Fortnite fa scuola: solo il 3% degli autori giustifica il 30% dei profitti agli store

Fortnite fa scuola: solo il 3% degli autori giustifica il 30% dei profitti agli store
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Lo scontro tra Epic Games ed Apple in merito al caso Fortnite sembra aver destato un interessante effetto sulle opinioni degli sviluppatori nei confronti dei sistemi di spartizione dei profitti in vigore su molti canali di distribuzione.

A rivelarlo è un'indagine statistica condotta in occasione della Game Developers Conference 2021. Quest'ultima ha avuto per protagoniste diverse tematiche, tra le quali l'interesse dei team per PC e console o, appunto, l'opinione delle software house nei confronti della suddivisione dei profitti su store digitali quali Steam, GOG, Google Play, App Store ed Epic Games Store.

Per distribuire i propri titoli tramite parte di questi canali, gli sviluppatori accettano al momento la cessione del 30% dei profitti al negozio virtuale. Una circostanza che tuttavia non pare essere più giustificata dalle software house. Nell'edizione 2020 della GDC, solo il 6% degli intervistati trovava corretto tale sistema, ma oggi, la percentuale è ancora più bassa. Il report 2021 della GDC attesta infatti il nuovo valore su di un ridottissimo 3%.

La sempre maggiore ostilità del mondo dello sviluppo nei confronti di tale politica ha portato di recente all'annuncio di importanti cambi di rotta. A breve, Google Play ridurrà la quota da 30% a 15%, ma solo per il primo milione di dollari di profitti ogni anno. Diversa la scelta di Apple, che punta a ridurre a percentuale al 15% per i team che generano entrate inferiori al milione di dollari annuo. Caso a parte per Epic Games Store, che è approdato sul mercato proponendo sin da subito una spartizione dei profitti di tipo 12/88. Nessun cambiamento sembra invece in programma per Steam, che conserva la percentuale del 30%, con sconti previsti solo al superamento dei 10 milioni di dollari di entrate.

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