Le demo dei giochi? Servono solo a dissuadere dall'acquisto, secondo un analista NPD

Le demo dei giochi? Servono solo a dissuadere dall'acquisto, secondo un analista NPD
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Una delle pratiche più diffuse e apprezzate dai videogiocatori - la distribuzione delle demo gratuite - è andata via via scemando nell'ultima decade, fino a diventare una sorta di evento straordinario.

Sono sempre di meno i publisher che scelgono di pubblicare delle versioni di prova dei loro titoli. Molti di quelli che cedono alla tentazione, inoltre, lo fanno in maniera "creativa". Capcom e Sony, ad esempio, hanno deciso di pubblicare delle demo a tempo per Resident Evil 2 (1-Shot Demo) e MediEvil (Short-Lived Demo); Kojima, per il defunto Silent Hills, ha dato vita al Playable Teaser, diventato già leggenda e non più disponibile al download dallo store; altri, invece, le "mascherano" sotto forma di Beta, anch'esse, per forza di cose, a tempo limitato e prettamente volte al testing delle funzionalità online.

Vi siete mai chiesti come mai le demo sono diventate merce rara? Il noto analista di NPD Mat Piscatella, che conosce l'andamento del mercato come le sue tasche, ha un'opinione molto precisa al riguardo, che egli stesso non ha esitato e definire "impopolare". Secondo lui, "tutte le demo non fanno altro che fornire ai giocatori delle ragioni per non comprare un gioco". In sostanza, lui crede che le versioni di prova non siano in grado di invogliare all'acquisto; tutt'altro, servono solo a dissuadere gli indecisi.

Basandovi sulla vostra esperienza da videogiocatori, cosa ne pensate al riguardo? Credete che le demo rappresentino uno strumento indispensabile nella scelta dei giochi da acquistare, oppure no? Raccontatecelo nei commenti! Piscatella, che certamente non è l'ultimo arrivato, ha intanto diffuso la classifica delle vendite USA di settembre 2019, nella quale ha trionfato NBA 2K20.

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