IL CEO di Ubisoft e la "dottrina open world": d'ora in avanti, basta videogiochi lineari

IL CEO di Ubisoft e la 'dottrina open world': d'ora in avanti, basta videogiochi lineari
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Nel corso dell'ultima intervista a GamesIndustry.biz, Yves Guillemot ha confermato la nuova politica di Ubisoft sugli open world e dettato la linea futura della compagnia. Da adesso, e nel corso dei prossimi anni che vedranno l'approdo delle console next-gen, il colosso francese dirà basta ai videogiochi lineari.

Discutendo delle opportunità offerte dall'industria videoludica in previsione del lancio di PS5 e Xbox Scarlett, e dell'apertura alle nuove forme di intrattenimento digitale rappresentate dai servizi in streaming come Google Stadia e Project xCloud, l'amministratore delegato di Ubisoft si è detto certo del fatto che "lo sviluppo di giochi open world è perfettamente sostenibile, perchè il mondo è grande e il numero di utenti che possono fruire dei nostri titoli è immenso".

"Quello che abbiamo visto negli ultimi anni è una crescita costante di utenti che giocano ai nostri titoli", rimarca Guillemot prima di ribadire il concetto e affermare che "si stanno aprendo nuovi mercati e i videogiochi di oggi sono molto più longevi e 'vivi' di quanto lo erano un tempo. Quindi per il momento pensiamo che possiamo continuare su questa strada e aumentare gli investimenti (sui giochi open world, ndr) perchè sappiamo che potremmo avere un importante ritorno nel medio e lungo periodo".

Tutte i principali progetti attualmente in sviluppo presso le sussidiarie di Ubisoft, in effetti, abbracciano questa nuova politica: tra le esperienze open world targate Ubi che ci attendono nei prossimi mesi, infatti, citiamo lo sparatutto Ghost Recon Breakpoint, l'action sci-fi Watch Dogs Legion e l'avventura fantasy Gods & Monsters.

FONTE: GI
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