Call of Duty, vinta causa legale: l'accusa avrebbe dovuto giocare di più, per il giudice

Call of Duty, vinta causa legale: l'accusa avrebbe dovuto giocare di più, per il giudice
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Activision-Blizzard e Rockstar Games hanno vinto una causa legale riguardante Call of Duty Infinite Warfare. Il giudice ha ritenuto senza fondamento l'accusa di Brooks Entertainment, secondo cui le due aziende videoludiche avrebbero sfruttato le fattezze del CEO Shon Brooks per realizzare un personaggio dello sparatutto futuristico.

Nel novembre 2021, Brooks Entertainment ha intentato una causa contro Activision Blizzard e Rockstar Games, sostenendo che le due società avessero "derubato" le sembianze del CEO di Brooks Entertainment Shon Brooks per il personaggio di Sean Brooks in Call of Duty: Infinite Warfare. La causa sostiene che Brooks Entertainment "aveva presentato e stava discutendo di un pitch con Blizzard, Activision e Rockstar Games, Inc. per creare un gioco" e di aver avuto "molti incontri e scambi di e-mail" con persone come il presidente di Rockstar Sam Houser, ma anche Gordon Hall, chief creative officer di Activision Blizzard Mobile e l'ex manager delle risorse umane di Rockstar Sarah Shafer.

Brooks avrebbe presentato ad Activision Blizzard e Rockstar le proposte di due pitch per dei videogiochi. Uno di questi giochi includeva una versione romanzata di Shon Brooks che "disponeva di missili, risorse illimitate, navigava attraverso luoghi ricchi e pieni di azione" ed erano presenti "scene di guerra che si svolgevano in un centro commerciale di alta moda". Tutti elementi che Activision e Rockstar avrebbero derubato per Call of Duty: Infinite Warfare e il suo "personaggio principale" Sean Brooks.

Innanzitutto Rockstar non ha alcun legame con la serie Call of Duty, pubblicata solo da Activision Blizzard. Sean Brooks, inoltre, non è il personaggio principale del gioco, e sebbene il gioco presenti uno scontro a fuoco in un centro commerciale, non ci sono somiglianze con la descrizione della causa. In una mozione depositata nel marzo 2022, la difesa di Activision ha affermato che è "immediatamente evidente che l'avvocato dell'accusa non ha giocato a Infinite Warfare e ha presentato la denuncia in buona fede". Activision ha sostenuto che la causa era frivola al punto da chiedere sanzioni ai sensi dell'articolo 11 delle norme federali di procedura civile, che richiede che "le contese fattuali abbiano supporto probatorio".

Brooks si è opposto a questo, affermando che l'articolo in questione non obbliga a giocare tutte e 6 le ore della campagna di Infinite Warfare. Il giudice, tuttavia, ha avuto da dissentire, affermando che l'avvocato che ha preso le difese della compagnia avrebbe dovuto giocare di più a COD Infinite Warfare.

"[L'avvocato di Brooks] avrebbe potuto facilmente verificare questi fatti prima di presentare la denuncia infondata, proprio come la Corte li ha facilmente verificati entro la prima ora e mezza di gioco". Brooks Entertainment dovrà a questo punto rimborsare le spese legali e le spese processuali di Activision Blizzard.

A proposito di Call of Duty, Raven Software ha oggi pubblicato un nuovo aggiornamento di COD Warzone con cui la mitraglietta H4 Blixen è stata depotenziata.

FONTE: gamesradar
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