Google Stadia: gli sviluppatori indie potrebbero avere delle difficoltà

Google Stadia: gli sviluppatori indie potrebbero avere delle difficoltà
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Il reveal di Gogle Stadia ha lasciato tutti a bocca aperta. Quella che vuole essere la Netflix dei videogiochi, probabilmente ha anche definito la direzione in cui il mercato si muoverà nei prossimi anni, con il cloud e lo streaming che saranno sempre più protagonisti.

D'altronde è così che già avviene per la TV, il cinema e la musica, e i videogiochi non potevano che seguire tali trend, tanto che c'è già chi scommette che Google Stadia sostituirà le console tradizionali. Eppure non sarà tutto rose e fiori il futuro del gaming in questo senso, visto che a pagare il prezzo di questo nuovo sistema potrebbero essere i piccoli sviluppatori indipendenti.

Ne ha parlato Mike Rose, fondatore della software house indie No More Robots: "Se vedete quanti introiti abbia guadagnato l'industria della musica negli ultimi dieci anni, vedrete il declino di quest'ultima mentre si verificava l'ascesa dello streaming".

Rose ha preso come esempio Spotify, ad esempio, e trasferendo tale modello all'industria videoludica, gli sviluppatori verrebbero pagati ogni volta che qualcuno avvia il proprio gioco, e dopo un tot di ore in cui quest'ultimo viene utilizzato. In questo modo verrebbero però danneggiate le piccole aziende che per ovvi motivi non lavorano su giochi dalla durata troppo elevata.

Si tratta dunque di una questione da affrontare, per non affondare completamente un'importante fetta dell'industria videoludica. Che ne pensate della situazione? Per approfondire, sul nostro sito trovate un interessante speciale con tutte le informazioni su Google Stadia.

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