerire. Con questo articolo abbiamo deciso quindi di fare il punto sulla situazione, parlandovi delle principali novità rilasciate da settembre e spiegando che tipo di esperienza si troveranno davanti le nuove leve.

    Aspiranti ammiragli

    Approcciarsi a giochi come World of Warships a diversi anni dall'uscita potrebbe, almeno idealmente, essere un'esperienza traumatica. Va detto infatti che il titolo di Wargaming non è una produzione semplice da digerire: richiede pazienza e, soprattutto, bisogna venire a patti con un'utenza stagionata e con meccanismi free-to-play (lo ricordiamo, il gioco è free-to-play con microtransazioni per l'acquisto di potenziamenti o navi) assodati ed evoluti, tanto da diventare spesso disorientanti.

    Fortuna vuole che gli sviluppatori abbiano pensato a dei tutorial video studiati per introdurre alle meccaniche di base (c'è anche una nostra guida che vi spiega i rudimenti del sistema di controllo) e al sistema di progressione e modifica delle proprie imbarcazioni.
    Prima di cimentarsi nelle battaglie navali vere e proprie è dunque richiesto un po' di studio e preparazione, vanno esplorati i menù e le schede: solo così si riuscirà ad avere un quadro più chiaro di tutti gli elementi collaterali alle battaglie che comunque rivestono un ruolo importante. Durante i vari periodi dell'anno, inoltre, World of Warships si aggiorna con eventi a tema che garantiscono delle ricompense. Ce n'è stato uno proprio in occasione delle vacanze di Natale e di Capodanno e in generale la loro pubblicazione è piuttosto frequente: giocare in concomitanza di questi eventi speciali permette di velocizzare il progresso di accumulo dei crediti e rendere la progressione molto meno lenta, soprattutto per chi non è disposto a spendere decine se non centinaia di ore.

    Proprio in riguardo al tempo di gioco bisogna essere chiari: World of Warships è un'esperienza parecchio impegnativa e a cui va dedicato molto tempo se si vogliono raggiungere i livelli più alti. Questo non solo perché si tratta di un titolo free-to-play, in cui la costante richiesta di valuta argina i progressi e rende necessario un bel po' di grinding, ma anche per la sua ripida curva di apprendimento e una struttura che non perdona gli errori.

    Per tutti quelli che scelgono di iniziare ora, Wargaming ha tuttavia pensato di rendere la partenza più piacevole creando una sorta di ambiente protetto. Le battaglie iniziali, cioè quelle che coinvolgono le navi dal primo fino al quarto grado di potenza (determinato dalle statistiche), sono combattute insieme a un buon numero di compagni e nemici guidati dall'intelligenza artificiale.

    Con una composizione del genere gli scontri sono senza dubbio più semplici, protetti dai veterani che si divertono a falcidiare gli imberbi, ma allo stesso tempo anche molto diversi da quelli che poi cominceranno a delinearsi più avanti nel gioco. Il passaggio da match misti e quelli solo popolati da umani può infatti essere traumatico: la mira, i movimenti e la coordinazione di quelli che spesso hanno molta esperienza sulle spalle sorpassa di gran lunga le semplici routine dell'IA, che raramente adotta tattiche di gruppo complesse o furbe strategie individuali. Per i nuovi giocatori, insomma, questa ordalia potrebbe rappresentare il momento più sconfortante, anche perché la community è raramente indulgente con i più impacciati. World of Warships è d'altronde un titolo di nicchia, fondato sul gioco di squadra e sulla conoscenza dei dettagli relativi a navi, armamenti o mappe: qualità, queste ultime, che si acquisiscono con molto tempo e pazienza.

    Decidere di perseverare e di sopportare i cocenti fallimenti verrà però ricompensato da tante situazioni positive. Già affondare una nave o partecipare a una manovra con cui viene consegnata la vittoria al proprio team sono piccole ma intense soddisfazioni, che cresceranno man mano che si affineranno le capacità di puntamento, di movimento e si impareranno le strategie più efficaci.

    World of Warships è insomma un prodotto selettivo, che con il passare degli anni ha sviluppato una community sempre più abile ed esperta con cui spesso è difficile integrarsi. Ma fa piacere che Wargaming non abbia rifiutato del tutto l'accessibilità: anche se molto piccola, una porta d'ingresso c'è. Ma per continuare è comunque richiesto tanto tempo e dedizione.

    Le più importanti novità

    Dal settembre 2015 World of Warships ha ricevuto una miriade di aggiornamenti e tanti altri ne sono previsti in futuro: la roadmap dei contenuti è stata infatti già delineata, secondo quanto detto dagli sviluppatori, fino al 2025. L'aggiornamento di peso più recente sarà quello relativo ai sommergibili, annunciati nell'agosto dello scorso anno e attualmente disponibili solo in closed beta.

    La lista delle imbarcazioni, anche senza il contributo dei sottomarini, raggiunge comunque le circa duecento unità. Un numero impressionante se si pensa che ogni imbarcazione è ispirata a vere navi militari che sono state costruite in occasione dei due conflitti mondiali.
    Tra le diverse aggiunte al roster delle navi possiamo citarne una delle più recenti che ha visto l'introduzione della Regia Marina italiana, con ben 18 navi tra cui le corazzate Giulio Cesare e Roma. L'Italia si affianca dunque all'Unione Sovietica, alla Germania, alla Francia, agli Stati Uniti, al Giappone e alla Gran Bretagna tra i paesi che sono stati ufficialmente rappresentati nel gioco di Wargaming (fatta eccezione per altri stati raggruppati sotto l'etichetta di Europa, Pan Asia, Pan America e Commonwealth, che racchiudono paesi come la Polonia, la Cina, l'Argentina e il Canada). Le navi, come sapranno i veterani, sono divise in classi: i cacciatorpedinieri sono imbarcazioni rapide ma scarsamente resistenti e armate con artiglieria leggera; gli incrociatori compensano la ridotta potenza di fuoco con una buona maneggevolezza e con la possibilità di lanciare siluri; le corazzate sono lente e goffe, ma con una spaventosa potenza di fuoco e una grande gittata; le portaerei sono invece navi che operano a distanza e lasciano il "lavoro sporco" ai velivoli.

    Negli ultimi tempi quest'ultima classe di imbarcazioni ha ricevuto un rework molto profondo: dapprima lo stile di gioco di una portaerei ricordava quello di uno strategico in tempo reale, con l'utente che aveva una visione dall'alto della mappa di gioco e comandava le squadriglie di aerei a debita distanza. Nelle nuove versioni di World of Warships questa modalità di controllo globale è stata sostituita con la possibilità esclusiva di governare una formazione di velivoli alla volta e con una visuale in terza persona.

    Questo ha sì uniformato lo stile di gioco a quello di tutte le altre navi (che si governano sfruttando sempre una telecamera in terza persona), ma anche scontentato una fetta della community che ha visto questa modifica come una riduzione nell'efficacia delle portaerei.

    Queste ultime, in ogni caso, rimangono essenziali per dare supporto agli alleati o per rivelare la posizione di navi nemiche che si nascondono dietro dei promontori, in attesa di lanciare un attacco a sorpresa. Le mappe, sebbene per loro natura poco varie, sono infatti studiate per fornire zone di copertura, in cui nascondersi o sparare in sicurezza, e ampi spazi aperti dove trionfa chi ha maggiore potenza di fuoco e corazzatura (oltre che una buona mira).

    Nel corso del tempo ne sono state aggiunte diverse, tra le quali la più recente è Crash Zone Alpha, ispirata alla suggestiva località delle bianche scogliere di Dover, che è possibile giocare in modalità Dominazione. Tra le modalità più nuove troviamo invece Epicentro, una variante della modalità Dominazione in cui le zone da conquistare hanno la forma degli anelli di un grosso bersaglio: più le zone conquistate sono vicine all'epicentro, più punti verranno assegnati al team che le controlla.

    Grazie a queste regole, che scoraggiano il "camping", le partite in Epicentro sono molto più accese e dinamiche rispetto agli altri match. Tra le varie modalità, in ogni caso, non esistono esclusivamente quelle dedite al PvP: troviamo infatti anche delle battaglie denominate Scenari in cui i giocatori devono collaborare per completare alcuni obiettivi, ostacolati da forze nemiche guidate dall'IA. Gli Scenari sono spesso ispirati a eventi realmente accaduti e sono anch'essi stati aggiunti dopo il lancio su richiesta della community.

    In circa quattro anni dall'uscita, insomma, World of Warships ha ricevuto tante novità che comunque non hanno stravolto il cuore dell'esperienza di gioco. La continua pubblicazione di aggiornamenti e la futura introduzione dei sommergibili testimoniano uno sforzo costante da parte di Wargaming, che per nulla è disposta a mettere da parte il supporto post-lancio. Il futuro si prospetta dunque positivo, anche per chi è interessato, oltre alle battaglie in sé e per sé, agli splendidi modellini di alcune delle navi da guerra che hanno fatto la storia.

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