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Xbox Showcase Gamescom 2017: impressioni sull'evento Microsoft

Microsoft apre la Gamescom con uno Showcase della durata di 90 minuti: ecco le nostre impressioni sull'evento Xbox.

speciale Xbox Showcase Gamescom 2017: impressioni sull'evento Microsoft
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Anticipato da una certa dose di hype, alimentato dal tono di un annuncio che, a bocce ferme, non possiamo che definire fuorviante, la plurivociferata conferenza pre-Gamescom di Microsoft si è concretizzata in una sequela, largamente autoreferenziale, di autocelebrazione mista ad annunci di scarso impatto. Un peccato veramente imperdonabile, considerando le circostanze "ambientali" di questo evento da dimenticare.
Vista l'assenza, relativamente parlando, della concorrenza di Sony e Nintendo, Microsoft non aveva alcuna reale necessità di presentarsi all'appuntamento della Gamescom con un live show di 90 minuti, eppure il colosso di Redmond ha ugualmente deciso di aprire le danze della kermesse tedesca con un sorta di lunga chiacchierata da salotto con l'anima di un digital event, la durata di una conferenza e la pesantezza di una porzione da caserma di peperonata.
Un passo falso che sfida ogni comprensione, specialmente dopo un E3 che aveva messo in forte dubbio le qualità comunicative del team di Xbox, tra esclusive non esclusive, "actual gameplay" fortemente sospetti, aggiornamenti 4K miracolosamente gratuiti e, soprattutto, una ritmica intorpidente, inadatta alla natura dell'evento. Sin da subito, la formula del talk show è apparsa dissonante, confusionaria, anche perché priva di qualsivoglia naturalezza o spontaneità.

Da una parte abbiamo Maxi Graff e Graeme Boyd, due dipendenti di Redmond, e dall'altra Julia Hardy che, pur essendo l'unica giornalista del trio, è anche quella che mostra la determinazione più adamantina nel tentare di convincere gli spettatori, tra ammiccamenti e parentesi bambinesche, dell'indiscutibile bontà dell'offerta di Microsoft. E in effetti, qualche spunto d'interesse c'è, e pure gagliardo: i pad personalizzati dell'Xbox Design Lab in arrivo anche in Italia, il sempre meraviglioso Cuphead, un gestionale nuovo di pacca legato al brand di Jurassic Park, una retrocompatibilità in continua espansione multigenerazionale, nonché la possibilità di trasferire facilmente giochi, app e salvataggi su Xbox One X. Ecco, c'è anche da considerare che Microsoft si prepara a lanciare sul mercato, da qui a qualche mese, la "console più potente di sempre", un piccolo gioiellino tecnologico che, stando ai claim di Redmond, sarà l'unica in grado di offrire la vera esperienza del 4K nativo.

Il problema rimane però sempre lo stesso, ovvero la drammatica carenza di contenuti realmente in grado di giustificare l'acquisto della nuova piattaforma. Ad oggi, l'unica cartuccia da sparare su quel fronte è quella meraviglia tecnica di Forza Motorsport 7, ma parliamo comunque di un titolo che anticiperà l'esordio di Xbox One X di oltre un mese e che, da sola, faticherà ad appagare le velleità degli acquirenti della prima ora. Come ribadito in "conferenza", non mancheranno le patch - rigorosamente gratuite - per titoli come Quantum Break e Halo 5, nonché novità come la versione rimasterizzata (e qui scatta il brivido) di ReCore, gratuita per i possessori del titolo originale, ma non serve certo un analista esperto per rendersi conto che, nel quadro percettivo del mercato videoludico di massa, le piattaforme di Xbox continuano a subire per la sostanziale povertà sul fronte delle esclusive.

I titoli multipiattaforma gireranno meglio su Xbox One X?

Ancora è presto per dirlo, ma anche se così fosse vale la pena di ricordare che il piccolo mostro di potenza di Microsoft rimane comunque indissolubilmente ancorato alla sua natura di macchina mid-gen, e pertanto alle necessità della fetta più abbondante della base installata su macchine "standard".
Sulle note di questa sinfonia della fuffa, ogni passaggio del talk show ci è sembrato dettato dall'anti-strategia di un team che pare aver perso la bussola, tanto dal punto di vista comunicativo quanto da quello di una pianificazione produttiva che sembra mancare di una direzione netta, definita, e si trascina stancamente di appuntamento in appuntamento, incapace di lasciare il segno.

Pur dando per buone queste impressioni, il lassismo con il quale il team di Xbox ha affrontato l'apertura di questa Gamescom, quasi fosse una propaggine vestigiale della fiera losangelina, accende anche un altro campanello di allarme. Nel calendario ormai congestionato degli appuntamenti estivi, l'evento di Colonia sembra ormai aver perso, per gli addetti ai lavori, molta della sua rilevanza.