Anche Donald Trump si scaglia contro i videogiochi dopo l'ennesima sparatoria negli USA

Anche Donald Trump si scaglia contro i videogiochi dopo l'ennesima sparatoria negli USA
di

Dopo i tragici fatti di Dayton ed El Paso, in cui nei giorni scorsi si sono verificate due sparatorie che hanno causato più di ottanta tra morti e feriti, quasi tutto il mondo politico americano si è schierato contro l'industria videoludica.

Il videogioco infatti viene ancora percepito come un mezzo pericoloso, che banalizzando la violenza rientrerebbe tra le cause per le quali eventi del genere finiscono per verificarsi con allarmante regolarità.

Sono arrivate a sostegno di questa tesi anche le parole del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha parlato di "glorificazione della violenza" effettuata da parte di alcuni videogiochi, che deve finire immediatamente, pur non avendo svelato dettagli sulle eventuali contromisure che il governo americano ha intenzione di prendere.

"Dobbiamo fermare la glorificazione della violenza nella nostra società, inclusi gli orrendi e macabri videogiochi che sono ora troppo comuni. È troppo facile per un giovane con problemi, circondarsi di una cultura che celebri la violenza. Dobbiamo fermare e ridurre significativamente questi fattori, e dobbiamo farlo adesso. Il cambiamento culturale è difficile, ma ognuno di noi può scegliere di costruire una cultura che celebri il valore e la dignità di ogni vita umana. Questo è quello che dobbiamo fare", ha dichiarato Trump in un discorso alla Casa Bianca.

Non si è fatta attendere però la risposta dell'ESA, la Entertainment Software Association: "I videogiochi contribuiscono alla società, dallo sviluppo di nuove terapie a quello di strumenti educazionali, innovazioni nel campo degli affari e tanto altri. Aiutano i giocatori a restare in contato con famiglia ed amici, ridurre lo stress e divertirsi".

In generale, diversi esponenti dell'industria hanno puntato il dito sull'eccessiva facilità con cui è possibile procurarsi armi negli Stati Uniti, e di come questo sia un problema maggiore della violenza nei videogiochi, anche perché in nessun altro paese si verificano stragi di questo genere con tale frequenza, nonostante l'utilizzo dei videogame.

Ad essi si è unito anche Reggie Fils-Aime, ex presidente di Nintendo of America, che ha postato su Twitter una statistica che conferma proprio quest'ultimo fattore.

Insomma il dibattito sulla violenza nei videogiochi sembra proprio destinato a continuare ancora a lungo.

Quanto è interessante?
9