Call of Duty WWII: Martin Morgan parla del rapporto tra videogiochi e cultura

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Martin Morgan è uno scrittore, autore e storico attualmente al lavoro con Sledgehammer Games su Call of Duty WWII. In una recente intervista pubblicata su GamingBolt, Morgan ha espresso il suo parere riguardo il rapporto tra videogiochi e cultura, ormai sempre più stretto.

Secondo Morgan, progetti come Call of Duty World War 2 sono un buon modo per preservare la memoria storica di determinati eventi storici, in questo caso della Seconda Guerra Mondiale. Lo storico non si dice contrario ai videogiochi e anzi, è consapevole del fatto che questi siano decisamente più popolari tra i giovani: "Ho scritto due libri in passato, ma nessuno li ha letti. In questa società, le persone leggono sempre di meno. Cosa rimpiazzerà i libri? Probabilmente progetti come questo, con forti temi emozionali e capaci di portare avanti anche temi educativi."

L'autore loda poi Sledgehammer Games per la scelta dell'ambientazione, la Seconda Guerra Mondiale è uno dei conflitti più affascinanti (dal punto di vista storico) dello scorso secolo, in passato ovviamente non sono mancati film o serie TV sull'argomento (pensiamo a Salvate il Soldato Ryan o Band of Brothers) ma l'ampia diffusione dei social network oggi può garantire una notevole cassa di risonanza a progetti di questo tipo, portando sempre più persona a voler approfondire questo periodo storico e facendole avvicinare al mondo dei libri e della cultura.

FONTE: GamingBolt
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