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Gli esport come strumento di reclutamento: così l'Esercito USA punta ai soldati del futuro

Gli esport come strumento di reclutamento: così l'Esercito USA punta ai soldati del futuro
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I soldati del futuro potrebbero essere reclutati attraverso l'esport. Un'affermazione forte, certo, ma che non dovrebbe discostarsi molto da quello che ci attende.

L'esercito degli Stati Uniti, sempre proattivo, si sta già muovendo in tal senso. L'anno scorso l'esercito degli Stati Uniti ha lanciato un progetto pilota in cui ha coinvolto più di 6500 soldati attivi e riservisti per formare la squadra ufficiale esport del corpo militare.

Tra tutti, l'esercito ha selezionato sedici candidati per la sua squadra. Quest'anno l'Esercito ha anche acquistato un bel po' di tecnologia da gaming, recentemente presentata alla conferenza dell'Associazione degli Stati Uniti dell'Esercito.

Il motivo per cui l'Esercito forma una squadra competitiva è, ovviamente, non solo quello di competere ma anche cercare potenziali reclute per l'Esercito tra il pubblico esport. La capillarità del gaming potrebbe dare una mano e semplificare all'esercito il reclutamento di nuove leve.

Siamo una squadra esport competitiva e sosteniamo direttamente lo sforzo per il reclutamento”, ha dichiarato il responsabile della squadra, il sergente Christopher Jones “Sono stato un avido giocatore di World of Warcraft per oltre 15 anni - prima di entrare nell'esercito. E gioco comunque ora che sono nell'esercito. Stiamo raccontando una storia dietro l'uniforme. Siamo giocatori come tutti gli altri. Abbiamo solo scelto una professione diversa”.

Insomma, il videogioco e la sua evoluzione più recente, il gaming competitivo, sembrano essere degli strumenti perfetti, grazie alla loro diffusione, per attingere capitale umano da parte delle forze armate.

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