di

Il PlayStation Showcase si è concluso con la presentazione di God of War Ragnarok, ambientato a qualche anno di distanza dal predecessore. Il primo contatto con l'opera ha messo in luce vecchie e nuove conoscenze, ambientazioni inedite e combattimenti contro nemici sempre più agguerriti, suscitando anche inattese polemiche.

La frangia più rumorosa e incontentabile di Internet stavolta se l’è presa con alcune scelte di Sony Santa Monica relative a due dei personaggi chiave di Ragnarok. La prima ha a che fare con la misteriosa figura di Angrboda: una gigantessa della mitica razza Jotunn che secondo le leggende ebbe tre figli con Loki, ritratta dagli sviluppatori con le fattezze di una giovane ragazza di colore.

Un dettaglio che non è sfuggito ad alcuni, subito pronti a far notare l’incoerenza di un personaggio di origini africane in un contesto simile. Critiche che tuttavia appaiono evidentemente velate di razzismo piuttosto che di rigorosa attenzione alla filologia storica. A tali osservazioni ha risposto, non senza un certo sdegno, il Narrative Director dello studio californiano Matt Sophos.

Nella mitologia norrena ci sono anche dei nani blu? E Loki era davvero il figlio di un semidio greco? Sapreste mostrarmi i passi nella poetica Edda in cui si afferma che tutti i Jotunn erano bianchi come gigli? Vi faccio risparmiare tempo e rispondo per voi... non potete mostrarmelo perché non c'è scritto da nessuna parte. E io quei poemi li ho anche letti", ha replicato duramente Sophos su Twitter.

Rimarcando in seguito la dose con un altro Tweet che recitava: “lo sapete che i Jotunn non sono veri? E che possono essere chiunque o assumere qualsiasi forma? E che alcuni di essi sono anche dei serpenti giganti? Ma lo capisco: Vi andava bene Jörmungandr solo perché le sue squame erano bianche, giusto? Perfetto, allora vi auguro buona fortuna e spero che possiate trovare un gioco diverso che si adatti meglio alla vostra sensibilità".

L’altro grande bersaglio su cui sono piovute una valanga di critiche è stato quello che si preannuncia come uno dei principali antagonisti di God of War Ragnarok, ovvero Thor. La rappresentazione del dio del tuono, condivisa in Rete dall’Art Director del gioco Raf Grassetti, ha infatti suscitato un vespaio di polemiche per il suo essere coraggiosamente distante dagli standard imposti da Hollywood e da anni di Chris Hemsworth nel Marvel Cinematic Universe.

Stavolta l’accusa al titolo Sony è infatti paradossalmente quella di essere troppo in linea con l'accuratezza storica. Il Thor concepito dal talentuosissimo artista di origine brasiliana è decisamente corpulento, più che mai lontano dall’idea della divinità palestrata che siamo ormai abituati a immaginare. Agli addominali scolpiti da wrestler si sostituisce una vistosa pancia prominente, completata da una lunga barba, dai capelli rossi e spettinati e dagli immancabili tatuaggi.

L’impressione è quella di un personaggio trasandato ma comunque poderoso, che in perfetto accordo con ciò che ci ha raccontato l’epica potrebbe sbaragliare chiunque in una gara all’ultimo boccale di birra. Eppure questa versione in formato XL di Thor sembra non essere andata giù a parecchi utenti, che hanno bersagliato di frecciatine e meme più o meno dissacranti il portatore del Mjolnir.

Il Director di God of War Ragnarok Eric Williams ha così difeso lo studio alla base del personaggio: “Volevamo solo che fosse un tizio grande e grosso. L'interpretazione della Marvel è una cosa ed è interessante, ma noi volevamo andare un po' più a fondo nella mitologia stessa. Anche nella realtà certe persone hanno una presenza immediata, e non è sempre a causa dei muscoli. Sono come un muro in formato umano, e questo sarà il nostro muro in formato divino. Ecco perché era così importante dargli questo aspetto”.

Sulla questione è intervenuto anche Cory Barlog, attualmente impegnato in prima persona su un progetto segretissimo e nelle vesti di Creative Director in questo seguito. Il papà del nuovo Kratos ha dichiarato: “Penso che ci sia qualcosa di fantastico nel fatto di risultare comunque potente e intimidatorio senza essere un ammasso di muscoli in evidenza. Mi piaceva l'idea di farlo sembrare quasi un ragazzino nel corpo di un adulto: come uno che ha tutto il potere del mondo e può fare questo e quello, senza voler crescere. Non ha bisogno di farlo, fa solo quel che gli pare”.

Nel ribadire ancora una volta la totale legittimità delle scelte creative degli autori concludiamo passando la parola a voi. Siete soddisfatti della direzione intrapresa da God of War Ragnarok? Che ve ne pare delle polemiche esplose in rete in questi giorni? Fatecelo sapere nello spazio riservato ai commenti.

Quanto è interessante?
16