Fortnite, crossplay, Sony e compensazioni: il CEO di Epic Games conferma le indiscrezioni

Fortnite, crossplay, Sony e compensazioni: il CEO di Epic Games conferma le indiscrezioni
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Con l'avvio ufficiale della discussione in tribunale del contenzioso legale tra Apple ed Epic Games, continuano a farsi strada in direzione del grande pubblico una inaspettata mole di informazioni confidenziali.

Nel corso della nottata, in particolare, ha trovato diffusione un documento che offrirebbe dettagli sulla politica adottata da Sony nei confronti del cross-play. Risalente al periodo precedente all'abilitazione del cross-play per Fortnite: Battaglia Reale anche su PlayStation 4, quest'ultimo descriverebbe un sistema di spartizione di guadagni tra Sony e publisher volto a compensare una "riduzione delle entrate" derivante dall'abilitazione del supporto al cross-play sulla home console PS.

La pubblicazione del documento nel contesto della lotta in tribunale tra Epic Games ed Apple ha immediatamente attirato l'attenzione di molteplici attori attivi nel settore videoludico. Ad offrire una ulteriore conferma di quanto già trapelato, sembrerebbe ora essere stato lo stesso Tim Sweeney, CEO di Epic Games. A riferirlo è la redazione di The Verge, che sta seguendo da vicino il contenzioso in aula tra i due grandi colossi tecnologici. Secondo quanto riferito, nella giornata del 4 maggio il dirigente avrebbe testimoniato durante il processo, confermando che "Sony è l'unico platform holder che richiede compensazioni per l'abilitazione del crossplay". Queste le parole di Sweeney: "In alcune circostanze, Epic dovrà pagare ulteriore denaro a Sony. Nel caso in cui qualcuno dovesse giocare principalmente su PlayStation, ma compiere acquisti in-game su iPhone, allora questo potrebbe far scattare le compensazioni".

I documenti trapelati, lo ricordiamo, risalgono al 2019 e sembrano presentare solo una parte delle politiche adottate da Sony nei confronti del crossplay. Il breve estratto relativo alle dichiarazioni di Sweeney offre una piccola aggiunta al quadro complessivo, che potrebbe essere comunque mutato più o meno significativamente dal 2019 ad oggi.

FONTE: The Verge
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