Colonne sonore videogiochi: quali sono le più belle canzoni di Nobuo Uematsu?

Colonne sonore videogiochi: quali sono le più belle canzoni di Nobuo Uematsu?
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Nel corso degli anni, il medium videoludico ha imparato a esprimersi attraverso varie forme d’arte, dimostrando una maturità in evoluzione che va di pari passo col progresso tecnologico. Tra le personalità che più di tutte hanno contribuito a questa visione, il compositore Nobuo Uematsu, divenuto celebre per aver musicato i migliori Final Fantasy.

Versatile al punto da non soffrire per i limiti imposti dalle console a 8-bit, il musicista seppe distinguersi tra i ranghi di Square ancor prima di conoscere il grande Sakaguchi, padre della serie che insieme a Dragon Quest esportò il J-RPG in giro per il globo. Fu anche grazie alle sue indimenticabili melodie se ogni Final Fantasy ebbe un successo clamoroso, ma quali sono le migliori tracce realizzate da Uematsu? Ecco una selezione di quelle che, a detta sua, potrebbero effettivamente essere le OST più belle.

One-Winged Angel (Final Fantasy VII)

Con l’avvento della prima PlayStation gli sviluppatori iniziarono a esplorare le potenzialità del 3D, mentre i musicisti poterono utilizzare suoni registrati direttamente in studio, ottenendo risultati strabilianti per quegli anni. Con un’introduzione ispirata al brano Purple Haze di Jimi Hendrix e un testo in latino che riprende la Carmina Burana di Carl Orff, questa traccia racchiude in sé tutto ciò che rende Sephiroth il personaggio più amato di Final Fantasy VII.

Liberi Fatali (Final Fantasy VIII)

Se Final Fantasy VIII fosse un’opera lirica, Liberi Fatali ne sarebbe l’ouverture, nonché il pilastro e manifesto di quanto Uematsu sia poliedrico. Con questo brano corale caratterizzato da un generoso impiego di tremolo e crescendo, l’artista poté coronare il sogno di sfruttare per la prima volta un’intera orchestra. La celebre frase con cui si apre la traccia: “Fithos Lusec Wecos Vinosec”, a differenza del testo, non ha niente a che fare con il latino. Si tratta infatti di un anagramma formato dall’espressione Succession of Witches e dalla parola Love, ovvero i due temi principali sui quali poggia il gioco.

Melodies of Life (Final Fantasy IX)

La colonna sonora di Final Fantasy IX, formata da ben 120 brani, è il progetto di cui Uematsu va più orgoglioso in assoluto. Dopo essersi lasciato ispirare dalla musica medievale e dai castelli durante un viaggio in Europa, il musicista tornò in patria e produsse capolavori come Roses of May, Vamo’ Alla Flamenco e Not Alone, ma la traccia più rappresentativa di quel mondo fantasy rimane la magnifica Melodies of Life.

To Zanarkand (Final Fantasy X)

Inizialmente, questo inno ai motivi conduttori tipici del teatro di Wagner non era stato concepito per accompagnare un videogioco. Uematsu ha infatti dichiarato di aver composto questa traccia per il recital di un suo amico flautista, ma dato il risultato troppo cupo per l’occasione, scelse di riciclare il tutto in vista di Tidus e Yuna. A rendere unico questo brano, oltre alla semplice bellezza, è quel ripresentarsi in più scene del pellegrinaggio fino a raggiungere il proprio apice durante l’Ending Theme. Un cerchio che si chiude.

Howl of the Departed (Lost Odyssey)

Concludiamo questa lista con qualcosa di diverso sia dal punto di vista dei generi musicali, sia da quello delle proprietà intellettuali. Sebbene Uematsu abbia più volte ammesso di voler esprimere calma e amore, non tutti i suoi brani richiamano alla mente paesaggi idilliaci. Tra le sue OST più dinamiche, opprimenti e inquietanti, quella che fa da sfondo allo scontro finale di Lost Odyssey, gioco che avrebbe meritato di essere vissuto da chiunque nonostante qualche inciampo e la sua natura di esclusiva.

Siete curiosi di sapere qual è il miglior Final Fantasy secondo Sakaguchi? Sulle pagine di Everyeye.it trovate anche la recensione di Fantasian, l’ultimo J-RPG a cui ha lavorato anche Uematsu.

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