Elden Ring, Dark Souls, Demon's Souls, Bloodborne, Sekiro: qual è il Souls più difficile?

Elden Ring, Dark Souls, Demon's Souls, Bloodborne, Sekiro: qual è il Souls più difficile?
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Uno degli elementi più caratteristici dei lavori targati FromSoftware è sicuramente la spiccata difficoltà proposta dalle opere firmate Hidetaka Miyazaki. Parti integranti dell'esperienza sono infatti le sfide messe di fronte ai giocatori che si avvicinano ai titoli del team nipponico: qual è il Souls più difficile?

Naturalmente non esiste una risposta univoca a questa domanda. Molto dipende dalle esperienze pregresse e dall'approccio dei giocatori: con tutta probabilità il primo Souls affrontato è anche quello più complesso e complicato da gestire. Una volta capiti gli ingranaggi che regolano i giochi From Software, infatti, tutto diventa se non più facile, quantomeno più semplice da comprendere. E' possibile, comunque, arrivare ad un risulto il più oggettivo possibile valutando le caratteristiche singole di ogni esperienza.

Se quindi il capostipite Demon's Souls e il successore spirituale Dark Souls, sequel compresi, si comportano tutto sommato in maniera simile inserendo il giocatore in un contesto Action/RPG dove la morte rappresenta un'occasione di studio e di sviluppo del personaggio (ad esempio dedicandosi al farming), questo non è completamente vero anche per Bloodborne. L'avventura lovecraftiana riduce infatti le possibilità di costruzione di build e, più in generale, gli elementi tipici degli RPG, pur mantenendo intatto un sistema di avanzamento di livello piuttosto classico, limitandosi a sostituire per motivi di lore le Anime con gli Echi del Sangue.

E' con Sekiro Shadows Die Twice (ad un click la recensione di Sekiro Shadows Die Twice) che le cose cambiano davvero. La missione dello shinobi, infatti, definibile più correttamente 'souls-lite', rinuncia completamente all'impianto ruolistico, e viene costruito in tutto e per tutto come un Action/Adventure. Proprio la mancanza, o quasi, di parametri e scelta del percorso da seguire, può permetterci di affermare che Sekiro è effettivamente il souls più difficile di From Software. L'esperienza ottenuta sconfiggendo i nemici è utile per acquisire abilità, ma non per aumentare la forza o la vitalità del personaggio: le due statistiche vanno invece potenziate sconfiggendo i boss (forza) e affrontando mini boss o con l'esplorazione (vitalità). Il ciclo di morte e rinascita assume dunque ad Ashina un aspetto ancora più severo, che riguarda il perfezionamento dell'arte della guerra nello studio dei tempismi e debolezze degli avversari. Un sistema, in ogni caso, controbilanciato dalla possibilità di tornare in vita.

Seguendo questo ragionamento, inoltre, è al contrario possibile definire Elden Ring come il gioco più accessibile partorito dalla mente di Miyazaki. L'avventura del Senzaluce è accessibile (e non facile) proprio per la varietà e le scelte messe nelle mani del giocatore, che può decidere l'ordine in cui affrontare le sfide più impegnative, quali strumenti impiegare tra armi, incantesimi e spiriti e, in conclusione, personalizzare la sua avventura decidendo come e quando tentare di superare alcuni ostacoli, memorizzandoli e tornandoci con un personaggio più efficiente.

Vale comunque la pena ribadire che si tratta in fondo di interpretazioni dipendenti dalle esperienze, abilità e approcci di ogni giocatore. E a proposito dell'ultimo lavoro del team giapponese, Elden Ring è stato finito senza usare le armi.

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