Ghost of Tsushima e Death Stranding: problemi e prospettive del trend delle Director's Cut

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L'annuncio delle Director's Cut di Ghost of Tsushima e Death Stranding, in arrivo rispettivamente il 20 agosto e il 24 settembre, ha creato un precedente interessante nel panorama PlayStation. Una situazione meritevole di un approfondimento, a maggior ragione sulla base di quanto lasciato intendere da una persona di certo ben informata sui fatti.

Le edizioni definitive di Death Stranding e Ghost of Tsushima sono state annunciate a sorpresa durante l'E3 2021, nonostante l'assenza ufficiale di Sony dalla manifestazione che ha tradizionalmente luogo a Los Angeles. A prescindere dalle caratteristiche delle singole riedizioni, vale però la pena di fare qualche considerazione sul modo in cui Hermen Hulst, responsabile dei PlayStation Studios, ha presentato l'iniziativa attraverso un tweet.

L'ex Presidente di Guerrilla Games ha infatti citato il trailer di annuncio della Director's Cut di Ghost of Tsushima tramite il suo account personale, scrivendo "uno dei miei open world preferiti da esplorare, ora con ancora più cose da vedere e da fare su un'isola tutta nuova. Le nostre uscite Director's Cut offriranno contenuti inediti, e su PS5 trarranno vantaggio delle caratteristiche avanzate dell'hardware". Uno spunto da non sottovalutare, perché leggendo bene le parole scelte certamente non per caso da Hulst si può comprendere come si possa delineare un vero e proprio trend, non a caso confermato anche dalla recentissima presentazione della Director's Cut di Death Stranding.

L'idea di Sony sembrerebbe insomma quella di dare un'altra occasione ai grandi classici pubblicati originariamente su PS4, attraverso riedizioni rivedute e corrette che partano da blockbuster acclamati per arrivare a versioni destinate a un pubblico vecchio e nuovo. Uscite che prevedano aggiustamenti in termini tecnici e di gameplay – pensiamo all'inserimento del lock-on in Ghost of Tsushima, oppure alle nuove armi dell'avventura di Sam Porter Bridges – ma anche e soprattutto grosse novità in termini di contenuti.

Il concetto è senza dubbio intrigante: le Director's Cut si trasformerebbero a tutti gli effetti in un modo per celebrare titoli di successo, espandendoli con porzioni inedite destinate principalmente al single player. Una trovata che, oltre a fornire un'occasione extra per tornare a vivere universi e personaggi apprezzati da milioni di giocatori, garantirebbe nuova linfa al già tutt'altro che disprezzabile catalogo di uscite del colosso giapponese. A maggior ragione inquadrando la faccenda in ottica PlayStation 5, visto il supporto intensivo alle feature della nuova console in termini di hardware, con il DualSense potenzialmente in grado di conferire sfumature tutte da scoprire e la sempre graditissima velocità nei caricamenti assicurata dall'SSD.

In una strategia che sembrerebbe dunque avere parecchio senso, emerge una sola grande nota dolente: le modalità di vendita di queste Director's Cut, che soprattutto nel caso di Ghost of Tsushima hanno provocato polemiche e discussioni legittime. Da una parte è infatti evidente che migliorie e aggiustamenti richiedano un lavoro non scontato né tantomeno gratuito, eppure dall'altra sarebbe corretto avere un trattamento di riguardo per chi all'epoca aveva già permesso a grandi produzioni Tripla A di affermarsi con riscontri importanti.

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