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Come vi abbiamo raccontato nella recensione di Ghostrunner, ci troviamo di fronte ad un titolo impietoso: un’opera in cui si uccide e si muore con un colpo solo, in un gioco di nervi capace di mettere a dura prova anche gli utenti più abili.

Molti potrebbero farsi frenare dall’alta complessità della produzione, arrendendosi dinanzi alle numerose sfide che propone. Ebbene, non fatelo: rinfoderando la katana del protagonista, infatti, rischiereste di perdervi uno dei migliori action dell’anno. Apprendimento, dedizione e spirito di auto miglioramento sono i pilastri su cui si fonda un’avventura a tinte cyberpunk estremamente affascinante, capace di garantire, a chi avrà il coraggio di affrontarla, una grande dose di appagamento.

Anzitutto, per approcciare al meglio l’esperienza, la katana non sarà l’unica arma a vostra disposizione: dovrete infatti dotarvi di tanta pazienza e caparbietà. Per quanto Ghostrunner sia un gioco pensato per anche e soprattutto per gli speedrunner, che si divertiranno a superare i livelli in gran velocità senza mai morire, non dovete comunque tuffarvi negli stage a testa bassa. La prima volta che vi cimentate all’avventura è meglio procedere con calma e cautela: è quasi impossibile, ed anzi persino controproducente, superarla di colpo alla massima velocità durante la prima partita.

Sarà opportuno quindi fermarsi a tirare fiato tra uno scontro e l’altro, guardarsi attorno per studiare il level design, ed esplorare a fondo ogni anfratto alla ricerca di qualche collezionabile. Lo studio della struttura dei livelli è incentivato, del resto, anche dalla progressione dell’esperienza: nel corso della storia principale otterrete di volta in volta nuovi potenziamenti e poteri, che vi permetteranno di superare sfide sempre più complesse in modo differente. Così facendo, il team di sviluppo vi suggerisce in maniera implicita che Ghostrunner, la prima volta, va approcciato con assoluta calma, senza la foga di dover completare i livelli al meglio delle vostre possibilità. Il primo giro della storia è in fondo un grande tutorial pensato per allenare le vostre abilità: in questo modo, rigiocando gli stage completati con nuovi poteri, potrete scegliere di volta in volta lo stile migliore e più rapido per superare le sfide. Non esiste del resto un modo unico e più vantaggioso per avere la meglio sulle minacce del gioco: l’analisi preliminare del level design serve proprio a questo, a permettervi di decidere quale percorso imboccare per sconfiggere i nemici. L’importante, in sostanza, è non arrendersi cercando di seguire sempre il sentiero che, in apparenza, può risultare quello più scontato e più veloce.

In molti casi la struttura dei livelli propone infatti strade alternative da seguire per superare gli ostacoli, che vi stimolano ad adottare soluzioni differenti, sulle prime magari meno ovvie ma non per questo meno efficaci. Pertanto, continuate a sperimentare percorsi nuovi quando vi accorgete che eliminare i nemici in uno specifico ordine appare poco efficiente. Un nostro consiglio, in tal senso, è quello di dare priorità ai soldati più rapidi, quelli dotati di armi con una cadenza di fuoco superiore. Questi bersagli possono infatti colpirvi con una raffica difficile da schivare, data la velocità dei proiettili: ucciderli per primi può darvi l’opportunità di tirare il fiato, per poi orientare la vostra attenzione sui nemici con un armamentario di base, decisamente più semplice da evitare.

Insomma, non fatevi travolgere immediatamente dalla frenesia del gioco: ogni volta in cui morirete, lasciate la rabbia da parte, non tuffatevi a capofitto di nuovo nel medesimo percorso, nel tentativo di vendicarvi di quel nemico che vi ha dato il colpo di grazia. Piuttosto guardatevi intorno, provate ad adottare una nuova strategia. E se fallite, come potrebbe accadere molto spesso, provate un altro approccio, scegliete un altro potere in dotazione o modificate gli upgrade a disposizione. Nel corso dell’avventura infatti otterrete anche dei potenziamenti: non potrete usarli tutti in una volta sola, ed anzi anche in questo caso occorrerà effettuare una specifica selezione.

Una simile limitazione non è casuale e non va sottovalutata. Passate spesso nel menù di gioco, modificate la dotazione e rigettatevi nella mischia: non sempre una serie di poteri vi garantirà il medesimo vantaggio in ogni singola occasione. Se un livello vi sembra troppo complesso, insomma, riconsiderate le vostre priorità in termini di potenziamenti e scegliete quelli più adatti, così da massimizzare le probabilità di successo.

Anche le fasi platform, che in apparenza risultano meno libere delle sequenze action, possono essere superate con alcuni stratagemmi: nel caso abbiate effettuato un salto meno preciso, potete sempre rimediare in corso d’opera sfruttando lo slancio in stasi, che rallenta per qualche secondo il tempo e vi dà modo di calibrare meglio la direzione dell’atterraggio. Insomma, in Ghostrunner occorre sperimentare, studiare l’ambiente come arma, scegliere in quale ordine eliminare i nemici e dotarsi di tanta pazienza. Ne varrà la pena, ve lo possiamo garantire: per quanto sia indubbio che si tratti di un gioco complesso, rivolto a un’utenza hardcore, superare le sue minacce garantirà un grande tasso di soddisfazione. Con tenacia e convinzione, scoprirete i segreti di un action cyberpunk finemente elaborato, dotato di un’ambientazione molto accattivante e di una narrazione che, nella sua semplicità, saprà comunque catturarvi nella sua trama.

Esplorare le ambientazioni potrebbe anche farvi scoprire qualche informazione inedita sulla lore del gioco, e darvi una spinta in più per scoprire cosa si cela sulla sommità della torre Dharma. L’importante è tenere ben a mente sempre un consiglio: come scritto anche sulle mura dell’edificio, tenete sempre gli occhi aperti.

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