Fortnite, Epic ha implorato Sony per abilitare il cross-play: nuovi dettagli confidenziali

Fortnite, Epic ha implorato Sony per abilitare il cross-play: nuovi dettagli confidenziali
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Grazie ai documenti relativi alla diatriba legale tra Apple ed Epic Games, stanno emergendo online moltissime informazioni riservate riguardanti i principali attori dell'industria videoludica. Nel mezzo ci è finita anche la vecchia questione riguardante il cross-play di Fortnite, una funzionalità per lungo tempo non contemplata da Sony.

Come rivelano alcuni dei passaggi inclusi nei documenti ufficiali, Epic Games ha praticamente implorato Sony affinché la compagnia nipponica accogliesse finalmente il cross-play per Fortnite con le altre piattaforme. La casa di PlayStation, spesso e volentieri criticata per la sua presa di posizione, non si lasciava inizialmente convincere, nonostante le pressanti richieste di Epic che cercava di allargare e al contempo unificare il suo bacino di utenza:

"Non riesco a pensare a uno scenario in cui Epic non ottiene ciò che vogliamo: questa ipotesi è stata definitivamente scartata quando Fortnite è diventato il più grande gioco su PlayStation", le parole di Joe Kreiner, vice president of business developement presso Epic Games. "Annunciamo il crossplay insieme a Sony. Epic farà di tutto per far sembrare Sony degli eroi. Facciamo in modo che questa sia una grande vittoria per tutti. Epic non cambierà idea sulla questione, quindi mettiamoci d'accordo ora".

Epic si è persino offerta di affiancare all'E3 il marchio PlayStation o di aggiungere personaggi unici in Fortnite, in esclusiva per gli abbonati a PS Plus, per addolcire ancor di più l'affare. Per Sony, tuttavia, non era ancora abbastanza.

Gio Corsi, all'epoca senior director delle relazioni con gli sviluppatori di Sony, credeva che, a prescindere dalle dimensioni del titolo in questione, non ci fosse alcun guadagno dall'implementazione del cross-play e "nessuno poteva spiegare come potesse migliorare il business di PlayStation".

Il compromesso fu però trovato nel 2019, quando la casa nipponica accettò sì il cross-play, ma alle sue condizioni: i publisher avrebbero pagato a Sony delle royalties in caso la playerbase in questione fosse costituita in una certa percentuale da giocatori PlayStation, così da "compensare la riduzione delle entrate" dovute all'attivazione del cross-play. Sony stabilisce inoltre che gli editori non possono trasferire valuta virtuale da o verso PlayStation e che deve essere presente un'impostazione per disabilitare tutte le interazioni tra la varie piattaforme. Non è chiaro, tuttavia, se queste disposizioni siano ancora adottate oggi, e se valgano per ogni titolo che supporti il cross-play con PlayStation.

FONTE: the verge
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