Yakuza: Kazuma Kiryu, la leggenda del Dragone

Yakuza 6: The Song of Life giunge finalmente sugli scaffali occidentali: per l'occasione, ripercorriamo la storia di Kazuma Kiryu, il Drago di Dojima.

speciale Yakuza: Kazuma Kiryu, la leggenda del Dragone
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • La vicenda umana di quello che verrà conosciuto, temuto e rispettato come il Dragone di Dojima racchiude tratti epici e tragici, degni della miglior epopea eroica di stampo nipponico. Kazuma Kiryu è una figura ormai iconica, per tutti i videogiocatori. Ispira ammirazione, con i suoi valori positivi; è n pilastro indiscusso e indiscutibile di una saga che, nel corso degli anni, è riuscita ad abbattere le barriere culturali e ad annullare distanza che tradizionalmente separa la realtà giapponese dal resto del mondo. Kazuma Kiryu è Yakuza. E Yakuza è Kazuma Kiryu. Certo, sarebbe un grossolano errore ridurre in questo modo il fascino di una saga oramai consegnata dai propri creatori all'avvolgente abbraccio dell'immortalità.
    Ogni singolo attore, in questa tragedia in più atti, gioca un ruolo fondamentale, imprimendosi in maniera indelebile nella memoria dello spettatore. Inoltre, anche i luoghi in cui si sviluppano le vicende giocano un ruolo da protagonisti e contribuiscono a rendere indimenticabile ogni istante vissuto in compagnia del Dragone. Il destino di quest'ultimo si lega a doppio filo alle vicissitudini di uno dei più potenti clan del Giappone: la famiglia Dojima. E questo accade sin dall'infanzia, ovvero sin dal suo arrivo all'orfanotrofio Sunflower, punto focale dell'intera esistenza dell'eroe. In occasione dell'uscita di Yakuza 6: The Song of Life sui nostri scaffali, il capitolo che conclude definitivamente la storia criminale di Kazuma, proviamo quindi a ripercorrere per filo e per segno tutte le strepitose vicende di cui è stato protagonista.

    La Carpa e il Dragone

    La carpa, in terra nipponica, è un simbolo venerato come rappresentazione terrena di forza, virtù e perseveranza. Questo perché è un pesce che ha la capacità di nuotare controcorrente e risalire i fiumi in condizioni avverse. Trasposto nel linguaggio umano, significa che quella creatura ha la capacità di seguire la propria strada e superare le avversità, indipendentemente dalle condizioni in cui si trova a dover nuotare. Esiste una leggenda popolare cinese, che narra di come una carpa sia riuscita a risalire il fiume Giallo sino ad arrivare alla Porta del Drago, superata la quale essa si trasforma in un dragone, acquisendo il dono dell'immortalità. La Carpa e il Dragone: due simboli che in Yakuza rappresentano due antipodi di una vicenda eterna.

    Non è un caso che essi siano tatuati sulla schiena di due giovani cresciuti come fratelli al Sunflower Orphanage. Da un lato c'è Akira Nishiki, la "Carpa", colui che, solitario, nuota controcorrente e scala senza mai guardarsi indietro i ranghi del Clan Dojima. Dall'altro c'è il Dragone di Dojima, per l'appunto, Kazuma Kiryu. Quest'ultimo è il predestinato. Personificazione di forza, giustizia e perseveranza, diverrà un faro e il miglior uomo del clan. Ma facciamo un salto indietro nel tempo.
    Classe 1968, Kiryu perse i genitori in giovane età e crebbe nell'orfanotrofio Sunflower dove incontrò Akira Nishikiyama, amico fraterno e fratello inseparabile.
    Shintaro Kazama, Capitano della Famiglia Dojima e Patriarca della Famiglia Kazama, divenne il padre adottivo di entrambi. Kazama prese a cuore il destino dei due, allevando Kiryu come un figlio. Quando Kiryu si diplomò con il sostegno e la guida di Kazama, lui e Nishiki furono introdotti nella famiglia Dojima, la più potente affiliata del clan del Tojo.

    I primi passi nella malavita (Yakuza 0)

    Appena ventenne, Kiryu è già un promettente rampollo del clan Dojima, anche se ancora si diletta con attività di poco conto, come il recupero crediti per uno strozzino. Gli anni '80 del secolo scorso sono stati un periodo di irrefrenabile progresso per il Giappone e anche la Yakuza fa affari d'oro con lottizzazioni e investimenti spericolati, tenendo in pugno i vizi dei giapponesi. Di Yen ne girano in abbondanza, in quegli anni, così come i guai che per Kiryu non tardano a presentarsi.

    Tutto nasce dall'omicidio di un uomo da cui lo stesso Dragone di Dojima ha riscosso un debito per conto dello strozzino del clan. Keiji Shibusawa, Daisaku Kuze e Hiroki Awano, tre Luogotenenti della famiglia Dojima, lo accusano dell'omicidio di un civile (leggerezza imperdonabile per il codice Yakuza) e dei problemi connessi al ritrovamento del corpo, rinvenuto proprio in un lotto di terreno su cui il clan aveva messo gli occhi. Shintaro Kazama, purtroppo, si trova in prigione e non può proteggere il proprio figlioccio. L'unica cosa che può fare è autoaccusarsi dell'omicidio e distogliere l'attenzione dei membri più influenti del clan, che vogliono Kiryu morto. Fortunatamente, saranno proprio loro a pagare per ciò che hanno fatto, permettendo al giovane di rientrare, non senza difficoltà, tra i ranghi della famiglia.

    L'omicidio, la perdita, l'amore (Yakuza 1)

    A distanza di qualche anno, Kiryu è ormai un membro affermato del clan Dojima. Ne ha scalato le gerarchie e sta per festeggiare un traguardo importante: la fondazione della propria famiglia. Per celebrare, lui, insieme al "fratello" d'infanzia Akira Nishikiyama, Yumi Sawamura (la ragazza di cui Kiryu è sempre stato innamorato) e Reina festeggiano al club Serena. Ma il momento di felicità non sembra esser destinato a durare.
    Il mattino seguente, Kiryu è informato che Yumi è stata rapita dal patriarca Dojima. Quando Kiryu giunge nell'ufficio del patriarca è già successo l'irreparabile. Nishikiyama ha appena assassinato il boss per salvare Yumi da uno stupro. Mosso dall'amore e dall'affetto che prova nei confronti dei due, Kiryu si addossa tutta la colpa, attendendo l'arrivo della polizia.

    Dieci anni di carcere per un crimine che non ha commesso: l'efferato omicidio del suo Oyabun. Tutto per proteggere le persone più importanti della sua vita. Il mondo, fuori, è cambiato. Kamurocho, è cambiato. Il Dragone non sente più come "casa" quel quartiere che per anni l'ha visto crescere e fare carriera. Vuole ricominciare, rivedere la donna che ama, e suo "fratello". Tutto, però, è cambiato, nonostante le ruggini rimangano antiche. È nell'ordine delle cose. Sul palcoscenico, ad animare un'epopea dai moderni tratti suburbani, si avvicendano personalità indimenticabili, tratteggiate in maniera raffinata e coerente, capaci di incastrarsi alla perfezione in un puzzle i cui pezzi compongono un ritmo corale in costante crescendo che vedrà il Dragone di Dojima rinunciare al titolo di quarto presidente del clan Tojo per ritirarsi dalle scene e abbandonare la malavita, portando con sé la piccola Haruka, la figlia di Yumi, rimasta improvvisamente orfana. Kiryu diventa, così, il suo padre adottivo ma il loro legame diverrà indissolubile e, per il Dragone di Dojima, Haruka rappresenterà sempre la sua unica ragione di vita.

    Una guerra all'orizzonte (Yakuza 2)

    Un anno dopo la sua rinuncia al titolo, la pace precaria tra le due più potenti organizzazioni mafiose del Giappone è appesa a un filo che rischia di spezzarsi da un momento all'altro.
    Kiryu ha ormai 38 anni quando il quinto presidente del clan Tojo, Yukio Terada, viene assassinato. Per fermare la guerra imminente, Kazuma Kiryu chiede al figlio di Sohei Dojima, Daigo, di assumere la guida del clan e prevenire lo scontro tra il Tojo Clan della regione di Kanto e la Omi Alliance della regione del Kansai.

    Convinto Daigo, partono per Osaka, per partecipare all'incontro tra i clan dell'est e dell'ovest così da giungere a una tregua. Durante il meeting irrompe Ryuji Goda, il figliastro dell'anziano capo dell'Omi Alliance, e secondo capofamiglia del Go-Ryu Clan di Osaka. Riuji Goda, il "Drago del Kansai", rapisce il vecchio capoclan dell'Omi Alliance. Il padre di Ryuji vuole evitare inutili spargimenti di sangue con la guerra e prepara la preparazione per un trattato di pace. Tuttavia, il Dragon di Kansai non desidera la pace né la maggioranza dei membri di Omi Alliance e decide di interrompere il trattato avviando una sommossa. Che avrà delle grosse ripercussioni per i clan.

    Yakuza una volta, Yakuza per sempre (Yakuza 3)

    Si può fuggire dal proprio passato, ma questo sa come trovarti. Sempre. Kiryu, questa massima, la conosce sin troppo bene. Il tormentato Dragone è riuscito a salvare soltanto Haruka la figlia di Yumi, la donna di cui sin da bambino era segretamente innamorato, aver ammazzato il suo amico (anzi, fratello) Nishikiyama, aver -probabilmente- ritrovato l'amore ed essersi ritirato dal clan una volta risolta la tremenda faida con i rivali di Osaka, Kazuma decide di trasferirsi assieme all'ormai acquisita figlia ad Okinawa, al Sunshine Orphanage. Le giornate trascorrono liete, quasi in maniera bucolica, tra pesca e una tranquillità paradisiaca.

    Il progetto, nel soleggiato sud del Giappone, è quello di avverare il sogno del patrigno e mandare avanti con dedizione il piccolo orfanotrofio, in maniera da evitare ad altri bambini orfani il destino toccato a lui.
    L'impegno profuso nel seguire "la retta via" è però, ovviamente, in netto contrasto con il violento passato di Kiryu, che bussa alla porta quando una piccola banda locale tenta di obbligare il protagonista e la sua "famiglia" a sloggiare dall'orfanotrofio.
    Risolto il problema senza alcuna difficoltà Kiryu scopre che dietro a tutto c'è un ben più ampio intrigo politico (che vede l'improvvisa entrata in scena del fratello del suo mentore, di cui ignorava l'esistenza), il cui obiettivo finale è lo sfruttamento dell'area balneare di Okinawa per la costruzione di alcuni residence.

    I dieci miliardi di Yen scomparsi, Tojo in pericolo (Yakuza 4)

    L'anno successivo Kiryu tenta nuovamente la via della legalità, ansioso di liberarsi di un passato sin troppo greve. E, per l'ennesima volta, il destino busserà alla sua porta.
    Ritiratosi ancora a vita privata, a Okinawa, Kiryu trova sulla spiaggia antistante l'orfanotrofio un losco figuro dal nome di Taiga Saejima. Curato e lasciato andare, poco tempo dopo ricompare una vecchia conoscenza del Dragone: Hamazaki Goh, l'antagonista del capitolo precedente nonché l'uomo che l'ha quasi ammazzato. Kiryu lo trova morente e decide comunque di salvarlo. Quando Hamazaki si riprende, rivela che lui e il colossale Saejima sono fuggiti assieme dal carcere.

    La prigione, però, è lo snodo principale del riciclaggio di denaro sporco. I maggiori esponenti dei clan lo sfruttano per concludere accordi e dare ordini. Nella confessione di Hamazaki, lo stesso rivela che si è verificato un movimento sospetto, per una somma di 10 miliardi di Yen, l'esatto ammontare di denaro perso dal Tojo Clan nel 2005 e causa della prima tragedia legata a Kiryu. Alcuni gruppi criminali progettano di metter le mani su Kamurocho e distruggere il Tojo Clan. Kamurocho e il Tojo Clan sono di nuovo in grave pericolo e il Dragone di Dojima, sempre mosso da un grande senso dell'onore e dall'affetto che lo lega agli amici di sempre, accorre in aiuto.

    Un'ultima avventura, prima della fine? (Yakuza 5)

    Kiryu ci riprova. Dopo aver lasciato l'orfanotrofio per non mettere ancora in pericolo le persone a lui più care, si è trasferito a Fukuoka da solo. Ha dovuto lasciare l'amata Haruka per permetterle di intraprendere la carriera da teen idol e si mimetizza nell'umanità che ogni giorno percorre mestamente le strade della città lavorando come tassista alla Nagasu Taxi Company. Kiryu ha cambiato anche nome in Suzuki Taichi, per nascondere la sua vera identità e vive con una ragazza di nome Mayumi, ma non ha alcuna relazione con lei. Si lascia vivere, per così dire. Il Dragone è stanco di combattere, così fugge.
    Daigo Dojima, una notte, compare dal nulla, riferendogli che il clan Tojo ha intenzione di firmare un trattato con un clan di Fukuoka chiamato Yamagasa.

    Pochi giorni dopo quell'inaspettato incontro, Kiryu riceve la notizia della scomparsa di Daigo e della morte dell'amico Majima Goro, Il Dragone viene così coinvolto (nuovamente e suo malgrado) negli affari del Tojo Clan. Aizawa e Morinaga, le guardie del corpo di Daigo, sono alla ricerca del loro oyabun e - con le cattive - chiedono aiuto a Kazuma dato che lui è l'ultimo ad averlo visto vivo prima della scomparsa. Kazuma nel suo girovagare scopre molti retroscena sulla decisione di Daigo di sparire e sulla presunta morte di Goro Majima. Dietro a tutto si nasconde ancora una volta l'Omi Alliance di Osaka, attraversata da una lotta intestina tra tre varie famiglie che si contendono l'eredità del capoclan tornando a percorrere la politica "espansionistica" vista in Yakuza 2.
    Kiryu, ormai quasi cinquantenne, è pronto per mettere la parola fine alla sua vicenda. Un'ultima avventura da vivere tutta d'un fiato in Yakuza 6.

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