God of War Ragnarok: Estelle Tigani vittima di molestie virtuali pur di ottenere la data

God of War Ragnarok: Estelle Tigani vittima di molestie virtuali pur di ottenere la data
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Ciò che sta accadendo negli ultimi giorni con God of War Ragnarok ha ben pochi precedenti nel mondo dei videogiochi. L'hype alle stelle di alcuni utenti li sta spingendo a gesti davvero ingiustificabili per scoprire la data d'uscita, al punto da mandare tutte le furie Cory Barlog.

Qualche videogiocatore ha infatti deciso di inviare scatti che ritraggono le parti intime ad Estelle Tigani, Cinematics Producer di God of War Ragnarok, convinti che l'allegato del messaggio potesse in qualche modo convincerla a svelare la data d'uscita dell'esclusiva Sony. Ovviamente non è così che funziona e il gesto non solo ha infastidito la sviluppatrice, ma ha anche attirato le ire di Cory Barlog.

Ecco il contenuto del tweet di Barlog:

"Mi state per caso prendendo in giro? Non posso credere di doverlo specificare, ma vi invito a non inviare foto delle vostre parti intime ad uno dei membri del team di sviluppo o a chiunque altro nell'industria videoludica con l'obiettivo di conoscere il giorno dell'uscita. Si stanno facendo in quattro per creare qualcosa con cui possiate divertirvi, mostrategli del rispetto."

Il messaggio, che abbiamo addolcito in più di un punto, mostra l'evidente rabbia dello sviluppatore nei confronti dei folli utenti che si sono spinti a tanto pur di provare ad ottenere l'informazione che tutti vorrebbero conoscere. Nel frattempo sono trapelate online le informazioni sulle edizioni limitate di God of War Ragnarok.

Nota per i lettori: Nel tentativo di non scadere nel becero il titolo originale della notizia risultava fin troppo edulcorato e non adeguato alla gravità della vicenda. Certamente non c'era alcuna volontà di giustificare quanto è successo, semmai è stato un eccesso di "correttezza" che dimostra una volta di più, aldilà di una certa narrativa distorta, sulla nostra tendenza a non cercare il "titolone" a tutti costi. Resta il fatto è grave ed ora il titolo è più adeguato.

Nessuna giustificazione o copertura per questi comportamenti o giocatori, che nel testo abbiamo definito "folli", il che non lascia dubbi sul giudizio su quanto accaduto.

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