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Yakuza Like A Dragon su PS5: malavita giapponese in versione next gen

Abbiamo provato l'attesa versione PlayStation 5 dell'ultima fatica di Ryu Ga Gotoku Studio. Come si presenta dal punto di vista tecnico?

Yakuza Like A Dragon su PS5: malavita giapponese in versione next gen
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il 2 marzo 2021 è finalmente uscita la tanto attesa versione di Yakuza: Like a Dragon per PlayStation 5, ultima console in ordine temporale a ricevere la sua edizione dell'ultimo capitolo della fortunata serie pubblicata da SEGA. La nostra recensione di Yakuza Like a Dragon ha confermato che si tratta di un grande titolo, che è stato in grado di rompere intelligentemente con la tradizione e che ha cambiato - forse per sempre - l'aspetto della saga.

    Dopo aver sviscerato l'epopea di Ichiban sulla console di Microsoft, ora è finalmente arrivato il momento di parlare delle nostre impressioni sulla sua controparte di casa Sony: nel corso dell'articolo affronteremo dunque le questioni più rilevanti dal punto di vista tecnico (risoluzione, qualità delle animazioni e delle texture, framerate, ed eventuali differenze nei tempi di caricamento), per scoprire se il lavoro di Ryu Ga Gotoku Studio ha dato o meno i suoi frutti.

    Stesso titolo, nuova linfa

    Partiamo subito con il dire che l'update per PS5 (esattamente come quello per XBOX Series) riguarda solamente la grafica: non vi sono aggiunte narrative di alcun tipo, né cambiamenti consistenti a quanto già visto nella versione old gen, uscita in Giappone il 16 gennaio 2020 e nel resto del mondo il 10 novembre dello stesso anno. Inoltre, coloro che hanno già acquistato Like a Dragon per PlayStation 4 saranno costretti a ricominciare il gioco da capo, dal momento che non è possibile trasferire i salvataggi tra una edizione e l'altra. Fatte queste doverose premesse, tuttavia, sin dall'avvio si nota la differenza di potenza tra le console che ci hanno accompagnato negli ultimi 7 anni e le macchine dell'attuale generazione: il gioco parte istantaneamente, non sono presenti schermate di caricamento iniziali e in pochi secondi arriviamo subito al menù principale.

    La notevole velocità della SSD di PlayStation 5 mostra il meglio di sé, facendoci risparmiare diverso tempo nel caricamento rispetto a quanto osservato sulla console precedente di casa Sony. Giunti alla schermata iniziale, è possibile accedere alla feature che tutti gli utenti PS5 stavano attendendo con ansia. Tramite le impostazioni generali, infatti, avremo la facoltà di selezionare tra due modalità grafiche per Yakuza Like A Dragon - Normale e Alta risoluzione - che permettono di far girare il gioco rispettivamente a 1440p con 60FPS e a 2160p (ovvero 4K) per un framerate fissato a 30FPS.

    La scelta di optare per la modalità ad Alta risoluzione ci dà modo di notare da subito le potenzialità del Dragon Engine, che ormai era arrivato al suo limite per PS4 e XBOX One. Anche se l'upgrade visivo non fa gridare al miracolo, è apprezzabile come soprattutto le texture degli oggetti appaiano decisamente più nitide e convincenti. Nello specifico, siamo rimasti alquanto soddisfatti dall'impatto grafico delle stoffe dei vestiti e degli accessori dei personaggi, davvero di pregevole fattura. D'altro canto, bisogna ammettere che per alcuni dettagli brillanti ce ne sono altri non allo stesso livello.

    La resa dei personaggi, per esempio, pur giovando di migliorie non appare particolarmente diversa da quella già vista su PlayStation 4, ma questo è chiaramente un limite dovuto alla natura old gen della produzione. Tuttavia, con una gestione delle illuminazioni dei volti più ottimizzata, il risultato è comunque soddisfacente e riesce in qualche modo ad arricchire la qualità dei modelli poligonali.

    Anche la modalità Normale presenta comunque degli incoraggianti passi avanti dal punto di vista grafico, e questo miglioramento si nota soprattutto durante l'esplorazione delle innumerevoli strade di Yokohama. Uno dei punti che ci aveva fatto storcere più il naso nella versione PlayStation 4 era di sicuro la qualità delle texture dei muri, dei palazzi e di ogni struttura che si trovava sul nostro cammino: ebbene, in rapporto all'edizione old gen, il lavoro di pulizia è evidente, e alcuni piccoli aggiustamenti rendono ora piena giustizia ai luoghi densi di vita e di attività da svolgere.

    I riflessi di luce, nonostante il gioco non supporti il ray-tracing, sono davvero straordinari e, specialmente sull'asfalto bagnato, offrono un impatto grafico assai appariscente. Le illuminazioni dei negozi e delle varie insegne sono di certo tra le novità migliori di questo corposo update e, insieme a una gestione magistrale delle ombre, danno sfoggio delle loro potenzialità in particolar modo nelle sequenze ambientate in notturna.

    Fluidità e frenesia

    Ciò che più attendevamo, in ogni caso, era testare il framerate di un aggiornamento che voleva fare della fluidità il suo fiore all'occhiello. In questo caso, lasceremo da parte la modalità Alta risoluzione (che rimane stabile su quei 30FPS ai quali siamo già abituati), per testare l'efficacia dell'impostazione Normale.

    I tanto agognati 60FPS rendono Like a Dragon un gioiellino da giocare: è un piacere muoversi per le strade e assistere alle cutscenes con il giusto equilibrio tra potenziamento grafico e ottimo framerate. Sfortunatamente, è bene evidenziare che non sempre i 60FPS risultano del tutto granitici: del resto, ci è capitato, soprattutto durante i combattimenti, che leggeri cali di frame si presentassero nel corso dell'esecuzione di mosse particolarmente cariche di effetti visivi e giochi di luce. Niente di invalidante, ma resta comunque un abbassamento che, agli occhi dei giocatori più attenti all'aspetto tecnico, apparirà piuttosto evidente.

    A prescindere da qualche inciampo, vale la pena sottolineare come la modalità che premia la performance renda il gioco più frenetico e vivo di quanto potessimo aspettarci: pur mancando la componente action che ha caratterizzato tutte le precedenti incarnazioni di Yakuza, ogni momento appare più concitato, più emotivo e decisamente più coinvolgente, merito dell'ottima fluidità raggiunta dalla versione next gen.

    Un importante passo avanti

    Prima di concludere la nostra disamina, vogliamo mettere a confronto alcuni screenshot presi dalle scene iniziali di Like a Dragon - per evitare spoiler - tramite i quali sarà possibile analizzare più a fondo l'entità del miglioramento grafico del titolo. Per questo raffronto, ci siamo avvalsi della modalità Alta risoluzione offerta da PS5, che mostra livello di dettaglio maggiormente elevato che il gioco ha da offrire.

    Versione PlayStation 4

    Versione PlayStation 5

    Ad apparire subito evidente è la differenza nella qualità delle ombre e dell'illuminazione. Nella versione PS4, i particolari appaiono poco valorizzati da una gestione delle luci piuttosto scarna, soprattutto se si guarda per esempio alla luna, o al cono di luce proiettato dai riflettori. Nella controparte PS5, invece, sono proprio questi aspetti ad apparire più brillanti: la presenza di ombre più realistiche dona una profondità di campo che prima il titolo non possedeva, e che ci consente di cogliere meglio le proporzioni e la fattura degli oggetti di scena e del palco.

    Versione PlayStation 4

    Versione PlayStation 5

    Anche per quanto riguarda l'illuminazione dei volti il risultato su PS5 è assai soddisfacente. Le tonalità della pelle sono più accese e il contrasto è leggermente aumentato, con un realismo superiore nella rappresentazione delle ombre sul collo. Anche i capelli ci sembrano più gradevoli, anche se la differenza non è così marcata rispetto alla versione PS4. È però la qualità delle stoffe dei vestiti a lasciarci senza fiato. Nell'edizione old gen, il kimono non presenta quel manto di texture che gli dona una maggiore corposità, decisamente palese nella controparte PlayStation 5.

    Versione PlayStation 4

    Versione PlayStation 5

    Infine, soffermiamoci brevemente sul colpo d'occhio offerto da uno scorcio del quartiere esplorabile. Sull'ammiraglia di Sony, la cornice artistica di Yokohama viene valorizzata al massimo: anche in questo caso sono i dettagli a rendere vincente il lavoro fatto su PS5, pieni di finezze estetiche davvero appaganti. Inoltre, l'illuminazione delle insegne è vivida e intensa, raggiungendo livelli quasi insperati, che ci stimoleranno a esplorare ogni angolo remoto della città per poter assistere a nuovi giochi di luce e viste mozzafiato.

    Yakuza: Like A Dragon L'aggiornamento alla versione PlayStation 5 di Yakuza: Like a Dragon ci ha convinto pienamente. Senza cambiare in maniera drastica un impatto grafico che era già abbastanza piacevole, i muscoli mostrati dal Dragon Engine sono senza dubbio incoraggianti, nonché capaci di darci un assaggio concreto delle potenzialità dell'attuale generazione. In aggiunta, la possibilità di giocare a 60FPS (quasi sempre stabili) rende totalmente giustizia a quello che, sul piano grafico, è il miglior titolo della serie Yakuza. A coloro che non hanno ancora acquistato il gioco consigliamo vivamente la versione PS5; chi invece si è già avventurato in questo nuovo capitolo dovrà ricominciare dal principio l'epopea di Ichiban Kasuga, qualora volesse testare le ottimizzazioni visive. A nostro parere, in ogni caso, vale assolutamente la pena (ri)giocare Like a Dragon in edizione next gen, se non altro per ammirare la splendida "nuova" Yokohama.

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