CEO di Riot Games citato in giudizio per abusi sessuali e discriminazione di genere

CEO di Riot Games citato in giudizio per abusi sessuali e discriminazione di genere
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Nicolo Laurent, il CEO di Riot Games, divenuta una delle compagnie videoludiche più celebri del pianeta grazie al successo di League of Legends, è stato denunciato da Sharon O'Donnell, una ex dipendente della compagnia che lo accusa di abusi sessuali e discriminazione di genere.

A svelarlo è stato VICE Games, che afferma di essere enrato in possesso di una copia della denuncia registrata presso la Superior Court for the State of California nella contea di Los Angeles. Stando a quanto affermato dalla O’Donnell, Laurent l'avrebbe invitata a "venire" a casa sua mentre la moglie era via, chiedendole inoltre informazioni sulla taglia della biancheria intima e dicendole frasi del tipo: "Mia moglie è gelosa delle belle donne".

La O'Donnell ha lavorato come Assistente Esecutiva per il CEO fino al luglio del 2020. Nella documentazione sottoposta alla corte, afferma di essere stata molestata e discriminata per il suo genere sessuale fin da quando è stata assunta. Il CEO avrebbe anche fatto dei ripetuti commenti sul suo aspetto fisico, consigliandole di essere più femminile. In un'altra occasione, la O'Donnell sostiene di essere stata abbracciata ed invitata ad un viaggio. Dopo i ripetuti rifiuti, la querelante afferma di essere stata punita a lavoro con azioni come la negazione della pausa pranzo, e infine licenziata senza neppure essere pagata per tutte le ore lavorative e gli straordinari.

Riot Games ha avviato delle investigazioni interne, ma per il momento Nicolo Laurent rimane al suo posto di CEO. Non è la prima volta che la compagnia di sviluppo americana si trova a dover gestire un caso del genere: Riot Games era già finita al centro di uno scandalo nel 2018 a seguito di un articolo di Kotaku che aveva portato a galla alcuni episodi di sessismo e delle denunce di alcune dipendenti.

FONTE: VICE
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