ESRB ha introdotto una nuova etichetta per indicare i giochi con microtransazioni

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ESRB (Entertainment Software Rating Board), l'ente che si occupa della classificazione dei videogiochi in Nord America, ha introdotto una nuova etichetta per contrassegnare i titoli in cui sono presenti microtransazioni.

La decisione è stata presa a causa dell'incredibile numero di polemiche scatenate dalle loot box e dalla sempre più massiccia presenza di oggetti acquistabili in-game. Uno dei casi più celebri, in tempi recenti, è senza dubbio quello legato a Star Wars Battlefront 2: per l'elevato numero di critiche Electronic Arts ha addirittura rimosso temporaneamente le microtransazioni (che torneranno in futuro in un nuova forma).

"L'etichetta verrà applicata a tutti i giochi che offrono l'acquisto di beni digitali o premium con moneta reale inclusi livelli bonus, skin, oggetti a sorpresa (come pack di oggetti, premi misteriosi e loot box), musica, moneta virtuale e altre forme di valute in-game, sottoscrizioni, season pass e upgrade (ad esempio, quelli che disabilitano le pubblicità)", ha dichiarato ESRB.

Nel frattempo, ha anche avviato una campagna per sensibilizzare i genitori sull'argomento, in modo da invogliarli, qualora non lo facciano già, a controllare maggiormente i figli in possesso di un dispositivo da gioco. Un aspetto molto importante, considerato che poco prima di Natale un bambino spese inconsapevolmente tutto lo stipendio della madre in microtransazioni per FIFA 18.

Cosa ne pensate di questa mossa? Le microtransazioni e le loot box sono alcuni degli aspetti più controversi dell'industria videoludica attuale. Alcune compagnie se ne tengono alla larga, ma per molte altre è divenuto una componente importante del proprio business.

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