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Xbox Series X: quanto consuma la console Microsoft di nuova generazione

Pronti all'inizio della nuova generazione, abbiamo finalmente dei dati chiari sui consumi della nuova Xbox Series X.

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Siamo giunti all'alba della nuova generazione, e dopo un susseguirsi spasmodico di leak, informazioni varie più o meno confermate e dati certi rilasciati da Microsoft, abbiamo finalmente un quadro abbastanza completo su quanto potrà offrire la nuova generazione, quantomeno in termini di prestazioni e consumi. Come avrete notato, a differenza di quanto accadeva in passato, la comunicazione ha cominciato a tirare in ballo tutta una serie di termini che fino alla scorsa generazione venivano quasi totalmente ignorati, come architettura, nanometri e ottimizzazione tra prestazioni e potenza erogata. Ma quanto questi aspetti andranno a incidere sulle routine ludiche degli utenti e perché è importante andare ad approfondire questi concetti?

La potenza è nulla senza controllo

Chiariamo subito un concetto: Il rapporto tra l'energia necessaria ad "animare" qualsiasi tipo di microprocessore o circuito è direttamente proporzionale al calore che quest'ultimo andrà a generare (a tal proposito, approfondite i risultati dei nostri test sulle temperature di Series X). È di tutta evidenza che riuscire ad ottenere il massimo delle prestazioni con il minimo consumo di energia è l'obbiettivo che ogni ingegnere si prefigge in fase di progettazione al fine di limitare il calore generato e il conseguente impiego di sistemi di dissipazione sempre più costosi, voluminosi e rumorosi.

I traguardi tecnologici dei recenti processi produttivi a 7nm molto meno esigenti in termini di energia assorbita e coadiuvati da sistemi di raffreddamento sempre più efficienti, hanno dato modo ai progettisti di creare SoC con un numero di transistor sempre maggiore e di conseguenza sistemi più veloci, silenziosi e performanti.
Una miglior gestione energetica delle nostre macchine da gioco quindi non è mai un parametro fine a sé stesso ed è legato indissolubilmente a prestazioni ed esperienza utente, in pratica è una conditio sine qua non per ogni traguardo tecnologico.
Prima di cominciare a snocciolare dati riguardanti il nuovo monolite della casa di Redmond è bene fare un passo indietro per riuscire a inquadrare nel migliore dei modi le conquiste tecnologiche della prossima generazione.

L'era dell'ottimizzazione

L'Xbox 360 arrivata sugli scaffali alla fine del 2005 era un piccolo gioiello: lo sviluppo semplice e un'architettura accessibile - rispetto a quella complessissima del Cell di PS3 - decretarono un grande successo di critica e pubblico. La macchina era mossa da un processore IBM triple-core 64-bit su architettura PowerPC con un processo produttivo a 90 nm.

La prima versione della 360, nome in codice Xenon era una console che sicuramente non faceva dell'ottimizzazione energetica il suo cavallo di battaglia: da spenta la console aveva un consumo di 2.3w generato dal grosso alimentatore esterno, e appena accesa - anche se ferma sulla dashboard - arrivava a consumare ben 155.7w, un valore elevatissimo se rapportato ai traguardi delle moderne architetture. Basti pensare che avviare un gioco come Gears of War 2 aumentava i consumi fino a 177w.

Dopo una manciata di anni, e un buon numero di modelli intermedi, l'architettura di 360 ha raggiunto la sua maturità tecnologica con il modello Slim, nome in codice Trinity, uscita nell'estate 2010. Il processo produttivo a 45nm e una serie ottimizzazioni al SoC hanno di fatto dimezzato anche i consumi: la console in Idle consumava poco più di 70w, mentre con Gears of War 2 il valore si attestava sugli 88w, un risultato straordinario se pensiamo alla situazione di partenza.

Con Xbox One Microsoft ha fatto un ulteriore passo avanti in termini di ottimizzazione e consumi. La console, che per la prima volta introduce l'architettura x86-64 (ormai da anni standard PC) su SoC Jaguar di AMD, a fronte di una potenza decisamente aumentata rispetto alla 360 ha abbassato ulteriormente i consumi medi.

L'adozione di nuove tecnologie di efficientamento ha portato i consumi in Idle a 48w sulla console D1 e a soli 25w sulla One S, basata su un processo produttivo a 16nm (contro i 28nm della versione base).
Nelle fasi di gioco, utilizzando Doom come strumento di benchmark, le console consumano rispettivamente 110W e 70w.

Le nuove frontiere dei consumi

I test che abbiamo avuto modo di svolgere sulla nuova ammiraglia di Microsoft mettono in evidenza la bontà delle soluzioni adottate e del SoC scelto come cuore della macchina: la potente architettura sviluppata su base RDNA 2 di AMD e il processo produttivo a 7 nm garantiscono un rapporto tra consumi e prestazioni davvero interessante.

La console in standby consuma 0.4w, mentre se scegliamo di sfruttare le feature di accensione immediata e download automatici durante lo standby il consumo è di 27-29w.
Sebbene i consumi in idle sulla dashboard (57w) siano sostanzialmente in linea con quelli rilevati su Xbox One X (62w), e aumentino di soli 0.2w durante i download di contenuti multimediali in entrambi i casi, è in fase di gameplay che la situazione cambia sensibilmente.
Abbiamo testato Control sia su One X che su Series X, e la scelta è ricaduta sul titolo Remedy perché questo - allo stato attuale - è privo di patch specifiche per la nuova generazione, con un engine bloccato a risoluzione e frame rate fissi (render a 1440p upscalato a 4k e 30 fps). Questo vuol dire che il gioco offre prestazioni sostanzialmente identiche su entrambe le macchine (fatta eccezione per una maggiore stabilità su next-gen), e l'unica differenza rilevabile è quindi quella dei consumi, che si attestano tra i 160 e i 170w su One X, contro i 120-130w di Series X. Risultati molto simili a quelli registrati con Doom Eternal a 60 fps e 1800p (upscalati a 4k su entrambe le console): 180-190w su One X e 135-145w su Series X, con un risparmio di oltre il 25% per le stesse prestazioni.

Illuminante è inoltre il comportamento della nuova architettura alle prese con Dirt 5. Il titolo Codemaster è uno dei primi a sfruttare - seppur con risultati altalenanti, come raccontato nella nostra prova di Series X - alcune feature della nuova generazione, capace di raggiungere un frame rate raddoppiato rispetto alla precedente: il dato più interessante è quello della consistenza dei consumi, che variano tra i 155 e i 165w sia nella modalità a 60 fps che in quella a 120.

Sicuramente si tratta di un aspetto che dovremo approfondire quando avremo a disposizione un ventaglio maggiore di titoli che sfruttino le caratteristiche della next-gen, ma ipotizziamo che le frequenze bloccate, vanto di Series X, e il downgrade qualitativo, necessario a generare un numero così elevato di frame, aiutino a mantenere costanti i consumi.

Ma, in definitiva, questa next-gen quanto pesa sulla bolletta? Partendo dal presupposto che 1 kWh in media in Italia per la sola componente energetica costa circa 0,050€ e a fronte di costi di trasporto e accise può arrivare a costare da 0,19€ a 0,49€, tenere la nostra console in standby con le feature di download automatici e accensione immediata per un anno potrà costare da 46€ a 120€, mentre giocare per lo stesso periodo a un titolo come Dirt 5, per un paio di ore al giorno, potrà costare da 21€ a 56€. Un miglioramento netto rispetto al passato, insomma, che ci mostra un lato della next-gen non particolarmente dibattuto ma sicuramente interessante.