Conferenze, cancel-culture e revoche di inviti: parla l'autore di The Witness

Conferenze, cancel-culture e revoche di inviti: parla l'autore di The Witness
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Anche in ambito videoludico, la gestione di grandi eventi non è mai un'operazione semplice. Alle questioni meramente logistiche si somma infatti la necessità di coordinare e gestire una community più o meno ampia di personalità che contribuiscono alla buona riuscita dello sforzo, siano essi organizzatori od oratori.

Non è dunque raro che possano generarsi attriti, imprevisti o complicazione, senza che vi siano linee guida specifiche per la gestione di una di queste criticità. Di recente, ha fatto piuttosto discutere una dichiarazione rilasciata dal noto informatico, programmatore e consulente Robert C. Martin, noto anche nel settore con lo pseudonimo di "Uncle Bob". Quest'ultimo, invitato come conferenziere ad un evento nell'area di Chicago, ha infatti reso noto che, contrariamente a quanto previsto, non vi prenderà parte. Non si è tuttavia trattato di una sua decisione, ma, riferisce, del gesto di altri oratori, critici delle sue "opinioni politiche", che avrebbero fatto pressioni in merito sugli organizzatori.

Tra coloro che hanno voluto esprimere la propria opinione in merito, troviamo Jonathan Blow, autore di The Witness e di Braid. Dalle pagine del proprio account Twitter, il game designer ha fortemente criticato questa pratica, scrivendo: "Cari organizzatori, se cancellate l'invito ad un oratore a causa di pressioni in stile 'cancel-culture', allora, indipendentemente dalle inclinazioni politiche dei 'cancellatori', si tratti di sinistra, destra, o qualcosa di completamente diverso, rifiuterò di essere ospite alla vostra conferenza. Non importa quanti anni siano passati o quanto giuriate di essere cambiati e di non farlo più".

In coda al messaggio, Jonathan Blow ha invitato i colleghi a fare lo stesso, così da accrescere l'impatto della presa di posizione.

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