Xenoblade Chronicles Definitive Edition: le differenze tra Wii e Switch

Xenoblade Chronicles Definitive Edition porterà su Nintendo Switch una versione graficamente aggiornata (e non solo) del gioco per Wii.

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  • Xenoblade Chronicles: Definitive edition è a conti fatti una vera e propria opera di restauro del titolo uscito su Nintendo Wii nel 2011. Sebbene l'edizione definitiva sia nata con il palese intento di trasportare inalterata su Switch l'esperienza originale, quello di Monolith Soft è un lavoro rispettoso ma ricco di novità pensate per migliorare l'esperienza complessiva. Si tratti di elementi macroscopici, come la rinnovata veste grafica, o di piccole migliorie che noteranno solo i fan di vecchia data, in questo articolo andremo a mettere in evidenza tutte le aggiunte degne di nota che abbiamo trovato durante la prova delle prime ore di gioco.

    Il primo impatto

    Il primo grande cambiamento, ovviamente, lo si nota subito: il motore grafico di gioco è stato riscritto da zero, donando una nuova linfa all'impatto visivo di Xenoblade Chronicles. Ogni singolo elemento ha subito un pesante processo di restauro, dai modelli poligonali ora molto più complessi, alle texture in alta definizione. Tutto concorre a una pulizia grafica di un certo livello, soprattutto se si pensa alle capacità dell'hardware Switch. E sebbene la resa dei personaggi, ora graziati da uno stile molto simile a quanto visto in Xenoblade Chronicles 2, segni un netto passo in avanti rispetto alla rigidità dei volti su Wii, a rubare letteralmente la scena sono i paesaggi che attraverseremo durante il pellegrinare di Shulk e compagni.

    Gli scorci iconici del Titano Bionis, come la piana di Gaur, tornano in tutto il loro maestoso splendore, rendendo l'esplorazione delle sconfinate mappe di gioco una vera gioia per gli occhi. Alla classica distanza di visuale estesa fino all'orizzonte, che sebbene mantenga un buon livello di dettaglio in lontananza è ancora afflitta da un vistoso effetto pop up, si unisce una ricca vegetazione credibile nella sua animazione e un sistema di illuminazione che accompagna egregiamente la scansione del ciclo giorno/notte. Grazie anche a una palette cromatica dai colori accesi e vibranti, e a un ottimo uso dell'anti-aliasing che va a eliminare uno dei più grandi difetti della grafica su Wii, il design ambientale trova la sua forma più compiuta in questa Definitive Edition.

    Si nota anche una certa esperienza da parte del team di sviluppo, che dopo Xenoblade Chronicles 2 è stato in grado di ottimizzare il motore grafico anche in portabilità che, nonostante soffra di un inevitabile ridimensionamento qualitativo rispetto alle prestazioni in modalità fissa, risulta ora molto più stabile. Non per questo però c'è da aspettarsi uno stravolgimento radicale dell'impatto visivo, i luoghi che andremo a visitare sono esattamente quelli di un decennio fa. Così come le scene di intermezzo non presentano alcuna modifica a livello registico. Lo stesso parametro lo si può applicare a tutto l'impianto grafico: si tratta di un miglioramento e non di una reimmaginazione.

    Da non sottovalutare poi anche l'impegno riposto nell'aggiornare l'impianto audio. Anche qui, in bilico tra modernità e tradizione, tutte le musiche sono state riarrangiate in modo molto fedele rispetto all'esecuzione originale, mentre i dialoghi sono rimasti inalterati. Monolith Soft però ha pensato di lasciare piena libertà al giocatore e quindi in qualsiasi momento sarà possibile scegliere, tramite un menù dedicato, quale delle due colonne sonore accompagnerà le sessioni di gioco e inoltre anche se dare spazio al doppiaggio inglese o a quello giapponese.

    Combat System e menù

    Gli amanti del sistema di combattimento di Xenoblade Chronicles avranno di certo tirato un sospiro di sollievo nello scoprire che il gameplay, a differenza del comparto tecnico, non ha subito nessun sostanziale aggiornamento. Ad essere stata riscritta praticamente da zero è stata l'interfaccia utente, una scelta più che sensata da parte di Monolith Soft: l'intento è quello di rendere il meno confusionaria possibile un'esperienza di gioco così vasta, complessa e stratificata da essere in grado di mettere in crisi anche il più navigato dei giocatori.

    L'impianto action del titolo non deve trarre in inganno, perché dietro agli automatismi di Xenoblade c'è un continuo sovrapporsi di statistiche e meccaniche di gameplay che possono sfuggire durante le prime ore di gioco. Per questo per la Definitive edition si è preferito un approccio il più didascalico possibile con tutorial e schede di spiegazione che introdurranno tutti i concetti fondamentali alla base del combattimento e dell'esplorazione in modo costante e graduale.

    Questa volta però le informazioni sono state riorganizzate con l'intento di rendere tutto più chiaro e leggibile, oltre che di facile accesso. I vari menù di gioco non verranno più richiamati tramite delle icone nella parte bassa dell'interfaccia ma attraverso la pressione del tasto X che porterà in una ben più classica schermata nella quale si potranno gestire statistiche dei personaggi e composizione del party, equipaggiamento, inventario e oggetti collezionabili.

    Tutto il loot recuperato sarà organizzabile secondo criteri utili in determinate circostanze: ad esempio all'interno dei negozi potremo mettere in ordine di valore, crescente o decrescente, gli oggetti in vendita o i potenziali acquisti. Tramite un ripensamento totale delle varie finestre e della loro disposizione, la navigazione è veloce e immediata ma il destreggiarsi in questa mole impressionante di informazioni rimane comunque un compito di non facile portata, a cui gli utenti dovranno abituarsi strada facendo. Ci sono poi delle piccole aggiunte, come la presenza di un secondo menù dell'equipaggiamento dedicato esclusivamente agli oggetti cosmetici, che faranno la felicità dei giocatori di vecchia data che troveranno così dei validi motivi per esplorare a fondo tutto quello che il gioco ha da offrire.

    Mappa ed esplorazione

    A proposito di esplorazione, anche la gestione della mappa è stata ritoccata in modo significativo. Ora è possibile richiamare tramite la pressione dello stick sinistro una mappa on screen che occuperà, in trasparenza, gran parte della visuale consentendo al giocatore di orientarsi durante gli spostamenti. Altrimenti sarà possibile, con il tasto Y, richiamare una mappa a tutto schermo esplorabile nel dettaglio, grazie alla quale poter usufruire del viaggio rapido tra i vari punti di interesse già scoperti in precedenza.

    Anche la mini mappa in alto a destra dell'interfaccia presenta degli interessanti miglioramenti: non solo c'è una gestione più consistente delle icone relative alle missioni ma ora l'indicatore di direzione - una freccia rivolta sempre verso l'obiettivo accompagnata da un numero a segnalare la distanza da esso - ha lasciato il posto ad un ben più comodo tracciato da seguire all'interno della mappa. Le grandi distanze poi possono essere affrontate, oltre che con gli spostamenti immediati, anche bloccando il leader del party in un'animazione di corsa senza il bisogno di direzionare la levetta.

    Xenoblade Chronicles Definitive Edition Tutte queste sono piccole aggiunte pensate esclusivamente per perfezionare un gioco che, agli occhi di Monolith Soft, non ha bisogno di essere stravolto per risultare godibile ancora oggi. Si tratta di testimonianze attive dello sforzo che è stato riposto nel confezionare la Definitive Edition, operazione che va oltre il semplice e “pigro” remaster. Se con l'inclusione dell'epilogo aggiuntivo “Future Connected” c'è la palese intenzione di non alienare il pubblico che ha già giocato all'opera originale o che magari ha conosciuto solamente il suo seguito, è con la cura nei minimi dettagli, negli aggiustamenti di fino, che emerge la volontà di rendere giustizia a un capolavoro come Xenoblade Cronichles, pronto a tornare nella sua edizione definitiva.

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