Xbox punta forte sugli indie: occhio a Still Wakes the Deep

Il presente e il futuro di ID@Xbox attraverso quattro giochi molto differenti tra loro e decisamente peculiari, da Botany Manor a Nightscape.

Xbox punta forte sugli indie: occhio a Still Wakes the Deep
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Il programma ID@Xbox sta continuando a crescere e a supportare team talentuosi nella realizzazione e nella pubblicazione di produzioni più piccole, ma non per questo poco ambiziose. È ciò che è emerso dalla Digital Session di Microsoft a cui abbiamo preso parte, col Director di ID@Xbox, Guy Richards, che ha illustrato i traguardi raggiunti dall'iniziativa per poi lasciar spazio ai quattro titoli protagonisti dell'appuntamento: Nightscape, Botany Manor, Jump Ship e Still Wakes the Deep, l'intrigante horror in Unreal Engine targato The Chinese Room. Grazie ai nuovi filmati di gameplay inoltre possiamo fornirvi interessanti dettagli sui giochi in questione.

Un programma in espansione

Dalla sua nascita fino ad oggi, ID@Xbox ha permesso agli sviluppatori che hanno aderito al programma di guadagnare 4 miliardi di dollari in royalties, e non sta smettendo di crescere. Attualmente, attraverso il Developer Acceleration Program, i membri del team di Microsoft sono a lavoro con più di 150 creator provenienti da gruppi meno rappresentati, con più di 50 titoli originali che sono stati già lanciati, inclusi successi di critica come El Paso, Elsewhere.

Anche uno dei prodotti al centro della Digital Session, ossia Botany Manor, è stato realizzato in collaborazione con Xbox Developer Acceleration Program, a testimonianza della volontà di Microsoft di continuare a scoprire una moltitudine di talenti, meglio ancora se provenienti da scene di game development non tradizionali.

Titoli come Raji o Ancient Epic provengono dall'India, Coffee Talk Episode 2 arriva dall'Indonesia, mentre Nightscape è il titolo di debutto di Mezan Studios, collettivo con base in Qatar. In generale, al momento ci sono oltre 3500 titoli in sviluppo per Xbox e Windows attraverso il programma ID@Xbox, che provengono da più di 100 paesi. Proprio come nell'appuntamento dello scorso anno (qui il nostro speciale dedicato a ID@Xbox), Guy Richards ci ha tenuto a ribadire la centralità di Xbox Game Pass in questo processo, con gli sviluppatori che attraverso di esso possono proporsi a una community di 34 milioni di utenti (non a caso Still Wakes the Deep e Botany Manor si uniranno al catalogo del servizio sin dal day one).

Jump Ship, un titolo co-op sci-fi che pure abbiamo visto in azione, arriverà in Game Preview su Game Pass, per consentire agli addetti ai lavori di raccogliere del feedback prezioso e migliorare l'esperienza finale.

Nightscape

Il primo gameplay che ci è stato mostrato alla Digital Session era dedicato a Nightscape, opera prima di Mezan Studios. Alla direzione del team troviamo l'ex Crytek Tony Davis, mentre al timone del progetto c'è Hamad K, che attraverso il gioco vuole gettar luce sulla ricca cultura astronomica araba.

Al centro di questa avventura in 2.5D, con sezioni a scorrimento che si alternano ad altre un po' più libere in materia di movimenti, troviamo la giovane Layla e il suo dolce amico chiamato The Goat Kid. Grazie a un astrolabio magico dai grandi poteri, la protagonista dovrà riportare alle rispettive costellazioni le stelle cadute dal cielo, così da poter trovare la via di casa.

Non sappiamo di preciso cosa abbia fatto precipitare gli astri sulla terra, ma è lecito credere che il fenomeno sia correlato alle formazioni di oscurità in cui Layla è incappata durante l'esplorazione nel video di gameplay. Tra sotterranei di palazzi, antiche rovine, aree desertiche e brevi spezzoni su imbarcazioni di fortuna, il trailer ci ha dato un assaggio della varietà di scenari offerta dalla produzione, la cui palette cromatica sembra restituire la sensazione di trovarsi in un mondo pacifico, messo in pericolo da qualcosa di sinistro.

I nemici che si sono parati dinanzi a Layla al contrario non ci hanno particolarmente colpito per personalità estetica, ma è anche vero che oltre agli scorpioni oscuri di vari dimensioni non ne abbiamo visti altri. Nel filmato di gioco abbiamo avuto modo di vedere la risoluzione di semplici enigmi ambientali, con Layla che ha sfruttato i poteri che le sono stati offerti in dono dalle costellazioni già ricostituite. Ad esempio ha potuto far soffiare il vento contro un ponte per abbassarlo, o far piovere in una piccola area desertica per far alzare il livello dell'acqua, così da sfruttare una cassa di legno galleggiante per poter afferrare una sporgenza altrimenti irraggiungibile. Cibandosi di fiori, The Goat Kid può rinforzare le frecce della giovane (è così che ha potuto sconfiggere lo scorpione gigante in uno scontro piuttosto blando) o supportarla nel venire a capo degli enigmi ambientali: proprio quest'ultimo aspetto sembra avere un ruolo chiave nell'esperienza ludica, che speriamo possa riuscire a intrigarci nel corso di tutto il viaggio compiuto per "riaccendere" il cielo.

Botany Manor

Firmato Balloon Studios e in arrivo su PC e le due generazioni di Xbox il 9 aprile, Botany Manor è un peculiare cozy game nato dalla passione della Creative Director Laure de May per la botanica e... Tomb Raider. Da piccola la creativa amava restare tutto il tempo possibile nei livelli ambientati a villa Croft, e odiava il momento in cui doveva lasciarli per esplorare luoghi dimenticati e irti di insidie.

Il gioco è ambientato nel 1890 e ci chiamerà a vestire i panni di Arabella Greene, una botanica che dopo una lunga carriera si ritira nella sua gigantesca villa per studiare piante rare. Il maniero sorge in quel di Somerset, in Inghilterra, nota per la produzione di mele e di tutto ciò che ruota attorno al frutto, come il sidro. Nel video di gameplay, ci sono state mostrate varie zone interne ed esterne dell'abitazione, in una produzione che sembra riprodurre con assoluta cura l'oggettistica - si pensi ai microscopi e le boccette di tintura di iodio - il mobilio e le superfici tipiche dell'Inghilterra del diciannovesimo secolo.

Grazie a uno spezzone del gioco tratto dal capitolo 3 abbiamo potuto assistere ad alcune delle attività disponibili, che potrebbero fare la felicità degli appassionati di botanica.

All'inizio della demo Arabella si è diretta al frutteto della villa per iniziare le ricerche su una pianta nota come Pixie Tears e ha iniziato a raccogliere vari indizi da aggiungere al suo libro di botanica per capire come farla crescere al meglio. Non trattandosi di un esemplare provvisto di Cloroplasti (degli organuli che prendono la luce del sole e la convertono in zucchero attraverso la fotosintesi), la protagonista ha raccolto le mele corrette per poi schiacciarle con una pressa, in modo da ricavare del succo per nutrire la terra della pianta e dar modo alle sue radici di assorbire lo zucchero. Il team di sviluppo non voleva confezionare enigmi troppo complessi, e si è assicurato di fornire ai giocatori indizi sempre chiari per condurre gli studi di Arabella. È chiaro che per parlare con cognizione di causa dell'efficacia del gameplay dovremo confrontarci in prima persona con la produzione, ma le carte in regola per tirar fuori un titolo peculiare e rilassante sembrano esserci.

Jump Ship

Jump Ship è una space adventure in co-op PvE, attualmente in sviluppo presso Keepsake, team di 12 elementi con sede a Stoccolma. Grazie al materiale portato alla nostra attenzione abbiamo avuto un assaggio delle principali dimensioni della ricetta ludica, che vive di missioni coi "piedi per terra" portate avanti da squadre fino a quattro giocatori, ma anche di battaglie tra navicelle ed esplorazione di vascelli abbandonati nello spazio.

Quando in volo da una destinazione all'altra, i vari membri del gruppo sono chiamati a svolgere mansioni differenti, e magari destinate a mutare rapidamente in seguito a un attacco a sorpresa: un addetto alla gestione della Power Grid della nave potrebbe essere costretto a spegnere un incendio, mentre un altro potrebbe dover correre alla mitragliatrice per rispondere al fuoco nemico. Esplorare pianeti dalla superficie ghiacciata o desertica (e a quanto pare troveremo anche delle altre varietà nell'esperienza finale) e completare incarichi di difficoltà variabile porterà a ottenere risorse preziose, come pure delle componenti per personalizzare la nave.

Stando agli sviluppatori, quest'ultima sarà una sorta di personaggio di Diablo per gli utenti, che potranno applicare modifiche in fatto di armi, motori, schemi e colori. Anche gli alter ego dei giocatori potranno cambiare elmi o armature, e il team ha già dichiarato di voler ulteriormente ampliare questo segmento dell'offerta.

Armatisi fino ai denti sul ponte del loro vascello, i quattro compagni nel video della Digital Session hanno raggiunto un avamposto pieno di letali droni e ragni robotici, così da hackerare una porta blindata e depredare l'ampia sala dall'altra parte. Il processo di violazione si è fermato e un paio di elementi della squadra hanno dovuto portarlo avanti manualmente mentre gli altri combattevano. A vedersi la missione sembrava in grado di divertire, ma è difficile parlare con toni di certezza senza aver provato la solidità del gunplay o la piacevolezza legata al controllo della nave durante le fughe o le battaglie. Ad ogni modo, mentre i nostri stavano per fuggire si è aperto un portale nei pressi del loro vascello: ne sono fuoriusciti i pirati, che hanno assalito e inseguito il gruppo. Gli addetti ai lavori hanno fatto riferimento a missioni fatte a mano con elementi procedurali, in grado di renderle sempre diverse di volta in volta. Ci auguriamo insomma che l'imboscata dei pirati sia solo uno dei possibili bastoni tra le ruote pensati per complicare le cose. Ultimi ma non per importanza sono i nostri dubbi legati alla tenuta dell'esperienza in giocatore singolo, perché Jump Ship si può affrontare anche in solitaria. Senza compagni dalla nostra parte, quanto saranno appassionanti i nostri viaggi?

Still Wakes the Deep

A chiudere la presentazione ci ha pensato Still Wakes the Deep, ambizioso horror in Unreal Engine di The Chinese Room, un collettivo che ha già dimostrato il suo talento firmando titoli come Amnesia: A Machine for Pigs, Everybody's Gone to the Rapture e Dear Esther (qui la recensione di Dear Esther).

In una piattaforma petrolifera chiamata Beira D e situata nel mare del Nord, a largo della Scozia, vestiremo i panni di Caz, che in un giorno come tanti all'inizio del suo turno di lavoro viene colpito da una catastrofe di cui fatica a comprendere la causa. Qualcosa sembra produrre un impatto contro la piattaforma petrolifera, le comunicazioni col resto del mondo cessano e i colleghi di lavoro del protagonista iniziano a sparire, o a morire urlando, tra atroci sofferenze.

Nella breve sequenza di gameplay che ci è stata mostrata abbiamo visto il lavoratore ricongiungersi all'amico Roy, profondamente scosso da qualcosa e barricatosi in una sala mensa messa a soqquadro. Gli addobbi natalizi, visibili dal protagonista durante l'esplorazione delle claustrofobiche stanze della struttura, non hanno fatto che acuire la tensione, complice un sound design che promette di regalare brividi lungo la schiena.

Impegnato a trovare un passaggio sino alle scialuppe di salvataggio, per tentare di dare una possibilità di salvezza anche a Roy, Caz si è imbattuto nei cadaveri dei suoi colleghi, assicurati alle pareti dalla loro stessa carne e connessi a qualcosa di non meglio definito da quelli che definiremmo giganteschi vasi sanguigni, vivi e pulsanti. Come da conferme del team di sviluppo, in questo viaggio non potremo contare su poteri speciali o armi da fuoco: solo il sangue freddo ci permetterà di sfuggire agli orrori che ci attenderanno, in un'esperienza che offrirà ai giocatori meno esperti una modalità storia pensata per giungere alla conclusione del viaggio senza troppi problemi.

In aggiunta a un sistema di illuminazione di qualità, un elemento del titolo ad averci colpito è la cura con cui i ragazzi di The Chinese Room hanno riprodotto ogni minuzia della piattaforma petrolifera, dalle pareti arrugginite, passando per le pavimentazioni, fino agli strumenti di lavoro. Del resto gli sviluppatori hanno svolto ricerche meticolose legate alle piattaforme petrolifere degli anni ‘70 e intervistato chi al tempo ha lavorato su simili installazioni nel mare del Nord.

Il fatto che inizialmente questa disaster story sia stata definita "La Cosa su una piattaforma petrolifera" (parliamo del film diretto John Carpenter) non ha fatto che acuire la nostra curiosità, al pari della fine della demo, quando una creatura che non abbiamo potuto vedere ha fatto fuoriuscire dei tentacoli acuminati da un condotto nella lavanderia della piattaforma, cogliendo di sorpresa il povero Caz. Still Wakes the Deep arriverà il 18 giugno su Xbox e PC e speriamo di poterlo rivedere in azione presto, per sincerarci della bontà della caratterizzazione dei personaggi e per scoprire dell'altro su questo viaggio tra orrori e solitudine.