Cliff Bleszinski, il papà di Gears of War abbandona l'industria: 'mi ha quasi ucciso'

Cliff Bleszinski, il papà di Gears of War abbandona l'industria: 'mi ha quasi ucciso'
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La carriera Cliff Bleszinski è costellata di successi, ma negli ultimi anni nulla è andato per il verso giusto. Dopo aver lavorato a giochi del calibro di Unreal, Unreal Tournament e Jazz Jackrabbit, ed aver dato i natali a Gears of War, CliffyB ha visto fallire LawBreakers e Radical Heights, e infine colare a picco la sua Boss Key Productions.

La vita degli sviluppatori non è semplice, e ancora meno quella di coloro che sono impegnati a dirigere, divenendo i principali responsabili di un successo o di un fallimento. Per questo motivo, al momento Bleszinski non ha alcuna intenzione di tornare a realizzare un videogioco, un'attività che a suo dire lo ha quasi ucciso.

A riferirlo è stato lui stesso in risposta ad un fan che chiedeva a gran voce un nuovo gioco: "Apprezzo il fatto che tu sia un fan. Ho fatto abbastanza soldi da avere la libertà di non farlo più. Venticinque anni nel business mi hanno quasi ucciso. Sono grato del tempo che ho trascorso nell'industria. Non ho voglia di tornare indietro. Se mai dovessi farlo, allora dovrà essere al 100% alle mie condizioni". Ha poi aggiunto: "Sono serio, ho la pressione alta e gravi problemi allo stomaco - certe cose sono stressanti".

L'intervento di Bleszinski ha ulteriormente alimentato uno dei dibattiti più accesi degli ultimi anni, ossia quello relativo all'insostenibilità degli orari lavorativi e alla pratica del crunch time, che è stata documentata con numerose testimonianze di sviluppatori provenienti da molte realtà, da Rockstar Games a CD Projekt RED, fino a Bungie e Naughty Dog.

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