FIFA Ultimate Team: Peter Moore difende le Loot Box, 'non sono gioco d'azzardo'

FIFA Ultimate Team: Peter Moore difende le Loot Box, 'non sono gioco d'azzardo'
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In un'intervista concessa da Peter Moore ai giornalisti di GamesIndustry.biz, l'ex dirigente Microsoft ed Electronic Arts ha affrontato la spinosa questione delle Loot Box e offerto il suo punto di vista sull'argomento per dirsi contrario all'idea di equiparare le microtransazioni al gioco d'azzardo.

Nel corso dell'intervista, il dirigente e uomo d'affari attivo fino a qualche anno fa nell'industria videoludica (per poi approdare nel business degli sport professionistici fino a ricoprire l'incarico di amministratore delegato del Liverpool FC) prende esempio dai pacchetti di FIFA 21 Ultimate Team per riferire che "sono un po' come le collezioni di carte che trovavi nei pacchetti di sigarette negli anni '20 e '30 o come i Lucky Bags dei dolci UK. Con questo genere di contenuti ottieni sempre qualcosa, non è che se apri un pacchetto poi scopri che dentro non c'è niente".

Consapevole del suo importante ruolo ricoperto in passato alla guida di EA Sports, Moore ci tiene a sottolineare che "questa è una mia visione personale, sono fuori dall'industria dei videogiochi e credo solo che ci sia davvero molta distanza tra il gioco d'azzardo e meccaniche come quelle delle loot box. Voglio dire, i numeri parlano da soli, hanno un grande successo, la gente le compra e sa di poter ottenere dei pacchetti d'oro o dei contenuti inferiori, non si tratta di gioco d'azzardo".

Ai microfoni di GIbiz, Moore ricorda anche la feroce diatriba scatenata nella community per le microtransazioni di Star Wars Battlefront 2 e, come per le Loot Box di FIFA 21 FUT, prende le difese di Electronic Arts dichiarando che "da quelle parti sono sempre stati bravi ad analizzare i feedback dei giocatori e a tornare sui propri passi se capiscono di aver preso una decisione sbagliata".

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