G2A: sviluppatore rimborsato dopo un furto di codici - Aggiornata

G2A: sviluppatore rimborsato dopo un furto di codici
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Nuova polemica legata a G2A, il celebre rivenditore di chiavi da anni accusato di operare in una sorta di mercato grigio senza garantire tutele di alcun tipo agli sviluppatori e ai giocatori (anche) riguardo l'origine stessa dei codici.

Lo scorso anno G2A ha investito molte risorse con l'obiettivo di migliorare la sicurezza e garantire l'affidabilità dei venditori, per questo ha "sfidato" gli sviluppatori dichiarando che chiunque sarebbe stato in grado di dimostrare la vendita di chiavi rubate avrebbe ricevuto un risarcimento pari a dieci volte le commissioni applicate dagli istituti bancari per ogni transazione eseguita con carta. Una dichiarazione di affidabilità totale o quasi, e ad oggi l'unico sviluppatore effettivamente risarcito da G2A è Wube, un piccolo team ceco autore di Factorio.

Wube ha fornito a G2A una lista con 321 chiavi di Factorio a suo dire vendite in maniera non lecita tramite la piattaforma, il sito ha portato avanti una serie di indagini ed ha effettivamente scoperto che 198 codici dei 321 totali risultavano effettivamente rubati e venduti illegalmente su G2A. Una volta accertata la natura sospetta della vendita, G2A ha rimborsato Wube con 39.600 dollari, ovvero dieci volte le commissioni di addebito per ognuna delle 198 chiavi rubate dallo store di Wube e poi messe in vendita da terzi su G2A.

Aggiornamento - Tramite una nota, un portavoce di G2A fa sapere che la compagnia ha aumentato le proprie misure di sicurezza per evitare che simili incidenti possano ripetersi nuovamente in futuro.

FONTE: Polygon
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