Dying Light 2: acque agitate in Techland e sviluppo compromesso? Ecco un nuovo report

Dying Light 2: acque agitate in Techland e sviluppo compromesso? Ecco un nuovo report
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Una nuova inchiesta pubblicata dai colleghi di The Gamer mette in evidenza i problemi dello studio polacco Techland e il malessere dei suoi sviluppatori. La negatività dell'ambiente starebbe influenzando pesantemente lo sviluppo di Dying Light 2.

Stando al report la maggior parte dei problemi sarebbe causata dalla dura gestione dei vertici aziendali, guidati dal CEO Pawel Marchewka, che influisce negativamente sul processo creativo: "Ogni volta che un esperto inizia a consigliare elementi che non sono in linea con l'agenda del consiglio di amministrazione, questo viene isolato dal progetto e dalle responsabilità" ha affermato una fonte interna a Techland, "questo li porta ad andarsene o a finire per essere licenziati". Gli esempi portati a sostegno di questa tesi sono il veterano Marc Albinet, ex Ubisoft, e Pawel Zawodny, storico dipendente dello studio, due dipendenti che sono stati allontanati per aver proposto idee non in linea con la dirigenza (insieme a tanti altri).

Le testimonianze interne riportano inoltre rigide direttive da parte di Marchewka e una sua particolare infatuazione per CD Projekt RED: "Una delle sue regole super rigide per il design è che un'idea non può essere implementata se non ha un riferimento esistente in un altro gioco". Tutto ciò si sarebbe ripercosso negativamente sullo sviluppo di Dying Light 2: secondo una fonte, il gioco avrebbe visto un tale susseguirsi di personale che "non hanno idea di quale sarà il gioco finale o di quale sarà la sua storia, è cambiato così tanto. La gente continuava ad andarsene o a essere licenziata".

Dalla sua Marchewka ha respinto le accuse e si è difeso: "Realizzare giochi è difficile ed è normale che a volte sia necessario cambiare posto di lavoro e cercare nuove sfide. Mi dispiace che alcuni nostri dipendenti ci abbiano lasciato e abbiano deciso di lavorare fuori da Techland, ma auguro a tutti il meglio". Il CEO ha poi continuato: "è naturale che presti attenzione a cosa fanno gli altri, quindi quando parlo di esempi di alta qualità mi riferisco spesso a CD Projekt RED. Faccio notare che è un'azienda polacca, quindi le nostre origini e tradizioni non dovrebbero essere una scusa".

Insomma, il clima in casa Techland sembrerebbe molto agitato e la mancanza di informazioni su Dying Light 2 potrebbe esserne la prova. Non rimane che attendere per conoscere ulteriori sviluppi.

FONTE: The Gamer
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