E3 2019

Xbox E32019: tanti giochi, poco gameplay: gran finale con Halo e Scarlett

Microsoft si presenta all'E3 di Los Angeles con uno sguardo orientato verso la Next-Gen grazie a Xbox Scarlett, Halo Infinite e Project xCloud.

Conferenza Xbox E3 2019: Microsoft guarda alla Next-Gen
Speciale: Xbox One
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Un rigore a porta vuota. Questo era, per Microsoft, la conferenza dell'E3 2019: l'occasione d'oro, il colpo da non sbagliare, il momento della rivalsa e della consacrazione. Senza la concorrenza diretta di Sony e dopo l'inciampo comunicativo di Google (che ha ridotto in maniera sostanziale l'interesse per Stadia), il colosso di Redmond aveva gli occhi di tutti i giocatori puntati addosso. E, senza uscire dalla metafora calcistica, è successo che l'azienda di Xbox abbia fatto un tiro ritmato, teso e spettacolare, che è finito per infrangersi clamorosamente sul palo.

Tanti giochi e uno sguardo al futuro

Definire una delusione la conferenza di Microsoft è senza dubbio un'esagerazione dovuta alle altissime aspettative che si sono create in questi giorni. Del resto lo show è stato intenso, serrato e tutto sommato denso di nuovi annunci e presentazioni. Il carosello delle terze parti, ad esempio, ha portato sul palco una serie di nomi dalla portata impressionante, a cominciare ovviamente da Cyberpunk 2077, che ha colto questa occasione per confermare la data d'uscita e farci una piccola sorpresa grazie alla presenza (digitale e fisica) di Keanu Reeves.

E poi c'è stato Dying Light 2, Tales of Arise, Borderlands 3 e soprattutto Elden Ring, il nuovo progetto di From Software e George Martin, diretto da Hidetaka Miayazaki. Dobbiamo ammettere che l'immaginario presentato dal primo teaser ci è sembrato meno brillante di quanto ci aspettassimo, declinando in una maniera un po' inaspettata la mitologia celtica che dovrebbe fare da sfondo alla produzione.

Resta vero, ovviamente, che tutti i prodotti appena citati sono multipiattaforma, come lo sono - paradossalmente - anche alcune produzioni sviluppate dai team interni del colosso di Redmond: sia il The Outer Worlds di Obsidian che lo Wasteland 3 di inXile uscitanno anche sulla piattaforma della concorrenza, e proprio per questo motivo molte delle "world premiere" presentate sul palco non cambieranno gli equilibri di mercato. Volendosi concentrare solo ed esclusivamente sul mondo Microsoft, per fortuna, non sono mancati dei momenti potenti, primo fra tutti l'acquisizione di Double Fine. Dopo gli investimenti annunciati nel 2018 il colosso di Redmond amplia ulteriormente il parterre dei suoi team interni, con l'intenzione di preparare il campo di battaglia per il futuro.

Ottimo anche l'arrivo del Game Pass su Windows, impreziosito fra l'altro da una serie di titoli Pc-Oriented: per un Age of Empires 4 che rimane latitante c'è un Flight Simulator che ritorna in grande stile, opportunamente salutato dall'entusiasmo del pubblico. Al di là di questi annunci d'impatto, bisogna d'altro canto ammettere che l'evento è stato a tratti troppo vuoto e retorico, e soprattutto privo della quantità minima di gameplay necessaria a dar corpo ad una conferenza.

Di materiale giocato, sul palco di Xbox, non si è visto davvero nulla: nessun titolo sviluppato da terze parti, e tanto meno le nuove esclusive. Incredibile ad esempio che Bleeding Edge e Gears 5 siano giocabili sullo showfloor allestito da Microsoft nel suo theatre, e non siano stati mostrati in maniera più approfondita durante lo show. Il trattamento riservato al colosso di The Coalition, nello specifico, è letteralmente incomprensibile, se si considera la presa che Locuste e Lancer hanno sempre avuto sul pubblico americano. L'uscita non troppo lontana, una nuova modalità cooperativa annunciata sul palco, e neppure un istante di massacri in-game.

Se è vero insomma che possiamo essere felici dello spazio concesso agli indie di grande livello (impressionante il 12 Minutes di Annapurna), e che il Game Pass cresce ancora configurandosi come un servizio imprescindibile per molti giocatori, la conferenza ci lascia con un retrogusto decisamente amaro. Microsoft poteva (e doveva) fare di più, dando una sonora stoccata alla concorrenza. Se ci fermiamo a pensare, invece, a cosa ci aspetti -a livello ludico- nei 12 mesi che ci separano dal prossimo E3, ritroviamo soltanto il già citato Gears e il ben noto Ori, la cui data d'uscita è fra le altre cose più lontana di quanto ci aspettassimo. Sembra chiaro, insomma, che Microsoft voglia rimandare lo scontro alla prossima generazione di console, ufficialmente in arrivo a natale 2020.

Verso la Next-Gen

A tal proposito durante la conferenza è stato confermato il nome in codice di Scarlett e alcune delle specifiche tecniche sussurrate nei giorni scorsi: un chip custom prodotto da AMD, un SSD che può funzionare da Virtual RAM per annichilire i tempi di caricamento e migliorare l'immediatezza dell'esperienza utente, ed una potenza di calcolo impressionante. Senza un focus su design e prezzo, tuttavia, la next-gen resta ancora poco concreta. A dirla tutta non ci aspettavamo niente di più, ma forse l'annuncio ufficiale avrebbe potuto essere un po' più d'impatto.

Gli alti e bassi appena raccontati hanno caratterizzato anche la chiusura dello show, affidata ad Halo Infinite: il trailer realizzato con grafica In-Engine ha mandato in visibilio i fan, recuperando l'iconografia potente della serie e la trascinante epica di Master Chief. È un po' strano, tuttavia, che proprio l'FPS che ha fatto del gameplay il suo punto di forza più vistoso abbia deciso di affidarsi ad una sequenza in cui non viene sparato neppure un singolo proiettile. Accogliamo positivamente il focus sulla narrazione, ma anche in questo caso torniamo a ribadire quello scritto in precedenza: sarebbe stato importante vedere qualcosa di più

Microsoft avrebbe insomma dovuto essere più decisa, spietata, esplosiva, e soprattutto più concreta al momento di sfoderare l'artiglieria videoludica. E invece tutto è rimandato al 2020, con Gears e Ori che avranno il compito di accompagnarci fino al prossimo E3. Un risultato forse troppo modesto, per chi aveva gli strumenti e la classe per scuotere l'intero stadio.