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Con la presentazione delle nuove GPU Ampere targate NVIDIA e con l'arrivo di PlayStation 5 e Xbox Series X, il mondo del gaming tenta timidamente di affacciarsi alla risoluzione 8K. Si tratta di puro marketing o è qualcosa di più? Digital Foundry ha provato a rispondere testandola su Death Stranding e Control.

Per fare luce sulla possibilità di giocare con risoluzione 8K nel prossimo futuro, i famosi tecnici britannici hanno utilizzato un processore Intel Core i9-10900K e una scheda grafica NVIDIA RTX 3090, la nuova ammiraglia del colosso californiano di cui lo stesso Jensen Huang ha promosso le incredibili capacità di calcolo. La scelta dei giochi su cui effettuare i test non è stata affatto casuale: sia Death Stranding che Control, nelle loro versioni per PC, supportano pienamente la tecnologia di rendering basata su intelligenza artificiale DLSS 2.1 di NVIDIA. Al momento infatti l'unica maniera di approcciarsi realisticamente all'8K è quella di utilizzare funzionalità avanzate di upscaling: come specificato anche da DF, ad oggi il target dell'8K nativo sui titoli tripla A di prossima generazione è impensabile sia per gli sviluppatori che per i produttori di hardware (discorso diverso per alcuni giochi dell'attuale generazione e per produzioni tecnicamente meno avanzate).

Prima di passare all'analisi delle performance dei giochi è bene specificare che nell'ultima versione di DLSS, NVIDIA ha implementato una nuova modalità: oltre al Quality Mode e al Performance Mode è stata introdotta la Ultra Performance Mode. Se la Performance Mode utilizza un moltiplicatore 4X per portare la risoluzione interna di 1920x1080 al 4K e la risoluzione 3840x2160 all'8K, la Ultra Performance Mode passa ad un moltiplicatore 8X utilizzando una risoluzione 1280X720 per il 4K e 2560X1440 per l'8K.

Iniziamo con i numeri snocciolati da Digital Foundry: Control (trovate il nostro speciale sul DLSS a questo link)con dettagli alti, ray tracing attivo e risoluzione 8K nativa gira a 9 fps, un framerate che rende praticamente impossibile giocare al titolo. Attivando il DLSS in Ultra Performance Mode le cose cambiano e a parità di dettagli e risoluzione il gioco varia dai 34 fps ai 58 fps, con una media che si attesta intorno ai 50 fps. Importante segnalare che con le stesse impostazioni e risoluzione 4K, Control riesce a superare i 120 fps con performance generali molto più stabili.

Con Death Stranding la situazione è diversa: il titolo di Kojima Productions (la nostra prova con DLSS a questo link) non supporta il ray tracing e risulta quindi molto più leggero. A dettagli alti e con risoluzione 8K nativa, Sam Porter Bridges è in grado di muoversi costantemente sopra i 30 fps rendendo di fatto l'esperienza godibile. Una volta attivato il DLSS con la Ultra Performance Mode si superano abbondantemente i 60 fps con picchi che arrivano oltre gli 80 fps e le cutscene saldamente ancorate a 60 fps.

Dall'analisi risulta insomma chiaramente come il ray tracing sia in grado di condizionare pesantemente le prestazioni di un gioco, soprattutto quando aumentano le risoluzioni: più pixel significano infatti più raggi per pixel da calcolare in tempo reale, un'impresa titanica anche per le più potenti GPU. L'attivazione delle tecnologie di upscaling come DLSS può certamente fare la differenza ma ha un costo, tutto sommato accettabile, in termini di qualità. Come si può vedere nelle comparazioni infatti il DLSS, partendo da una risoluzione nativa più bassa, offre dettagli meno definiti (in particolare sulla lunga distanza) e un rumore di fondo che si fa notare soprattutto sulle superfici e sui riflessi. Infine, il DLSS utilizza una quantità di memoria VRAM molto più alta rispetto alla soluzione nativa, costo che aumenta proporzionalmente alla risoluzione scelta.

Insomma, l'utilizzo della risoluzione 8K è limitata in questo momento ad una manciata di titoli current-gen o a produzioni molto più datate. La possibilità di vederla in azione sui moderni giochi per PlayStation 5 e Xbox Series X è quindi una semplice chimera.

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