Activision Blizzard boicottata da tre testate giornalistiche dopo la denuncia

Activision Blizzard boicottata da tre testate giornalistiche dopo la denuncia
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Alla luce della recente denuncia sporta dal California Department of Fair Employment and Housing nei confronti di Activision Blizzard, accusata di trattare in malo modo le dipendenti della compagnia, tre testate giornalistiche hanno optato per il boicottaggio. Stiamo parlando di The Gamer, Prima Games e GamesXplain.

Kirk McKeand, Editor-in-chief di The Gamer, ha annunciato che la testata smetterà di coprire notizie riguardanti Activision e Blizzard finché non verranno attuati dei cambiamenti per porre fine definitivamente a questi comportamenti scorretti. McKeand ce l'ha in particolare con Fran Townsend, CCO in carica dallo scorso marzo, che ha minimizzato le accuse definendole delle sciocchezze volte a dipingere "un ritratto distorto e non veritiero, comprendente storie incorrette, vecchie e fuori contesto - alcune delle quali vecchie più di dieci anni".

Prima Games si è unita poco dopo, estendendo il suo boicottaggio anche a Ubisoft, che l'anno scorso è finita nella bufera per motivazioni analoghe, per poi vedere la sua filiale di Singapore finire al centro di un'inchiesta per comportamenti tossici e razzisti, realizzata la settimana scorsa da Kotaku.

La terza e ultima testata a porsi su questa linea è stata GameXplain: "Alla luce delle orribili accuse di molestie sessuali sporte nei confronti Activision Blizzard, sospendiamo qualsiasi coverage dei suoi giochi per il resto dell'anno, e forse a tempo indeterminato, finché non dimostreranno di aver migliorato la loro cultura del lavoro".

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