Dragon Age 4: emergono tantissimi dettagli sul progetto scartato nel 2017

Dragon Age 4: emergono tantissimi dettagli sul progetto scartato nel 2017
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Sono davvero minimali i dettagli che conosciamo ad oggi riguardo a Dragon Age 4, eppure sembra che il nuovo gioco ruolistico di BioWare abbia già affrontato dietro le quinte la sua dose di problemi ed imprevisti in fase di sviluppo.

Come già vi avevamo riferito, negli scorsi anni un piccolo team di BioWare si era portato avanti col lavoro inziando a progettare il nuovo Dragon Age, ma ad un certo punto della pre-produzione tutta la forza lavoro della software house canadese è confluita in un'unica direzione: Anthem. Nel 2017, quando è stato possibile tornare a concentrarsi sulla serie RPG, il team di sviluppo che si stava occupando di Joplin, nome in codice con cui era conosciuto DA4, ha però ricevuto un cambio di direttive da parte di Electronic Arts, che ha precisato di preferire un titolo conforme alla sua linea strategica improntata sui Game as a Service, cosa che Joplin non era affatto fino a quel momento.

Grazie ad un recente report di Kotaku, scopriamo che Joplin era, senza mezza termini, il sogno di tutti i fan di vecchia data della saga di Dragon Age: il team di sviluppo stava dando vita ad un titolo dalle dimensioni meno estese di Inquisition, ma privo di tediose fetch quest e riempitivi logoranti, e pregno di cruciali decisioni da prendere che avrebbero influito in maniera più tangibile che mai sul mondo di gioco (ogni area, ad esempio, sarebbe cambiata nel corso del tempo a seconda delle nostre scelte di gioco). Il giocatore avrebbe seguito da vicino le vicende di un gruppo di spie del Tevinter, l'Impero dei temibili maghi che in tanti candidavano come location principale per questo nuovo capitolo (aiutati anche dal finale del DLC The Trespasser di Inquisition). Interessante scoprire come BioWare avesse subito messo in chiaro le linee guida essenziali del progetto e iniziato a lavorare alle sue fondamenta sin da subito, cercando di evitare i problemi trascorsi con Mass Effect Andromeda e Anthem: tutto questo aveva portato un visibile entusiasmo all'interno del team di sviluppo.

Arrivando ad oggi, BioWare ha effettuato un revamp del gioco, rinominando il progetto con la titolazione "Morrison". Il titolo si è a questo punto avvicinato al modello Live Service tanto desiderato da EA e, secondo alcune fonti anonime, potrebbe pertanto includere un sistema drop-in/drop-out in cui le quest di gioco muterebbero in base non solo alle decisioni del giocatore singolo, ma di tutta la community. In generale, Morrison vuole essere un titolo in costante evoluzione, che assicuri profitti duraturi, e che rinunci ad una modalità multiplayer online separata e liberamente ingnorabile come poteva essere quella di Inquisition. Non tutti gli asset di Joplin sono andati perduti, ma è chiaro come Morrison diventerà un titolo concettualmente differente. Questo cambio di politica ha portato all'abbandono di diversi membri illustri della compagnia, primo fra tutti Mike Laidlaw.

Sta di fatto che si vocifera una nuova, ennesima fase di stallo creativa all'interno di BioWare, che ha visto sfumata la possibilità di dare continuità al suo lavoro svolto con Joplin. Cresce sempre più la preoccupazione, ma rimane comunque una forte curiosità di vedere il gioco in azione: in tal senso, ci sarà probabilmente da attendere dal momento che il titolo, nella sua nuova forma, è nelle sue fasi iniziali dello sviluppo.

FONTE: kotaku
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