FIFA 21 e le loot box: la difficoltà del gioco finisce in tribunale in California

FIFA 21 e le loot box: la difficoltà del gioco finisce in tribunale in California
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Dopo il caso Ibrahimovic in FIFA 21, i vertici di Electronic Arts si ritrovano a dover gestire un'ulteriore situazione complessa, legata questa volta ad un tema completamente differente.

Nell'attualità videoludica si torna infatti a discutere ancora una volta delle problematiche connesse alle microtransazioni "casuali", tema che nel corso della primavera di quest'anno ha portato negli USA alla creazione di una nuova etichetta dell'ESRB, l'Entertainment Software Rating Board. Il dibattito, nello specifico, si riapre in California, dove EA è stata citata in giudizio per una presunta violazione delle norme preposte alla tutela del consumatore.

L'accusa rivolta a Electronic Arts è legata alle dinamiche che regolano il funzionamento di FUT in FIFA 21. Coloro che hanno richiesto l'avvio della causa sostengono infatti che il gioco faccia utilizzo di AI per incrementare artificialmente la difficoltà, così da spingere l'utenza ad acquistare nuove loot box al fine di potenziare la propria squadra. Al momento, la procedura giudiziaria non si trova in fase avanzata e la fondatezza delle accuse non è dunque né confermata né smentita.

Il tema delle loot box è sotto la lente d'ingrandimento del potere giudiziario e della politica ormai da tempo, con diversi Paesi che si sono mossi per eliminare o limitare il fenomeno. Prese di posizione particolarmente dure hanno coinvolto il Belgio, mentre a inizio 2020, la riflessione sulla regolamentazione delle lootbox in Gran Bretagna aveva trovato molto spazio.

FONTE: GameRant
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