Xbox Game Studios: i team interni Microsoft al lavoro su Xbox Series X

Da 343 Industries a The Coalition, passando per tutte le new entry degli ultimi mesi. Ecco tutti i team di Microsoft al lavoro su Series X.

Xbox Game Studios
Speciale: Xbox Series X
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Con Phil Spencer a capo della divisione Xbox, ha avuto inizio quel processo di rinascita che ha reso One una grande protagonista del mercato videoludico, esattamente come avrebbe dovuto essere fin dal suo debutto. Con l'espansione della retrocompatibilità e l'arrivo del Game Pass, l'offerta di Microsoft è tornata a far gola, ma Spencer e i suoi non si sono fermati: gli Xbox Game Studios dovevano rifiorire sul fronte qualitativo e quantitativo e in tempo per l'arrivo delle nuove console, come poi fortunatamente è avvenuto. Esattamente come per la nostra speciale guida ai WorldWide Studios di Sony, abbiamo provveduto a fare il punto della situazione sugli studi interni di Xbox, tra successi passati e presenti e indiscrezioni interessanti. Non abbiamo mancato inoltre di dar spazio alle opere di alcuni team esterni, che stanno collaborando con la sezione publishing dei Game Studios per dar vita a esperienze memorabili.

343 Industries

Lo studio americano con sede a Redmond si è occupato di Halo sin dalla fondazione nel 2007, e non a caso prende il nome da 343 Guilty Spark. Dopo aver lavorato alla miniserie d'animazione Halo Legends, ha confezionato alcuni map packs di Halo: Reach, per poi raccogliere il lascito di Bungie e dare un futuro alla saga sci-fi. Mentre stava conducendo la gestazione di Halo 4, 343 è entrata in contatto con Saber Interactive, per proporle di co-realizzare Halo: Combat Evolved Anniversary, la versione rimasterizzata del mitico primo capitolo.

Col quarto episodio, che ha visto Master Chief svegliarsi dal sonno criogenico per affrontare il temibile Didatta, il team statunitense è riuscito nel difficile compito di non sfigurare dinanzi alle opere di Bungie, raccogliendo gli elogi di buona parte di pubblico e critica. Nel periodo dell'uscita di Spartan Assault e Spartan Strike, 343 Industries ha abbracciato l'attuale generazione di console con The Master Chief Collection, consegnando ai fan l'intera collezione di Halo in un imperdibile pacchetto rimasterizzato.

Distintasi soprattutto per la presenza di Halo 2: Anniversary, che ha ricevuto un sostanziale upgrade audiovisivo, la collection ha preceduto l'uscita di Halo 5: Guardians, primo vero debutto di Master Chief su Xbox One. Forti di un game engine avanzato e di alcune soluzioni tecniche astute, le missioni di Master Chief e Spartan Locke non hanno retto il confronto con il comparto multigiocatore, offrendo un racconto meno brillante ma comunque apprezzabile.

Sebbene abbia dato supporto a Creative Assembly nello sviluppo di Halo Wars 2, la squadra stava già pianificando i lavori sull'ambizioso Halo: Infinite, il nuovo capitolo atteso per la fine del 2020 su Xbox One e Series X. Dalle ambientazioni più ampie, fino al passaggio allo Slipspace Engine - creato per toccare vette tecnologiche mai raggiunte - il "reboot spirituale" di Halo sembra avere tutte le carte in regola per fare scuola e noi non vediamo l'ora di accompagnare Master Chief in battaglia.

Age of Empires

A seguito della chiusura di Ensemble Studio nel 2009, a cui dobbiamo la nascita di Age of Empires, Xbox Game Studios ha continuato a occuparsi della leggendaria IP con l'aiuto di alcune software house esterne. Difatti, sebbene nel caso di Age of Empires: Definitive Edition abbia gestito tutto internamente, con la remaster del secondo capitolo ha coinvolto Tantalus Media e Wicked Witch Software. Grazie al loro aiuto Xbox Game Studios ha realizzato una versione restaurata più che apprezzabile di Age of Empires II, ben lungi dal vantare soltanto il supporto al 4K. Il restyling grafico delle truppe e la nuova modalità spettatore costituiscono solo il contorno di un'esperienza che include un nuovo tipo di intelligenza artificiale dei nemici, una campagna inedita e tutte le espansioni del gioco originale.

Portato a casa un altro successo, il gruppo di Xbox sta supervisionando lo sviluppo di Age of Empires III: Definitive Edition e dell'ambizioso nuovo capitolo della serie. La quarta incarnazione del brand di Microsoft è stata affidata a Relic Entertainment, un nome che tutti gli amanti degli strategici dovrebbero conoscere. I creatori di Dawn of War e Company of Heroes stanno dando vita a un'opera dallo stile grafico rinnovato, che probabilmente consentirà di calcare campi di battaglia appartenenti a diverse epoche. Curiosi di conoscerne la data d'uscita, che in ogni caso non dovrebbe essere troppo vicina, non possiamo far altro che attendere ulteriori informazioni.

The Coalition

Nata nel 2010 col nome di Zipline Studios, The Coalition ha debuttato con Relic Rescue, un videogioco destinato a Facebook. In seguito il collettivo ha intrapreso lo sviluppo di Microsoft Flight e di Project Columbia, uno sparatutto per Kinect che sfortunatamente non ha mai visto la luce. Sul finire del 2012 ha assunto l'identità di Black Tusk Studios per creare un'IP degna di Halo ma come ben sappiamo le cose sono andate diversamente.

Dopo che Microsoft ha acquisito Gears of War e riassunto Rod Fergusson, lo storico producer della trilogia originale, Black Tusk ha preso le redini del franchise. Similmente a 343 Industries con Halo, il nome The Coalition indica la forte connessione dello studio al mondo di Gears of War e non è un caso che da questo momento in poi il team non abbia pensato ad altro. Impreziosito da un sostanziale upgrade grafico e da un sistema di controllo più rifinito, Gears of War: Ultimate Edition ha condotto la campagna originale di Marcus Fenix su Xbox One, per la gioia dei fan storici.

La squadra di Vancouver però stava già lavorando a Gears of War 4, un titolo completamente originale incentrato sulle figure di J.D. Fenix e Kait. Lo sparatutto in terza persona ha aperto una nuova era di tribolazioni per gli sfortunati eroi, che si sono messi a caccia del temibile Sciame. Mosso da un Unreal Engine 4 in gran forma, il gioco offriva anche un'ottima modalità multiplayer, che tra l'altro è stata ulteriormente rifinita in Gears 5.

Uscito pochi mesi fa, il quinto capitolo della serie non differisce dai predecessori solo per il nome abbreviato. Anche grazie all'introduzione del robottino volante Jack, l'ultima fatica di The Coalition ha mostrato d'essere un seguito consapevole, con personaggi ben caratterizzati, macroaree molto piacevoli da esplorare e un colpo d'occhio mozzafiato. Incoraggiati dai pareri di stampa e pubblico, gli sviluppatori hanno tutta l'intenzione di continuare a esplorare nuove soluzioni ludiche e narrative con Gears 6, che per fotografia, palette cromatica e simbolismo potrebbe ispirarsi al serial tv Handmaid's Tale.

Compulsion Games

Dopo aver lavorato in Arkane Studio per alcuni anni, Guillaume Provost ha fondato Compulsion Games nel 2009 a Montreal, Canada. Per ottenere i fondi necessari a sviluppare il suo primo gioco, ha cominciato a supportare altri progetti col suo team, fin quando non è arrivato il momento di "spiccare il volo". Contrast, un particolare platform ricco di puzzle basati su luci e ombre, ha messo in luce la bontà di una direzione artistica ispirata alla Belle Epoque e all'Art Nouveau, attirando l'attenzione di Focus Home Interactive. Poco prima di pubblicare la peculiare avventura nel 2013, Provost ha dovuto affrontare la morte del padre, un dolore che l'ha portato a riflettere sulla società odierna, fatta di maschere e felicità simulata.

Da questo concetto avrebbe avuto origine We Happy Few, la particolare avventura con elementi ruolistici e survival ambientata in una tremenda realtà distopica: nei panni di uno dei tre protagonisti selezionabili, il giocatore è chiamato a fuggire da Wellington Wells, una città sull'orlo del collasso che impone ai suoi abitanti di assumere droghe allucinogene per dimenticare un tragico passato e sopravvivere a un miserabile presente. Pubblicata nel 2018 da Gearbox Software l'opera dei canadesi ha impressionato Microsoft, che ha deciso di accogliere in famiglia Compulsion Games. Non sappiamo che cosa ci sia nel futuro del team ora che il supporto post lancio a We Happy Few è giunto al termine, ma siamo certi che con l'aiuto di Xbox Game Studios potrebbe riuscire a fare grandi cose.

Double Fine Productions

Il veterano di LucasArts Tim Schafer ha aperto Double Fine nel luglio del 2000, con la missione di creare esperienze stravaganti e indimenticabili. Lo studio ha esordito con l'ottimo Psychonauts, l'ispirato platform che vedeva il piccolo Raz trasformarsi in una spia dalle potenti abilità psichiche. Dopo aver dato vita ad alcuni browser game, il collettivo di San Francisco ha realizzato un altro piccolo cult, che raccontava la storia di un alter-ego tamarro di Jack Black.

In Brutal Legend Eddie Riggs esplorava un mondo "heavy metal" affascinante e ricco di comprimari d'eccezione, forte di un gameplay sopra le righe e un comparto audiovisivo ispiratissimo. Pubblicata l'avventura a base di metallo pesante, Tim e i suoi hanno creato diversi titoli per Kinect come Sesame Street e Happy Action Theater, raggiungendo anche i lidi di Sony con My Alien Buddy. A questo periodo risalgono anche il The Cave di Ron Gilbert e i tre Amnesia Fortnight, delle raccolte di prototipi confezionate in base al verdetto di un pubblico votante. Double Fine si è dedicata anche al restauro di alcuni titoli dell'era LucasArts, tra cui Grim Fandango Remastered, che ha segnato l'agognato ritorno di Manny Calavera.

Gli ultimi anni sono stati a dir poco prolifici per l'azienda, che ha proposto prodotti come Broken Age, Massive Chalice e RAD, un roguelike con ambientazione post-apocalittica realizzato in collaborazione con Bandai Namco. Pubblicato Psychonauts in the Rhombus of Ruin per i visori VR, la squadra di San Francisco si è concentrata sulla lunga gestazione di Psychonauts 2, ormai in dirittura d'arrivo sulle principali piattaforme. L'entrata negli Xbox Game Studios, avvenuta verso la metà del 2019, consentirà a Schafer di proporre i suoi prodotti a una vasta platea di giocatori su Xbox Game Pass, e di lavorare senza preoccuparsi di dover trovare fondi. Ora il game designer vorrebbe dedicarsi a una nuova IP ma l'arrivo di Brutal Legend 2 non è assolutamente da escludere, giacché più volte ha dichiarato di voler riprendere il franchise.

The Initiative

Nato con l'idea di formare un collettivo di veterani dell'industry per dar vita ai prossimi blockbuster di casa Xbox, The Initiative ha cominciato ad accogliere una serie di nomi importanti, a partire dal writer di Red Dead Redemption Christian Cantamessa, fino a Brian Westergaard, il producer del pluripremiato God of War.

Lo studio guidato da Darrell Gallagher, che peraltro vanta un curriculum impressionante, sta già testando la sua opera d'esordio, ma sia ben chiaro: potrebbero volerci anni prima che questa giunga sul mercato, come sembra lasciar intendere il design director Drew Murray. Stando alle dichiarazioni di Matt Booty, pare proprio che il gioco - descritto come "spaventosamente ambizioso" - verrà presentato nel corso del 2020 per mettere in luce la potenza grafica di Xbox Series X, e il talento di un team che potrebbe diventare la punta di diamante degli Xbox Game Studios.

inXile Entertainment

Matthew Findley e Brian Fargo hanno deciso di mettersi in proprio nel 2002 con la loro inXile Entertainment, impegnandosi a rispolverare le vecchie glorie di Interplay. Fregiandosi di ambientazioni in 3D, Bard's Tale narrava una storia ben lontana dalle nobili intenzioni cavalleresche, calando il giocatore nei panni di un uomo interessato alla moneta sonante e alle belle donne. Ultimato Hunted: The Demon's Forge, un'esperienza cooperativa in salsa dark fantasy, la compagnia si è dedicata al remake del Choplifter di Dan Gorlin.

Nell'aprile del 2012 inXile ha lanciato una campagna Kickstarter per finanziare lo sviluppo del sequel di Wasteland, raccogliendo quasi 3 milioni di dollari in poco tempo. Un simile budget ha permesso al gdr post-apocalittico di offrire un'esperienza di gioco degna dell'importanza del brand. Sempre tramite il crowdfunding inXile ha partorito Torment: Tides of Numenera, una sorta di seguito spirituale di Planescape: Torment.

Forse non brillante sul fronte dei combattimenti, la produzione faceva delle complesse relazioni tra i personaggi il vero fulcro dell'offerta ludica, in modo da accontentare gli appassionati dei giochi di ruolo più "puri". Acquisita da Microsoft sul finire del 2018, la squadra di Newport Beach ha ultimato lo sviluppo di The Bard's Tale IV a metà dell'anno seguente, riuscendo nel difficile compito di regalare agli estimatori un vero sequel del terzo capitolo. L'entrata nella scuderia di Redmond ha giovato moltissimo a inXile, che ha potuto rinviare di sei mesi l'uscita di Wasteland 3 senza alcun problema. Pur essendo mossa da Unity, la nuova iterazione della serie post-apocalittica vanta un comparto grafico d'alta classe e un level design in grado di massimizzare la verticalità degli scontri a fuoco. Non molto sappiamo del prossimo progetto dello studio, ma gli annunci di lavoro parlano di un entusiasmante GDR next-gen mosso dall'Unreal Engine 4.

Minecraft (Mojang)

Nel 2009 Markus Persson ha deciso di realizzare un clone di Infiniminer, un sandbox che chiamava a cercare minerali in mappe procedurali: non avrebbe mai potuto immaginare che il suo Minecraft sarebbe diventato il videogioco più venduto di tutti i tempi. Dal debutto sul finire del 2011 in poi, il fortunatissimo sandbox non ha mai smesso di crescere, grazie al costante supporto di Mojang, la compagnia di Persson.

Poco prima del lancio di Scrolls, Markus ha manifestato l'intenzione di vendere i diritti di Minecraft, che sono passati nelle mani di Microsoft quando questa ha rilevato l'intera Mojang per la "sommetta" di 2,5 miliardi di dollari. Sotto lo stendardo di Xbox Game Studios, la compagnia ha pubblicato un gioco di strategia a turni su sistemi Windows - si tratta di Crown and Council - per poi annunciare altri progetti legati al mondo di Minecraft.
Parliamo ad esempio di Minecraft Classic, un browser game basato sull'originale versione di Minecraft del 2009, e di uno spinoff in realtà aumentata sulla falsariga di Pokémon Go. Basato su creazione, esplorazione e sopravvivenza, Minecraft Earth è attualmente disponibile in Early Access su iOS e Android e potrebbe trasformarsi nel prossimo successo stellare di Mojang. Chiudiamo il cerchio con Minecraft: Dungeons, che anziché basarsi sul costruire, vedrà i giocatori cooperare assieme a tre amici per sgominare masnade di mostri in dungeon procedurali. La coloratissima esperienza co-op in Unreal Engine 4 arriverà ad aprile 2020 non solo sulle piattaforme Xbox ma anche su Nintendo Switch e PlayStation 4.

Ninja Theory

Il percorso di Ninja Theory è cominciato proprio sui lidi del colosso americano, che ha aiutato la fu Just Add Monsters a realizzare Kung Fu Chaos, un fighting party game giunto su Xbox nel 2003. Successivamente è stata Sony a interessarsi al gruppo britannico, consentendogli di ultimare quel che sarebbe diventato Heavenly Sword. L'ispirata avventura di Nariko per PS3 ha messo in luce il grande talento del team nel creare action game ma purtroppo non ha riscosso il successo sperato, cosa che ha provocato la fine della partnership con PlayStation.

Ispirato al romanzo cinese "Journey to the West", Enslaved Odyssey to the West narrava l'affascinante viaggio di Monkey in un mondo devastato dalla guerra, ma purtroppo ha seguito lo stesso iter dei titoli precedenti e non è riuscito a imporsi sul mercato. Infine Capcom ha riconosciuto la bravura del team e gli ha affidato DmC, una reinterpretazione della celebre saga di Dante e Vergil che si è rivelato un buon successo commerciale.

Da quel momento la compagnia si è aperta all'universo iOS con Fightback e ha collaborato con Disney Interactive al fine di sostentarsi e dar vita alla sua opera magna: Hellblade Senua's Sacrifice. La tribolata peregrinazione di Senua, spintasi al cospetto di Hela per riabbracciare il suo amato Dillion, è stata lodata da pubblico e critica, riuscendo al contempo a dimostrarsi effettivamente un "indie tripla A". L'interpretazione di Melina Juergens e la potenza del messaggio di fondo ne hanno fatto un gioiello capace di attirare l'attenzione di Microsoft che in seguito ha avallato lo sviluppo del sequel. Assieme allo stiloso fighting game multiplayer che risponde al nome di Bleeding Edge, lo studio sta creando Senua's Saga: Hellblade II, che - come abbiamo esposto nel nostro articolo - ha incantato la platea dei Game Awards 2019, lasciando trasparire la sua appartenenza alla prossima generazione di Xbox.

Obsidian Entertainment

Dopo aver militato in Black Isle Studios, Feargus Urquhart e Chris Avellone hanno aperto Obsidian Entertainment nel 2003. La neonata compagnia ha esordito con Star Wars Knights of the Old Republic II, sviluppato non senza difficoltà in poco più di un anno. Nonostante i numerosi contenuti tagliati, l'ambizioso titolo ha saputo meravigliare pubblico e critica, mentre l'azienda di Irvine stava per lavorare a Neverwinter Nights 2.

Accantonato il progetto Dwarves, lo studio californiano si è dedicato a un particolare Spy RPG che però non ha ottenuto i risultati sperati. Alle problematiche di Alpha Protocol si è aggiunta la cancellazione di Aliens: Crucible, che ha gettato nello sconforto la squadra di Urquhart. Per fortuna l'apprezzato Fallout New Vegas ha posto l'accento sulle fazioni che ne popolavano il mondo e su alcuni elementi che avevano caratterizzato le prime iterazioni della saga, guadagnandosi la stima dei fan. Uscito nel 2014 grazie all'aiuto di Ubisoft, South Park: The Stick of Truth ha riportato Obsidian sui binari giusti, complice una sceneggiatura degna della serie animata e il combat system "sfottò" da GDR a turni. Dopo aver convinto la direzione, Josh Sawyer e Adam Brennecke hanno lanciato una fortunata campagna Kickstarter per finanziare lo sviluppo di Pillars of Eternity, che è poi uscito nel 2015 per la gioia degli estimatori dei GDR classici. Con i successivi debutti di Tyranny e Pillars of Eternity II: Deadfire, il nome della squadra californiana ha continuato a risplendere nel solco del puro gioco di ruolo ma le cose stavano per cambiare. Mentre lo studio è stato acquisito da Microsoft infatti, erano già in corso i lavori su The Outer Worlds, il brillante action ruolistico ambientato in un distopico futuro in mano alle corporazioni.

Attualmente il nuovo membro degli Xbox Game Studios sta realizzando il simpatico survival Grounded e a quanto pare anche un nuovo GDR d'alta classe. Il misterioso titolo per console next-gen potrebbe essere mosso dall'Unreal Engine e offrire una visuale in prima persona, nonché una modalità multiplayer: che sia il prossimo The Outer Worlds?

Playground Games

Pur non avendo un glorioso passato alle spalle per questioni prettamente "anagrafiche", Playground Games è una delle realtà più promettenti degli Xbox Game Studios. Il collettivo di Trevor Williams e Nick Wheelwright è entrato sin da subito nelle grazie di Microsoft, sviluppando il primo Forza Horizon con l'ausilio di Turn 10. Pieno di bolidi da sogno, il corsistico ambientato in Colorado non era fondato sulle competizioni in pista, bensì sulla venerata arte dello street racing, fattore che di certo ne ha amplificato la popolarità. Con l'uscita del secondo e del terzo episodio, valsi a Playground le lodi di stampa e pubblico, la formula alla base della serie non ha fatto altro che migliorare, per poi ripresentarsi al meglio in Forza Horizon 4.

Tra le nuove supercar da sogno e le storiche leggende dei marchi più rinomati, l'ultima iterazione del brand ha calato gli aspiranti piloti in una rappresentazione fedele della Gran Bretagna "rurale", di fatto un'enorme mappa condivisa dai giocatori di tutto il mondo. Grazie a un pacchetto tanto ricco e affascinante, Forza Horizon 4 ha superato i 10 milioni di utenti, che ora fremono al sol pensiero di giocare al successore su Xbox Series X. Dato per certo l'arrivo di un nuovo capitolo, è d'obbligo menzionare il misterioso GDR a mondo aperto in sviluppo nel nuovo studio di Playground Games, che dalla metà del 2018 è entrata in famiglia Microsoft. Definito da Aaron Greenberg come una "grossa, grossa, esclusiva", questi potrebbe essere nient'altro che Fable 4: una risposta chiara in merito alla faccenda, in ogni caso, potrebbe arrivare all'E3 2020.

Rare

Nato 35 anni fa con l'obiettivo di sorprendere e intrattenere l'utenza, Rare è uno degli studi più longevi di sempre. Sintetizzarne la gloriosa carriera, dalla nascita di Battletoads e Killer Instinct, fino a GoldenEye 007, sarebbe impossibile, perciò preferiremmo partire dalla sua entrata in famiglia Xbox, avvenuta nel 2002 per la modica cifra di 375 milioni di dollari.

Il team britannico ha esordito sulla prima Xbox con Grabbed by the Ghoulies, una simpatica avventura in salsa Beat ‘em Up ambientata in una villa infestata da creature sovrannaturali. Prima di trasferirsi su Xbox 360 ha realizzato un remake di Conker's Bad Fur Day, impreziosendolo con un'inedita modalità multiplayer pensata per Xbox Live. I suoi Kameo: Elements of Power e Perfect Dark Zero, che di fatto era un prequel del capostipite della serie, sono usciti al lancio della seconda console Microsoft e hanno riscosso un discreto successo.

Dopo il debutto di Viva Piñata e Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts - incentrato sulla costruzione di veicoli - lo studio è andato incontro a una ristrutturazione interna e si è dedicato al supporto di Kinect, che come ben sappiamo ha faticato a decollare. La rinascita della sussidiaria è avvenuta in parallelo a quella della divisione Xbox, prima con l'arrivo di Rare Replay, una ricca compilation contenente anche Banjo-Kazooie e Banjo-Tooie e poi con Sea of Thieves, l'avventura multiplayer piratesca in cui solcare i mari con gli amici. Oltre al lodevole supporto post lancio legato a quest'ultimo citiamo il promettente reboot di Battletoads, che nel 2020 dovrebbe infiammare i cuori dei patiti di picchiaduro a scorrimento e il fresco d'annuncio Everwild, che dovrebbe trascinare i giocatori in un mondo dove la natura regna incontrastata.

Turn 10 Studios

Nata assieme al brand di Xbox, Turn 10 rappresenta un altro gruppo first-party di assoluta importanza. È al collettivo di Redmond infatti che dobbiamo la nascita e l'evoluzione di Forza Motorsport, la famosa serie di corsistici che ha ampiamente supportato tutte le console di casa Microsoft. Muovendosi sul binario della simulazione, il primo Forza è stato smussato per non risultare troppo complesso ed è stato pensato per essere una sorta di "car collecting game". Regalando gioielli grafici e competizioni adrenaliniche alla propria utenza, il brand non ha fatto altro che crescere e migliorare negli anni, giungendo in gran forma sui lidi di Xbox One.

Il recente Forza Motorsport 7 rappresenta il pinnacolo di una visione che non ha mai dato segno di cedimento e l'ambizione di un team che non vuole smettere di stupire. Con le sue 700 auto (al lancio) ottimamente riprodotte, il settimo capitolo ha messo in luce la potenza di Xbox One X, consentendo agli aspiranti piloti di partecipare a splendide gare in 4K e 60fps. Pur non potendo confermare questo nome, sappiamo che Forza Motorsport 8 è in sviluppo da tempo e probabilmente sarà uno dei titoli di lancio di Xbox Series X. La presentazione visiva next gen farà da cornice a un'esperienza forte di un nuovo modello di gestione degli pneumatici e delle sospensioni, pensato per accrescere il livello di simulazione.

Undead Labs

Entrata a far parte degli Xbox Game Studios nel 2018, Undead Labs è salita agli onori della cronaca col suo State of Decay, un action con diversi elementi survival in esclusiva per le piattaforme Microsoft.

Mosso dal Cry Engine 3, chiamava il giocatore a esplorare un vasto mondo e assicurare la sopravvivenza di un gruppo di persone: oltre a poter costruire un vero e proprio quartier generale, con annessi dormitori e altre aree, era possibile commerciare con gruppi esterni e reclutare nuovi sopravvissuti, a riprova di quanto l'opera prima di Undead Labs fosse lontana dai classici "giochi di zombie". Avendo superato il milione di copie, State of Decay imponeva l'uscita di un sequel, che infatti è approdato sui lidi di Xbox One nel 2018. Procedendo nel solco tracciato dal predecessore, il secondo capitolo ha ampliato e smussato la formula originale, al netto delle incertezze sul fronte del comparto tecnico. Grazie al nutrito supporto post lancio, la fanbase di State of Decay 2 ha continuato ad aumentare, e sono in molti a desiderare un'altra iterazione dell'IP. A tal proposito, il misterioso progetto Class4 di Undead Labs - che nel tempo è sparito dai radar - potrebbe spingere proprio in questa direzione ma al momento ci sembra prematuro parlarne.

Una valanga di esclusive

Se i numerosi progetti in seno agli Xbox Game Studios non dovessero bastare, sappiate che sono molte le realtà esterne attualmente impegnate sulle esclusive Microsoft. Pensiamo al Tell Me Why di Dontnod, il primo videogioco ad avere un protagonista Transgender, o all'evocativo Ori and the Will of the Wisps dei ragazzi di Moon Studios, che prima o poi potrebbero indossare la casacca verde di Xbox.

Ad aprile vedrà la luce il Gears Tactics di Splash Damage, uno strategico dedicato alla celebre saga in mano a The Coalition, ma questo non è che l'inizio: dal Microsoft Flight Simulator di Asobo Studio, fino a Tunic, 12 Minutes e Ooblets, il 2020 di Microsoft sembra tutto fuorché legato soltanto all'arrivo di Xbox Series X. Chiudiamo la carrellata con Crossfire X, primo titolo della serie ad approdare su console, che vanterà una campagna in singolo ad hoc realizzata da Remedy Entertainment.