Niente aumento di prezzo per le console: i dazi di Trump slittano a dicembre

Niente aumento di prezzo per le console: i dazi di Trump slittano a dicembre
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Attraverso le pagine di USTR.gov, l'ente governativo federale degli Stati Uniti preposto ai rapporti commerciali internazionali conferma lo slittamento a dicembre di ogni discussione sui dazi per l'importazione di beni da Paesi e organizzazioni come Cina, Russia, Giappone e Unione Europea.

Il nuovo intervento compiuto dalle alte sfere dell'USTR su indicazione dell'Amministrazione Trump mira a bloccare i dazi per determinati prodotti di consumo come i telefoni cellulari, i computer portatili, i monitor per computer, alcune tipologie di giocattoli, calzature, capi di abbigliamento e, appunto, console per videogiochi. Il 96% delle piattaforme da gioco vendute negli States, infatti, viene importata dal gigante asiatico, da qui l'importanza del blocco dei dazi e lo scampato pericolo di un aumento generalizzato dei prezzi di videogiochi, console e accessori.

L'aggressiva politica commerciale annunciata (e parzialmente attuata) dal Presidente USA prevedeva infatti una tariffa aggiuntiva del 10% (o addirittura del 25%, in determinati casi) su circa 300 miliardi di dollari di beni importati dalla Cina: lo slittamento al 15 dicembre della data in cui il provvedimento dovrebbe divenire effettivo per questi prodotti, di conseguenza, lascia ampi margini di manovra per un accordo che permetta un ulteriore rinvio dei dazi su beni come le console.

A ogni modo, il clima di incertezza alimentato da questi repentini cambi di strategia da parte del governo federale statunitense sta provocando non pochi malumori tra gli addetti al settore e i principali attori dell'industria videoludica, tanto da indurre Sony Microsoft e Nintendo a unirsi per lanciare un appello all'Amministrazione Trump affinchè risparmi i videogiochi dal fuoco incrociato della guerra commerciale, con annesse minacce di ulteriori dazi, tra gli USA e la Cina.

FONTE: USTR.gov
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