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Death Stranding: Kojima sulla morte in-game e sulla presenza di omaggi a persone reali

Death Stranding: Kojima sulla morte in-game e sulla presenza di omaggi a persone reali
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Le diverse presentazioni dedicate a Death Stranding tenutesi nel corso del Tokyo Game Show hanno contribuito ad alzare il sipario sulla prima creazione di Kojima Productions.

Durante la fiera nipponica, Hideo Kojima ha presentato al pubblico alcune delle dinamiche di gameplay che caratterizzeranno la nuova IP, direttamente dal palco dello stand allestito da Sony alla manifestazione. In seguito ai tre appuntamenti, il game director ha inoltre concesso diverse interviste, tramite le quali abbiamo potuto apprendere ulteriori dettagli su Death Stranding.

Discorrendo con la redazione di gamereactor, ad esempio, Kojima ha risposto ad un interrogativo legato alla capacità di sopportazione della fatica da parte del protagonista. Nel corso della prima sessione di gioco del TGS, ad esempio in una sequenza in cui vengono inquadrati i piedi del personaggio, è stato infatti evidenziato come Sam Porter Bridges porti sul proprio corpo i segni della missione affidatagli. Nel corso dell'intervista, Kojima ha tuttavia confermato che il nostro alter-ego non potrà morire per eccessivo affaticamento. Al contrario, la caduta da elevate altitudini potrà determinare il decesso di Sam. "Ma quando muori - ha proseguito il director - quello che accade è che devi trovare il tuo corpo nel vuoto e poi fare ritorno. Non è un game over. [...] Ovviamente, se hai fallito una missione tornerai indietro per farla di nuovo e procedere con la storia. A parte questo, non è un game over. Muori, ma non c'è game over".

Nel corso dell'intervista, è stato inoltre ricordato il cameo di Geoff Keighley in Death Stranding. In merito alla presenza di altri omaggi, Kojima ha affermato: "Ci sono già così tanti rumor su Internet, chi sarà in un cameo? Ci sono parecchie persone".

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