Xbox Series X: il design della console e del controller visti da vicino

Il primo contatto con l'attesissima ammiraglia next gen di casa Microsoft: uno sguardo dal vivo alla console e al controller.

Xbox Series X provata: prime impressioni
Speciale: Xbox Series X
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Vista dal vivo, Xbox Series X fa un effetto piuttosto particolare. È un oggetto che ha il merito di farsi notare e al tempo stesso di ambientarsi in maniera composta, confondendosi con l'eleganza implicita di chi non vuol essere una primadonna al centro dei riflettori. A colpire sulle prime sono ovviamente le sue linee squadrate, i suoi spigoli rigorosi, i suoi angoli retti: forme compatte che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare da ormai diversi mesi, che di persona fanno esattamente l'effetto "monolite" che ci potrebbe attendere (a proposito di aspettative, vi rimandiamo alla nostra anteprima e prova di Xbox Series X).

Certo, soltanto di persona si possono cogliere appieno le dimensioni a sorpresa abbastanza generose dell'hardware: un prisma alto 30.1 centimetri, largo e profondo 15.1, che nonostante l'altezza identica a quella di Xbox One X finisce per dare tutta un'altra impressione rispetto al predecessore. Una sensazione di presenza e di concretezza resa ancor più palpabile dal considerevole peso di 4.45 chilogrammi - che, credetemi, si sentono davvero tutti nel maneggiarla.

Questione di feeling

A livello di finiture e materiali è il prodotto senza fronzoli che ci si potrebbe aspettare: un trionfo di minimalismo e sobrietà che punta all'essenziale. La plastica dello chassis è similissima a quella di One X, anche se leggermente più chiara: intendiamoci, Series X è scura, decisamente scura, ma non in tutto e per tutto nera (siamo più dalle parti di una gradazione molto intensa di grigio). Da segnalare la facilità con cui Series X è avvezza a sporcarsi: basta sfiorarla o poco più per vedere apparire sulle sue superfici satinate aloni e ditate indesiderate, e bisogna anche fare una certa attenzione perché l'ex Project Scarlett sembra abbastanza incline ai graffi.

Posizionandola in verticale - non a caso il modo in cui è tradizionalmente raffigurata dalla stessa Microsoft - Series X si concede un unico, grande vezzo: la griglia concava che si trova sulla sommità della console, dirompente elemento di organica morbidezza in un contesto di linee nette. Seppur comunque coeso col resto del design, quel particolare dettaglio dà carattere e cattura indiscutibilmente lo sguardo, anche e soprattutto per merito di una vera e propria illusione ottica con un che di magico.

La parte inferiore degli ampi fori inseriti per garantire l'abbondante (de)flusso d'aria presenta infatti una finitura verde acceso, che a seconda dell'angolazione con cui si guarda la console fa apparire sulla sommità della macchina un cerchio verde più o meno ampio che in realtà non esiste affatto. Insomma, niente LED troppo sopra le righe o strani doppi fondi: l'effetto è particolarissimo e inatteso, e sulle prime vi capiterà più e più volte di avvicinarvi e allontanarvi dalla console solo per il gusto di vedere apparire e sparire il suddetto cerchio.

Osservando Series X dall'alto, ma anche attraverso i fori posti sul retro e nella parte bassa, è possibile notare quanto la console sia in realtà insolitamente "nuda": le griglie di aerazione permettono infatti di sbirciare con curiosità all'interno, lasciando intravedere non soltanto la gigantesca ventola montata sulla sommità, ma anche uno scheletro fatto di componenti che di solito rimangono ben nascosti alla vista.

Se Xbox Series X convince eccome in formato verticale, lo stesso non si può certo affermare sistemandola di lato: in orizzontale la console perde infatti tutto il suo naturale slancio verso l'alto e la sua leggerezza, schiantandosi a terra quasi come spiaggiata.

Disponendola in orizzontale si perde il peculiare incantesimo della griglia verde, ma soprattutto sul lato opposto fa la sua inevitabile comparsa una goffa base circolare (altrimenti nascosta in maniera esemplare) inserita per sollevare la macchina e garantirne il raffreddamento attraverso la circolazione dell'area. Una basetta su cui peraltro figura un simpatico Easter Egg: la microscopica scritta "Xbox - Hello from Seattle", a testimoniare ancora una volta l'attenzione al dettaglio messa in campo dal team Microsoft.

In definitiva, il primo contatto in termini di design si è dimostrato decisamente positivo: Series X ha carattere e personalità, per una console che saprà stupire col suo connubio tra minimalismo al potere e guizzi di fantasia. Certo, se possibile evitate di metterla in orizzontale.

La potenza è nulla senza controller

La parola chiave del controller di Series X è certamente "tradizione". Il pad Xbox, da ormai due generazioni uno dei grandissimi punti a favore del gaming marchiato Microsoft, non aveva certo bisogno di rivoluzioni copernicane o di chissà quali stravolgimenti, dunque si è scelto di continuare sul percorso efficacemente intrapreso nel corso degli anni.

A livello di forme e di ergonomia la sensazione di assoluta familiarità è senza dubbio confortevole: ci si sente immediatamente a casa, e le differenze appaiono davvero minime. Il lavoro sul controller è stato insomma principalmente di rifinitura, di piccoli aggiustamenti in termini di dettagli più o meno di contorno.

Il più significativo, quello che si avverte non appena si impugna il pad, riguarda la superficie zigrinata sul retro, sui grilletti e sui tasti dorsali LB e RB: una texture in rilievo a trama diamantata che permette di avere una presa decisamente migliore sul controller, afferrandolo con un'impugnatura ancora più salda. Di nuovo, niente di epocale, anche se una volta fatta l'abitudine c'è da scommettere che sarà difficile rinunciare a questa feature.

L'inserimento del tasto Share, sul modello di quanto visto durante l'attuale generazione su PlayStation 4, è una novità che si commenta da sola: l'idea è quella di rendere la condivisione via social ancora più istantanea e più agevole, dedicando un pulsante solo e soltanto a questa funzione (come spiegato meglio in questa news dedicata al tasto share del joypad di Xbox Series X).

L'ultima grande novità riguarda invece il d-pad: più che una croce direzionale standard una superficie sfaccettata, ripresa 1:1 dalla soluzione vista sul Controller Elite. Con una sostanziale differenza rispetto al pad "pro" di Microsoft, ovvero il materiale (che in questo caso è plastica al posto del metallo). Una trovata particolare e un po' sopra le righe, che se a livello di feeling sembra comunque avere una suo perché, ben difficilmente potrà soddisfare i puristi dei picchiaduro.

Insomma, un joypad che punta a confermarsi in tutto e per tutto, anche a livello di resistenza degli analogici e dei trigger dorsali (che non sono cambiate rispetto a Xbox One), sorprendendo con piccoli aggiustamenti nell'usabilità piuttosto che con esasperati salti generazionali.

Xbox Series X Aspettando di testare con mano il software, vale a dire l'elemento sempre capace di fare una differenza fondamentale quando si parla di videogiochi, il primo approccio con la prossima generazione Microsoft si è rivelato decisamente positivo: Xbox Series X conferma le buonissime impressioni in termini di design, per una console capace di distinguersi senza bisogno di strafare. Un oggetto che punta alla sobrietà di uno stile minimal piuttosto che ai fuochi d'artificio, riservandosi comunque qualche piacevolissima sorpresa (l'effetto ottico della griglia verde nella parte superiore è da guardare ancora e ancora, perché ha sempre il suo fascino). Continuate a seguirci su queste pagine, perché nelle prossime settimane ne vedremo delle belle: il nostro viaggio nella next gen è appena iniziato, allacciate le cinture!